La Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna ha condannato la cooperativa Estragon e il suo legale rappresentante Lele Roveri a risarcire il Comune di Bologna per 66.385,97 euro, somma qualificata dai giudici come danno erariale prodotto dall’erogazione di contributi pubblici che, secondo la magistratura contabile, la cooperativa non avrebbe potuto ottenere. Nella stessa sentenza sono stati condannati anche due dirigenti comunali che, negli anni in cui furono assegnati quei contributi, ricoprivano ruoli apicali nella macchina amministrativa della cultura cittadina: Osvaldo Panaro, oggi presidente della Fondazione Innovazione Urbana Rusconi Ghigi, già direttore del Dipartimento Cultura e Promozione della città, dovrà versare 11 mila euro; Giorgia Boldrini, oggi direttrice del Dipartimento Cultura del Comune di Bologna e del Settore Musei Civici, dovrà invece risarcire 22 mila euro. A entrambi la Corte attribuisce responsabilità per omesso controllo, per non avere impedito che Estragon continuasse a partecipare ai bandi pubblici nonostante una situazione debitoria che, secondo la sentenza, era già nota agli uffici.
Al centro della vicenda c’è una morosità tributaria consolidata nei confronti di Palazzo d’Accursio. Tra Tari, Tarsu e Tares non versate, Estragon aveva accumulato arretrati oscillanti fra i 30 mila e i 40 mila euro, una posizione che, secondo i giudici, non era né occasionale né transitoria, ma strutturale e protratta nel tempo. Questo elemento, da solo, avrebbe dovuto precludere alla cooperativa la possibilità di accedere ai contributi comunali, perché uno dei requisiti richiesti dai bandi era proprio l’assenza di debiti verso l’amministrazione. Nonostante questo, fra il 2019 e il 2022 Estragon ha continuato a ottenere fondi pubblici attraverso almeno cinque procedure: 3 mila euro per un progetto di internazionalizzazione delle industrie culturali e creative dell’Emilia-Romagna, 13 mila euro per Bologna Estate 2020, 19 mila euro per un progetto collegato a Incredibol!, 20 mila euro per Bologna Estate 2021 e 12 mila euro per Bologna Estate 2022. Le somme effettivamente erogate ammontano a 44.695,44 euro, a cui la Corte aggiunge 21.690,53 euro di crediti riconosciuti e successivamente accantonati o portati in compensazione, fino ad arrivare al totale di 66.385,97 euro oggetto della condanna.
Nelle motivazioni, la magistratura contabile usa espressioni particolarmente dure nei confronti di Roveri. Richiamando gli accertamenti svolti dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, la Corte parla di false o omesse comunicazioni sull’insussistenza di debiti tributari e di “intenzionali e maliziosi silenzi” che avrebbero consentito alla cooperativa di ottenere contributi pubblici ai quali non aveva titolo ad accedere. Viene respinta anche la tesi difensiva secondo cui i fondi ricevuti avrebbero potuto compensare il debito fiscale pregresso: secondo i giudici, non era possibile percepire contributi destinati a finalità culturali per ripianare tasse e tributi comunali non versati.
Per la Corte, però, il punto non riguarda soltanto la condotta della cooperativa. Una parte rilevante della sentenza si concentra sulle omissioni interne all’amministrazione. Panaro e Boldrini vengono ritenuti responsabili di una condotta omissiva grave, non riconducibile a semplici errori o sviste occasionali. Gli uffici comunali incaricati della riscossione avevano già segnalato la “posizione totalmente irregolare” di Estragon, ma la cooperativa non venne esclusa dai bandi né fermata nelle fasi successive di assegnazione ed erogazione.
La sentenza chiude un filone istruttorio aperto nel 2023, quando la Corte dei Conti dispose approfondimenti sui contributi erogati dal Comune di Bologna a una serie di realtà culturali cittadine fra il 2019 e il 2022. Oltre a Estragon, sotto esame finirono anche Link 2.0, Associazione Nuovamente e Arci Il Casalone. Nel caso di Link 2.0, che aveva ottenuto 13 mila euro, la Corte ha riconosciuto che la domanda di contributo non avrebbe dovuto essere presentata, ma ha escluso il danno erariale ritenendo che le somme fossero state impiegate a favore della collettività.
La vicenda ha inevitabilmente anche un rilievo politico cittadino, poiché Lele Roveri, oltre a essere il legale rappresentante di Estragon, è responsabile della Festa provinciale dell’Unità del Partito Democratico ed è iscritto al partito. Anche Enrico Di Stasi, attuale segretario provinciale del PD bolognese, ha lavorato per Estragon dal 1999 al 2004.