Studio 33: una supernova musicale

Alla scoperta dello spazio audio e musicale più avveniristico di Roma. Nel bel mezzo di Trastevere

quartiere Trastevere

Written by Nicola Gerundino il 30 November 2020
Aggiornato il 2 December 2020

Place of residence

Roma

Attività

Collezionista, Dj, Imprenditore, Musicista

Un vecchio studio fotografico tra i vicoli di Trastevere si appresta a diventare uno dei nuovi potenziali centri di gravità della creatività musicale a Roma. Un salotto curato nei minimi dettagli (progetto di Ana Gugić) dove perdersi tra centinaia di vinili e un impianto OMA – Oswalds Mill Audio; dove troveranno spazio produzioni musicali e audio/video ed esperienze di hi-end listening; dove potranno essere presentati progetti ispirati alla musica; dove si farà formazione e dove prenderà corpo una nuova etichetta musicale. In poche parole “Un, think tank creativo musicale a tutto tondo”. Ne abbiamo parlato in questa intervista con i due fondatori: Raffaele Costantino ed Enzo Abbate.

 

Come e quando nasce Studio 33?

Studio 33 è quella che propriamente si dice “un’intuizione mattutina”. Un giorno ci siamo svegliati e ci siamo detti: “Perché non creare uno spazio dove mettere a valore, nel bel mezzo del cammin’ di nostra vita, le professionalità, la ricerca e la creatività che la musica ci ha ispirato lungo gli anni?”. Semplicemente così. Poi è emerso un primo schizzo di progetto che visualizzava tutte le potenzialità di uno spazio del genere, e poi via a cercare questo spazio fisicamente.

Ne avete trovato uno con un bel vissuto da raccontare.

Fortuna ha voluto che uno degli studi fotografici storici di Roma, al centro di Trastevere, risultasse in vendita e che nostra ricerca ci imbattessimo proprio in questo spazio: Studio 33, appunto. Il nome non poteva essere più azzeccato: “Studio” come driver di ricerca, ma anche come nucleo energetico che sprigiona idee e progetti da sparare nel firmamento nazionale (Studio 54, anyone?); “33” come il numero civico di Via della Paglia dove ci troviamo, ma anche come il formato che adoriamo da sempre, il 33 1/3 RPM dei vinili. La magia di uno spazio su strada così luminoso e grande, bianco e vuoto quando lo abbiamo visitato per la prima volta, sembrava rappresentare proprio una tela vuota pronta alle nostre scorribande creative.

Chi entra per la prima volta dentro Studio 33 cosa si trova davanti?

Possiamo tranquillamente dichiarare che il primo approccio con Studio 33 è di pura meraviglia! La combinazione di uno spazio così inusuale per Trastevere, con un design senza compromessi di spazi e oggetti, insieme a un impianto audio fuori dal comune, sia a livello estetico che sonoro – che olfattivo addirittura, essendo completamente costruito con materiali naturali e sostenibili – è unica. Il tutto genera un mood rilassato, intimo ma assolutamente inusuale. Cosa che ci viene confermata da tutti i nostri ospiti quando ci dicono: “Non mi sembra di essere a Roma!”. Eppure noi siamo romani (adottati) e vogliamo che questo spazio e il team di lavoro che c’è dietro rappresenti la creatività musicale della Capitale, in Italia e all’estero. Qualche reazione la abbiamo raccolta sul nostro sito.

Parliamo dell'impianto OMA a disposizione per l'ascolto. Quali sono le sue caratteristiche e perché lo avete scelto?

L’approccio al suono OMA (Oswalds Mill Audio, nda) è completamente diverso rispetto ai diffusori bass reflex a cui siamo tutti abituati dagli anni Ottanta: casse piccole con un buchino da un lato, rigide e poco sensibili, che richiedono grossi wattaggi per riprodurre un suono gonfio e poco preciso. All’interno di Studio 33 non c’è solo uno un’impianto, ma diversi, assemblati con il fine di rendere l’esperienza d’ascolto unica e quanto più possibile fedele al messaggio contenuto nelle registrazioni originali, non tralasciando però la piacevolezza e musicalità all’ascolto. I diffusori OMA sono integralmente costruiti in legno massello, con trasduttori di altissima qualità custom made o, come nel modello AC1, in cui si recuperano driver a compressione vintage degli anni Quaranta – quelli che si ascoltavano nei cinema per capirci. Le sorgenti analogiche sono costituite dal giradischi con trazione a puleggia Anatase, sempre di OMA, costruito da un unico blocco di ardesia della Pennsylvania, lavorato a controllo numerico e rifinito a mano; oppure dallo Studer A812, registratore da sempre riferimento per il mastering analogico. Le sorgenti digitali sono i convertitori analogico digitali dCS Bartok e Mytek Brooklyn Bridge, entrambi riferimenti nelle loro categorie e in grado di leggere pressoché tutti formati digitali disponibili. Infine la sezione digitale è controllata da un music server con accesso a un database di musica liquida di migliaia di album e ai maggiori i servizi di streaming musicale in alta definizione (Qobuz, Tidal). Sempre sul nostro sito ci sono tutte le altre informazioni su questi aspetti audio.

