Venezia città aperta

Tra vernici, manifestazioni e timidi accenni di modernità oggi è un giorno storico, anche senza turisti e decreti.

Written by Redazione Venezia il 13 June 2020

Foto di Nicola Ferrarese

Esiste una scansione, quasi automatica, di questo 2020 che ripercorre la cronologia istituzionale dei dcpm, delle ordinanze e delle scadenze fiscali. Noi vogliamo immaginarne un’altra, più collettiva, più naturale e spontanea, legata ad altri eventi significativi che riguardano il presente e anche un po’ il futuro di Venezia. In tale contesto, spazzando via i concetti di fase 1, fase 2, fase 3, manco fossimo in un telequiz, oggi, sabato 13 giugno, sembra davvero un giorno speciale.

Venezia s’è desta? Presto per dirlo, ma un segnale forte è quello che ci arriva da più fronti. Gallerie, manifestazioni, musei civici e pure un’inattesa svolta “modernista” come il bike sharing (sempre che funzioni). A mettere in fila tutto ciò che accade oggi, sembra davvero che ci sia qualcosa di nuovo nell’aria. Ci saranno “Assembramenti”! Ma in questo caso non si tratta di violazioni alle regole del distanziamento sociale, per l’intera giornata sarà accessibile la mostra collettiva della Galleria Michela Rizzo in Giudecca nella quale vengono “assembrate” le opere di oltre 30 artisti. L’evento si svolge in collaborazione con un’altra vernice quella allo Spazio Punch intitolata “Pesi Massimi”. Anche la sezione “eventi” di Zero Venezia inizia così a ripopolarsi dopo settimane di “zero” assoluto. Ma non è tutto. A completare questo scenario contribuisce anche l’apertura di Share Happiness, alla Galleria Alberta Pane, frutto di una progettualità collaborativa. Si aggiungano la recente apertura di Ri-, profetica esposizione alla A+A che ha aperto i battenti proprio questa settimana, l’esposizione di Marignana Arte, tra le prime a riaprire, e “Materiche” nel chiostro dell’M9 (con interessante excursus nella video arte) frutto della collaborazione proprio con la rete Venice Galleries View, che si è dimostrata particolarmente reattiva.

Non ci si ferma qui: anche le istituzioni cercano di fare la loro parte. Un segnale importante è quello che arriva con la riapertura “iconica” di Palazzo Ducale. Si tratta purtroppo di una ripartenza con la “erre” minuscola: la rete dei Musei civici è stata duramente colpita nei numeri dal lockdown, ma il fatto che fino al 26 luglio, di sabato e domenica, l’architettura simbolo della Serenissima, del suo potere e del suo antico posizionamento strategico nelle rotte tra Oriente ed Europa, con il suo riconoscibile gotico veneziano, torni ad essere accessibile, pur essendo il minimo sindacale, rimane una buona notizia. Come lo sono le 500 biciclette già disponibili in diversi punti della città (Lido compreso) del nuovo servizio bike sharing. Città in movimento, quindi.

Dulcis in fondo, se vogliamo parlare di movimento (e movimenti), la sberla finale a questo assonnato risveglio arriva dalla mobilitazione che si concretizza alle Zattere, rilanciando ancora una volta l’eterno quesito: che città vogliamo? Il comitato No grandi Navi assieme ad un nutrito gruppo di associazioni e attivisti propone una catena umana per una Venezia Fu-Turistica. Abbiamo abbondantemente dialogato, proprio di questo, di modelli culturali, economici e sociali per la città, con Marco Baravalle, uno dei più attivi esponenti di questa mobilitazione, poche settimane fa. Oggi dunque è il giorno per scoprire Venezia ben oltre il macabro esotismo della città vuota per effetto del coronavirus. La nostra città-pesce più viva che mai, manca la musica, manca il contatto, manca la notte: ma siamo sicuri che arriveranno presto anche loro.