Il 14 di giugno Hyperlocal presenta un nuovo episodio di Hyperlocal Club dedicato alla storia della musica ambient, alla sua diffusione e alla contemporanea ambient rave.
Il Club, cocurato con A.R.X. (Ambient Rave Experience) e con la partecipazione di C3, invita etichette, artiste e artisti e collettivi internazionali – tra Londra, Milano e Amsterdam – per un’esperienza immersiva e collettiva di listening negli spazi e nei giardini di Voce Triennale.
PROGRAMMA
- 14:00 – Audio installation by 377073-QÂF
- 15:00 – Talk w/ Cortex Of Light, Dan Nicholls & Lou Zon (Free Movements), Katatonic Silentio in conversation with Hanna Pezzack
- 16:00 – Live set w/ Conna Haraway, Cortex Of Light, Dan Nicholls & Lou Zon (a/v), eoobe (dj), Inner Lakes, Katatonic Silentio
- Video installation by outer
- Light design by Vitaly Weber
L’ambient house nasce nella Londra post-thatcheriana dei primi anni Novanta nelle chill-out room dei rave nei paesaggi industriali di Brixton, stanze pensate come rifugio dall’intensità metanfetaminica dell’acid house. Se trent’anni fa l’ambient era pensata come spazio di decompressione e alterazione percettiva, oggi l’ambient rave si può considerare come la colonna sonora della dissociazione contemporanea, suono figlio di un’esistenza sospesa e anestetizzata, ma mai davvero pacificata.
Tra lunghi droni, beat rallentati e texture liquefatte, l’ambient rave circola perennemente tra playlist algoritmiche, streaming continui e livestream notturni che accompagnano una popolazione di insonni e di lavoratori. È un altro tipo di rave, una festa con altre finalità.
Diffusasi negli ultimi cinque anni, tra canali segreti di Telegram, Soundcloud e piattaforme digitali, l’ambient rave contemporanea è un fenomeno altamente politico e sociale, che compete con la stessa economia dell’attenzione su cui queste piattaforme scommettono, ma senza alcuna forma di edulcorazione.
Qui non c’è insomma alcuna promessa di riconciliazione o d’intrattenimento, non c’è salvezza né utopia, ma nella consapevolezza di questa scena contemporanea v’è però la configurazione di una precisa strategia di sopravvivenza: una conscia dissociazione che trasforma una condizione intollerabile in un campo aperto di possibilità, uno spazio psichico e collettivo minimo in cui restare vivi, funzionali ed emotivi, senza collassare, o una stanza di compagnia nell’isolamento digitale della contemporaneità.
Scritto da Giacomo Prudenzio