Inizia la stagione degli open air.
All’aria aperta e di giorno, Fuoriorario Diurno dalle 15:00 alle 01:00.
Ci troviamo nei cortili della Forgiatura.
Ex area industriale del nord ovest di Milano, trasformata in lucido polo per il terziario ma ancora con le ossature metalliche della vecchia anima produttiva in vista.
Tra i palazzi degli uffici, arriva parcheggiato nel cortile il Prince Healer Soundsystem, per provare ad alterare gli schemi della produttività che vive lo spazio dal lunedì al venerdì insieme a una maratona di suono pomeridiana.

Si inizia con il live di Ottaven aka Canedicoda, che porta con sè nella Buka anche una gemma d’oltreoceano, la violoncellista statunitense Lori Goldston.
Formazione classica ma spirito alternativo dai tempi della collaborazione con i Nirvana [è lei in “Unplugged in New York”] fino alla fase odierna di “de-formazione” della pratica canonica del violoncello.
La pista sboccia nelle mani sapienti e nella battuta lenta di Marco Foresta, cofondatore di Ivreatronic, con lui Steve Pepe, altra anima vicina a Buka, che celebra l’uscita del suo nuovo disco “Al Destino” proprio sotto Ivreatronic.
Dalla Francia via Atene torna a trovarci l’eclettica stella OKO DJ e la fiammata finale da mezzanotte è nella mani dell’imprevedibile live di Mortimer Dubaton aka Eiger Drums Propaganda.

Ai controlli del Soundsystem:
Ottaven live
Ottaven esiste dal 2003, è il lato sonoro di Canedicoda ed è il nome che ne traccia una personale relazione con il sonoro.

Nessuna forma canzone, nessuna stabilità. Lentezza, strutture libere, frenate improvvise, rompere e ricostruire. Cambiare stato e dare spazio ad un ascolto interiore, espansivo, interpretativo. Suono, silenzio e attivazione. Fisicamente interagiamo, appaiono forse dei significati.
Ottaven cerca input al di fuori del mondo della musica, come quando teniamo in mano una punta di ghiaccio, con una sua direzione tattile, croccante fragilità, siamo perfetti quando immaginiamo. Essere ripetitivi, scavare ed insistere nelle azioni. L’idea del dettaglio, il peso del verbale/sonoro nel nostro vivere: quanto il linguaggio e il messaggio sono legati ai toni. Un invito a fidarsi del corpo. Il suono riesce a non aver bisogno di significato.
Lori Goldston live
Lori Goldston è una violoncellista, compositrice e performer che attraversa repertori scritti, tradizionali e improvvisati. La sua pratica si estende anche ai ruoli di insegnante, producer, bandleader e collaboratrice, in un percorso ampio e trasversale.

Formata in ambito classico ma volutamente “de-formata”, si definisce semi-feral: il suo linguaggio al violoncello è personale, materico e riconoscibile, orientato all’esplorazione di soglie, instabilità e connessioni tra pratiche e contesti distanti.
Si esibisce negli Stati Uniti e a livello internazionale, spesso in spazi indipendenti, mantenendo un’attenzione costante alla relazione tra comunità diverse.
È conosciuta anche per la collaborazione con i Nirvana, con cui ha partecipato al live Unplugged in New York. Nel corso della sua carriera ha lavorato con compositori, registi, scrittori, coreografi, artisti visivi, orchestre e band, tra cui Earth, BBC Scottish Symphony, Black Belt Eagle Scout, David Byrne, Terry Riley e molti altri.
Ha inoltre composto ed eseguito dal vivo colonne sonore per numerosi film sperimentali e del cinema muto, presentati negli Stati Uniti, in Europa, Australia e Messico. Le sue produzioni, sia soliste che collaborative, sono state pubblicate da etichette come Mississippi Records, Sub Pop, K Records e Sub Rosa; nel 2026 è prevista l’uscita di un nuovo album su ESP-Disk.
Cofondatore del collettivo Ivreatronic, Marco Foresta è un maestro dell’arte del vinile ma anche un percussionista che ha iniziato a giocare con i dischi negli anni ’90.

