mer 27.01 2016

Shaft

Dove

Armani Silos
Via Bergognone 40, 20144 Milano

Quando

mercoledì 27 gennaio 2016
H 20:15

Quanto

gratis su prenotazione

Contatti

prenotazioni: 02.91630010

Chi è quest’uomo? È l’uomo senza difetti, è amato da tutti, non c’è mai una goccia di sudore sulla sua pelle, sa sparare con finezza e schivare le pallottole con altrettanta efficacia, i cattivi non sono alla sua altezza, i teppisti lo temono e le donne incredibilmente lo vogliono. Ah sì, c’è ancora qualcosa, veste Giorgio Armani. È l’uomo più cool degli anni Novanta, Samuel L. Jackson, dopo gli incredibili ruoli in Pulp Fiction e Jackie Brown, a interpretare uno dei personaggi più cool degli anni Settanta, John Shaft.

Shaft_Armani_Silos

Con il suo pizzetto malvagio che sembra uscito dalla penna di un fumettista, i giubbotti di pelle che pendono come mantelli e il dolce vita nero che lo fascia, Jackson è al centro dell’azione. Pensa in fretta. Non ha bisogno di scatenare grandi esplosioni né di conoscere sagaci e misteriose mosse di karate, gli basta un pallone per segnare un tiro da tre punti e far incazzare il boss della zona, ha il cuore tenero, è indulgente verso i perseguitati e raggiunge la giustizia anche quando questa è blanda. Shaft, il remake diretto da John Singleton, ricordato per il bel Boyz n the Hood, è avvincente, imprevedibile e intenso. Il contorno è interessante, Dan Hedaya gioca naturalmente lo stesso ruolo di poliziotto corrotto in The Hurricane, mentre Christian Bale, poco prima protagonista di American Psycho, qui è un giovane di belle speranze afflitto da razzismo epidermico. Toni Collette, madre di Cole ne Il sesto senso, è una magnifica preda con quel non so che di nervoso nello sguardo e Jeffrey Wright è pronto a far collassare il suo mondo per un misto d’orgoglio ed egoismo.

Shaft_Armani_Silos

Alla fine gli archetipi di genere restano saldi, l’eroe è amabile ma fa poco l’amore al confronto dello zio, i cattivi sono brutali e gli aiutanti interessanti. Busta Rhymes allenta la tensione e Vanessa Williams è bella anche senza un filo di trucco. E poi c’è sempre il battito di chitarra funky del brano di Isaac Hayes, primo artista nero a vincere l’Oscar per la Miglior canzone.

Scritto da Francesca Fazioli