Connna Haraway ci riporta piacevolmente due volte nel passato. Il suo nome, che inevitabilmente richiama quello della filosofa Donna Haraway, apre un varco verso la prima decade dei Duemila, epoca caratterizzata (anche) da un’ondata di moniker bislacchi che venivano utilizzati da ogni nuovo progetto musicale, da Com Truise al nostro Digi G’Alessio.
La sua musica, cosa ben più importante, risale invece ancora di più la corrente del tempo, pescando a piene mani nel filone dub-techno che parte da Basic Channel, passa per Deepchord, Porter Ricks, The Bug e arriva fino a progetti recenti come il nostro Conna. Non ama fare album lunghi, piuttosto licenzia EP di poche tracce, che però contengono viaggi lunghissimi, anche oltre i dieci minuti, dove sono chiare le contaminazioni con i suoni ambient e post-club contemporanei, come l’ultimo bellissimo “Shifted”.
Da bravo nerd, Conna ha anche due etichette, co:clear. e INDEX:Records, e l’art di alcune sue copertine se l’è pure fatto da solo. Stasera suonerà in versione live, preceduto dal tape set di Luca Quartarone.
Scritto da Giulio Pecci