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gio 15.10 2026 – dom 18.10 2026

Romeo Castellucci/SOCIETAS - "Faust. Fatto, non detto"

Dove

Teatro Argentina
Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma

Quando

giovedì 15 ottobre 2026 – domenica 18 ottobre 2026

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Prima ancora del patto, prima ancora di Mefistofele, prima ancora della dannazione, c’è un uomo che guarda il mondo e scopre improvvisamente che sapere non basta più. Castellucci non porta semplicemente Goethe sulla scena. Al contrario, dichiara di voler sottrarre Faust al proprio “solco letterario”, riportandolo a qualcosa di più oscuro e originario: la crisi che si apre quando parole e cose smettono improvvisamente di coincidere.

Un uomo ha studiato, conosciuto, interrogato il mondo. Eppure, arriva a un punto in cui tutto quel sapere sembra non riuscire più a proteggerlo dal vuoto. Faust affronta il nulla ancora prima di incontrare Mefistofele: è già precipitato nella crisi del linguaggio, nella separazione tra ciò che diciamo e ciò che realmente esiste. Il diabolico diventa allora non soltanto una presenza esterna, ma una frattura che attraversa il soggetto stesso.

Conoscendo il teatro di Castellucci è difficile immaginare che tutto questo possa trasformarsi in una narrazione tradizionale. Il suo teatro ha da tempo rinunciato alla rassicurazione del racconto per affidarsi alla potenza dell’immagine, della materia, dei corpi e del suono. Anche in Faust gli strumenti dichiarati sono essenziali e quasi primitivi: ombra, pelle, apparizione, quello che lo stesso regista definisce «il secondo mondo dentro a questo».

Ad accompagnarlo tornano due presenze fondamentali del suo percorso artistico: Piersandra Di Matteo alla drammaturgia e Scott Gibbons alle musiche originali. Suono, silenzio, corpo e materia saranno parte di uno spazio mentale più che di un luogo realistico, attraversato da visioni e interrogativi sul sapere, sul sacro e sulla possibilità stessa di rappresentare. Creare significa esporsi. Cercare continuamente qualcosa che ancora non possiede una forma, sapendo che proprio quella ricerca può salvare e contemporaneamente consumare chi la compie. Faust diventa così meno il personaggio che vende la propria anima e più l’immagine di qualcuno incapace di accettare i limiti di ciò che già conosce.

Come se Castellucci ci chiedesse, per una volta, di rinunciare alla necessità di capire immediatamente ciò che vediamo e di accettare invece di attraversarne l’oscurità. Nel momento esatto in cui le parole alle quali ci siamo affidati non riescono più a spiegare ciò che accade. Quando il sapere mostra i propri limiti, le certezze cedono e perfino la distinzione tra salvezza e condanna comincia a sfumare. E allora Faust non è più soltanto l’uomo disposto a vendere l’anima, ma diventa l’uomo che, dopo aver cercato disperatamente ogni risposta, trova ancora il coraggio, o forse la condanna, di continuare a fare domande.

ORARI

Giovedì 15 ore 20:00
Venerdì 16 ore 20:00
Sabato 17 ore 19:00
Domenica 18 ore 17:00

Scritto da Andrea Di Corrado