La sua musica è un misto di esotismo, tribalismo e techno downtempo. Il sound rallentato che contraddistingue la sua cifra stilistica proviene da molto lontano, dalle aperture nei clubbing alla domenica pomeriggio dove amava suonare le strumentali di dischi dance famosi a 33 giri rallentandone la vibra e rendendoli meno aggressivi e più misteriosi.
Pratica molto in voga in quegli anni in Italia, ha radici nel lento violento di Gigi Dag, nella progressive anni 90 ma anche nella cultura disco-afro).
Da anni esplora le infinite vie del suono, ondeggiando tra frequenze lente, profonde e sognanti.
Sotto lo pseudonimo FABIO FABIO, ha pubblicato due EP sulla sua Ivreatronic: “Masochistas” e “Amore Cannibale”. Brani oscuri e funky ispirati dalle colonne sonore così come dalle musiche dei paesi, passando attraverso la golden age del trip-hop.
L’ultimo album di Fabio Fabio per l’etichetta romana 42 records in collaborazione con Ivreatronic “Spezzatino Porcino” ha riscosso un ottimo successo di critica e per la fine di aprile è in uscita un EP di B-side del disco.
E’ anche da poco uscito per NSP (Nuova Sauna Possibile, sub-label di Ivreatronic dedicata alla sperimentazione incisa su vinile) “Visioni Fuggitive” insieme al duo romano Alien Alien (Rodion & Hugo Sanchez) opera dedicata alle citate partiture di Prokofiev suonate e rimanipolate che segue a “Paesaggi” doppio vinile in cui Foresta crea un collage musicale di tutte le sue influenze, una sorta di flusso sonoro in quattro atti, ricordi di avventure passate e dal forte potere suggestivo, ondivago come il movimento di una puntina sul disco.
Steve Pepe live
Musicista, produttore e DJ italiano con sede a Roma, Manuel è un folletto che affonda le sue radici nella scena underground romana; in 15 anni ha lavorato in decine di progetti sperimentali, dal cantautorato audace e acerbo del primo Calcutta alle collettive post industriali del giro Roma est, come compositore, arrangiatore, deus-ex-machina e musicista, dalle chitarre distorte ai flauti, dalla batteria acustica al mixaggio digitale, dal montaggio video al cantato.

Il suo suono di generazione marcatamente elettronica utilizza sintetizzatori FM, percussioni e sintesi analogiche, ma lascia spazio anche a voci e strumenti acustici di vario genere.
Nel live e nelle produzioni convergono tutte le sterminate esperienze musicali confluite ‘nel grande contenitore chiamato dance music provando a demolirne alcuni dei suoi automatismi. […] eliminare tutto quello che sembrava superfluo, inclusi Ableton live, campionatori, sistemi modulari, loop station, […] ecc.’.
Nel suo album, uscito a febbraio 2026, sposta il baricentro su forme compositive più vicine alla forma canzone, mantenendo la destrutturazione al centro di essa.
Basata ad Atene dopo essere cresciuta a Parigi, Marine Tordjemann, in arte OKO DJ, è una selector, producer e performer che si muove liberamente tra suono elettronico e strumentale.

I suoi DJ set, immersivi e in continua espansione, costruiscono percorsi guidati da intuizione, contrasto e flusso, piuttosto che da categorie fisse.
È curatrice di PU$$Y NIGHTMARE, una serie di eventi che esplora la presenza collettiva e l’ascolto attivo negli spazi underground, creando connessioni tra pratiche live ed elettroniche.
Parallelamente è residente su NTS Radio, dove il suo programma The Twisted Dream Diary intreccia narrazioni oniriche personali con paesaggi sonori ambient e psichedelici.
Come producer, il suo lavoro attinge da elettronica sperimentale, spoken word, folk industriale e texture influenzate dal dub.
Nell’ottobre 2025 ha pubblicato il suo album di debutto As Above, So Below su Stroom, consolidando una voce artistica distintiva, intuitiva e in continua evoluzione.
Scritto da LR
