Anche in un mondo globalizzato e iperconnesso come il nostro, il luogo in cui nasci, cresci e ti formi come uomo e musicista rimane comunque centrale. E’ infatti innegabile che Giovanni Doneda, Ferruccio Perrone, Pietro Gregori e Alessandro Paolone, in arte Mago del Gelato, siano stati influenzati da ciò che accade nella zona Nord Est di Milano, vicino a quella NoLo che tanto scalda i cuori della nuova movida meneghina.
L’ attaccamento alla maglia è tale che Il Mago del Gelato prende il nome dall’omonimo bar gelateria dell’eclettica e multiculturale via Padova a cui i ragazzi hanno tributato il loro nome artistico. Ma non è solo una questione di titoli: i suoni di questo collettivo di musicisti riflettono ampiamente la geografia in cui sono stati concepiti. Ascoltando con cura l’ultimo disco, Chi è Nicola Felpieri?, concept album fondato sula sana voglia di fare musica insieme nel senso più vero e pieno dell’ espressione, ci si trova immediatamente immersi in un caleidoscopio sonoro colmo di riferimenti eterogenei magicamente mixati da quattro musicisti con la M maiuscola; far convivere in un disco l’ afrobeat di Fela Kuti, il funk più puro che ci sia, John Coltrane, qualche goccia di progressive e un pò di sana Italo Disco non è, infatti, cosa da poco.
Se tutto ciò è impreziosito dalla presenza di due collaborazioni d’eccezione come Venerus e Le Feste Antonacci, ancora meglio. Nella vita musicale de Il Mago del Gelato sembra esserci una coerenza, del tutto unica, tra studio di
registrazione e dimensione live; in altre parole si ha sempre la sensazione di vivere in una perenne jam session sempre pronta a stupire, prodotta con chitarre funkeggianti, fiati, cori, sintetizzatori che sembrano usciti da un disco fusion degli anni settanta e ritmi percussivi pazzeschi; un groove infinito, coinvolgente, che sembra non voglia finire mai. Perché quindi privarsi di tutto ciò, se consideriamo il fatto che questa festa musicale sarà nella
cornice del giardino della Triennale di Milano, tra i Bagni Misteriosi di Giorgio De Chirico?
Ci vediamo lì. Vietato perdere questa occasione.
Scritto da Marco Mascolo