Che vinili avete deciso di mettere in ascolto e che tipo di esperienza musicale volete far emergere?

Studio 33 ospita varie collezioni di dischi, in primis quelle dei suoi fondatori – e già siamo sui 5.000 vinili – poi quelle di collezionisti amici che hanno deciso di mettere a disposizione, a volte anche in vendita, dei pezzi di collezione strabilianti. Jazz, blues, musical, folk, OST, classica, elettronica, afro, brazil, avantgarde sono le categorie che hanno da sempre costituito la nostra bussola di orientamento nella musica e vengono rispecchiate in maniera diretta all’interno dei nostri archivi. Nel tempo siamo sicuri che riceveremo dischi da altre collezioni esterne: è un elemento importante per noi confrontarci con altre ricerche musicali e metterle a disposizione delle antenne più attente che passeranno per Roma. Abbiamo anche una etichetta residente in studio, HyperJazz, con la quale produrremo nei nostri studi e presenteremo nelle listening room, nuovi titoli e lavori da parte dei più promettenti musicisti europei e d’oltreoceano. Citiamo infine anche la sezione “bobine”, un supporto ormai sconosciuto ai più, ma che costituisce il “grado 1” della qualità sonora, superiore e precedente al supporto in vinile: in questo caso abbiamo aperta una collaborazione con Hemiolia, etichetta italiana dedicata alla produzione e restauro di questi stupendi oggetti sonori provenienti da un’altra epoca, ma sfavillanti ancora oggi.

Una menzione la merita anche il design dello spazio, immagino pensato per rendere ancora più profonda l'esperienza sonora.

Lo scopo iniziale della designer Ana Gugić era ottenere uno spazio ideale per l’ascolto della musica (ci siamo avvalsi di ingegneri acustici, maestranze tecniche, consulenti del suono, OMA stessa); ma questo ha rappresentato solo l’inizio di un percorso in cui non era solo importante educare le persone alla qualità del suono, ma anche dare lo stesso peso a tutti gli altri sensi, in modo da raggiungere un senso di benessere totale, sinestetico. Abbiamo utilizzato appositamente dei riferimenti non troppo conosciuti nel mondo del design perché volevamo togliere importanza all’oggetto stesso e cercare di concentrarci sull’insieme dello spazio. Il risultato è che tutto è diventato importante e che tutto è percepito dagli avventori; dal tappeto ruvido indiano fino al profumo delle casse in legno o alla pesantezza delle vecchie tende in velluto.

Come interagirà Studio 33 con la città?

Come già detto, Studio 33 parte dalla competenza (e consulenza) su come ottenere un ascolto fedele e qualitativo dei supporti musicali, come elemento fondante di una cultura e di uno stile di vita e di lavoro. A questo si aggiunge la produzione musicale con Hyperjazz; il lavoro tecnico dello studio professionale interno; la formazione del management partendo dai principi organizzativi diffusi tra i musicisti; l’interazione con istituzioni culturali e politiche per creare ed esporre progetti contemporanei ispirati alla musica; fino all’ambizione di diventare una destinazione di “intrattenimento indipendente”, una specie di streaming radio/tv del XXI secolo. Ma di questo parleremo tra un po’…

Chi vuole venirvi a trovare cosa deve fare?

Essendo uno studio professionale e spazio di lavoro, gli accessi sono benvenuti, ma solo su appuntamento. Su studio33club.com si trovano i contatti per sintonizzarsi con noi e condividere idee, visite, esperienze sonore, ricerche musicali. Abbiamo già avuto ospiti magazine internazionali, etichette discografiche, chef stellati, collezionisti, audiofili, responsabili culturali. Insomma, siamo aperti a tutti, col rispetto del distanziamento sociale ovviamente!

Immaginate un rapporto particolare e iniziative speciali con il quartiere che ospita Studio 33, Trastevere?

Siamo a Trastevere, viviamo e lavoriamo qui, i nostri figli vanno a scuola qui e siamo orgogliosi di aver iniziato una avventura culturale-imprenditoriale qui, senza ricadere nel solito ristorante, wine bar o casa vacanze – con tutto il rispetto per queste attività, ci mancherebbe. Vogliamo contribuire alla bellezza e spessore di questo quartiere, favorire l’intercultura e la solidarietà,. Apprezziamo per esempio il lavoro di strada incessante della comunità di Sant’Egidio, il faro culturale di WEGIL – dove non è mancato un nostro contributo in termini di ideazione e progettazione – il sogno in via di realizzazione del Cinema America con la Sala Troisi, ma anche le scuole di illustrazione, le agenzie di comunicazione, i laboratori di design. Insomma l’humus eccezionale fatto di popolo, creatività e bellezza che rappresenta questo quartiere. Quindi aspettatevi interazione forte con il Rione XIII!