gio 26.05 2016 – ven 22.07 2016

108 e Silvia Argiolas - "Di Carne, di Nulla (Both Flesh and Not)"

Dove

Antonio Colombo Arte Contemporanea
Via Solferino 44, 20121 Milano

Quando

giovedì 26 maggio 2016 – venerdì 22 luglio 2016

Quanto

free

Dopo i colossi dell’arte Alessandro Mendini e Arduino Cantafora, Antonio Colombo ospita, fino al 22 luglio 2016, la bipersonale di due giovani artisti della sua scuderia, per la prima volta a confronto: i coetanei 108 (Alessandria, 1978) e Silvia Argiolas (Cagliari, 1977). A cura di Luca Beatrice, “Di carne, di nulla” non intende accomunare i due artisti sotto un tema comune ma, al contrario, evidenziare e affermare le loro differenze stilistiche e tematiche.
Lei sarda e lui piemontese, entrambi legati a una concezione della pittura come veicolo di emozioni, seguono due percorsi diversi e complementari. 108 – Guido Bisagni – approda alla pittura dopo un trascorso nell’ambito della street art, da cui arriva il suo nome d’arte che si rifà alle tag in uso presso gli artisti di strada. 108 si considera comunque un outsider, per via del suo elaborato linguaggio astratto dominato da forme morbide e organiche di colore nero, a tratti ravvivate dalle accensioni cromatiche, che si discosta dall’intento narrativo, espressivo e a volte violento che contraddistingue certi lavori di strada. Questi elementi si ritrovano invece con maggior forza in Silvia Argiolas, pittrice tout court, che in questa mostra ricorre a immagini di forte impatto visivo con l’obiettivo di criticare il modo con cui la società intende e mercifica il corpo femminile.
Dunque due visioni opposte. Da un lato 108, con l’esplorazione dell’inconscio e della dimensione spirituale, intento a raffigurare una sorta di sospensione emotiva che prescinde la figurazione; dall’altro la pittura drammatica e visionaria di Argiolas, popolata di personaggi dai contorni evanescenti e dai profili deformati, che indaga l’inconscio e i lati oscuri della psiche umana. Il nulla, l’immaterialità, la purezza per l’uno; la carne, la fisicità, la sofferenza per l’altra.
Una contrapposizione che si manifesta anche nei formati delle opere: grandi tele per 108 e piccole e medie tele e tavole per Argiolas, alcune di forma esagonale e altre organizzate a gruppi. La dualità si attenua invece nell’intimità del Little Circus, dove i due linguaggi formali sono messi a confronto sulla tecnica del disegno, accompagnato dalla poeticità del bianco e nero.

Scritto da Elisa Fusi