In “Art” c’è un quadro bianco, sappiamo solo che costa moltissimo, non dice nulla ma rappresenta l’inizio di una conversazione. Da questo innocente oggetto nasce una guerra fredda tra tre amici, che scoprono – con sincero stupore – di non conoscersi affatto. Yasmina Reza, drammaturga nota anche per la pièce “Il Dio del massacro”, lo aveva capito da tempo: è difficile comprendersi anche tra persone che si vogliono bene.
Lo spettacolo in scena a Roma affida a Michele Riondino, in qualità sia di attore che di regista, il compito di tenere insieme intelligenza e veleno, senza mai esagerare. La regia è asciutta, quasi minimalista, come se volesse ricordarci che qui non serve altro: sono le parole e le incomprensioni a fare danni. E ne fanno parecchi. Le battute scivolano veloci, le risate arrivano puntuali, ma hanno sempre quel retrogusto amaro che ti fa ridere e subito dopo chiederti se non stai ridendo di situazioni nelle quali ti sei imbattuto in prima persona.
“Art” non parla davvero di pittura, ma di ego, della paura del cambiamento, di sembrare mediocri e di quel bisogno tutto umano di sentirsi intelligenti anche e soprattutto davanti agli amici. Il quadro, pur restando bianco, mostra tutta la complessità ed i colori delle relazioni umane che si intrecciano, scontrano e deflagrano quando in tutti i casi in cui mancano dialogo e comprensione.
ORARI
Mercoledì 18 giovedì 19, sabato 21, martedì 24, venerdì 27, sabato 28 febbraio ore 21:00
Venerdì 20, mercoledì 25, giovedì 26 febbraio ore 19:30
Sabato 21 febbraio ore 16:30
Domenica 22 febbraio e domenica 1 marzo ore 17:00
Scritto da Andrea Di Corrado