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mer 16.09 2026

Philip Glass Ensemble - "Powaqqatsi"

Dove

Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma

Quando

mercoledì 16 settembre 2026
H 21:00

Quanto

€ 40-20

Contatti

Sito web

Organizzatore

Romaeuropa Festival

Il tre è un numero perfetto, da molti considerato magico se non sacro, e per questo terzo appuntamento con la musica il RomaEuropa Festival, giunto quest’anno alla quarantunesima edizione, si affida ad una trilogia che per molti cinefili ha tutte le caratteristiche della sacralità. È la trilogia Qatsi – termine che nella lingua della tribù indigena americana Hopi significa vita – realizzata nell’arco di vent’anni dal regista statunitense Godfrey Reggio.

Al primo capitolo datato 1982, Koyaanisqatsi, che in lingua Hopi significa vita in tumulto, vita senza equilibrio, abbiamo assistito lo scorso anno con la sua prima proiezione assoluta in Italia accompagnata dalla versione dal vivo per coro ed orchestra. Immagini spesso rallentate, talvolta accelerate, volti, persone, catene di montaggio, strade, automobili, traffico, fast food, videogames, città frenetiche e poi la natura, abbandonata, dimenticata, ferita. Le musiche, come per i film successivi, erano composte da Philip Glass, uno dei padri del minimalismo americano, pianista e tastierista che amava definirsi “compositore di musica dalle strutture ripetitive”, all’epoca già autore di innumerevoli lavori per solo piano e per ensemble, partiture per balletti, senza dimenticare le collaborazioni con Robert Wilson e le prime due composizioni operistiche: Einstein on the Beach e Satyagraha.

Stasera The Philip Glass Ensemble, formazione che dal 1968 esegue tutte le composizioni scritte da Glass per il suo ensemble, torna al Parco della Musica presentando per la prima volta a Roma Powaqqatsi, secondo tassello firmato da Reggio nel 1988. Qui si parla di una “vita che si alimenta consumando altre vite”, una vita in trasformazione, come recitava il sottotitolo della pellicola, e ci si sposta dalle metropoli occidentali al sud del mondo, per analizzare l’impatto della modernizzazione sulle culture tradizionali.

Ancora una volta la direzione è affidata a Michael Riesman, da innumerevoli anni anche principale tastierista dell’Ensemble, che riuscirà a non farci sentire troppo la mancanza di Philip Glass, ormai novantenne e ritiratosi dall’attività concertistica.

Scritto da Carlo Cimmino