ven 23.06 2017 – sab 24.06 2017

Inscape Rooms / La vita della mente

Dove

Istituto Svizzero di Roma
Via Ludovisi 48, 00187 Roma

Quando

venerdì 23 giugno 2017 – sabato 24 giugno 2017

Quanto

free

L’Istituto Svizzero con i suoi residenti 2016/2017 presenta il programma “Inscape Rooms” e la mostra collettiva “La vita della mente”. La tematica portante di questo evento è l’indagine del pensiero inteso negli aspetti che riguardano l’inconscio, l’area del sogno, il funzionamento metaforico della mente, la percezione multi-sensoriale, la memoria, lo sconfinamento nella realtà virtuale o soprannaturale, il sublime, il flusso di coscienza, lo stato ipnotico.

IL PROGRAMMA

Venerdì 23 giugno – Istituto Svizzero di Roma, via Ludovisi 48, Roma

ore 14.00 – 17.00
workshop sull’Ipnosi
dott. Mario Marazzi (lingua italiana) / dott. Vincent Stella (lingua francese)
prenotazione obbligatoria (mail: prenotazioni@istitutosvizzero.it, aperta dal 12 al 20 giugno)

ore 17.00 – 18.00
presentazione della rivista Site 1, Logic Gate: the Politics of the Artifactual Mind – giardino
Glass Bead con Jeremy Lecomte e Inigo Wilkins

ore 17.00 – 18.00
Breathing the unconscious – presentazione, giardino
Wolfgang Georgsdorf, artista

ore 18.00 – 23.00
inaugurazione della mostra LA VITA DELLA MENTE
Pauline Beaudemont, Alessandro Cicoria, Michela de Mattei, Federica Di Carlo, Antonio Fiorentino, Genuardi/Ruta, Edgars Gluhovs, Nelly Haliti, Marta Mancini, Simone Pappalardo, Marion Tampon-Lajarriette

ore 18.00 – 21.00
installazioni interattive – giardino
Tumasch Clalüna, artista
Donald Glowinski, ricercatore

ore 18.00 – 21.00
Studio su Ecate, presentazione – giardino
Cédric Cramatte, ricercatore

ore 18.00 – 21.00
selezione di articoli e testi – giardino
Lukas Ingold e Josy Luginbühl, ricercatori

ore 18.00 – 21.00
performance – giardino
Numero Cromatico

ore 18.30 e ore 19.30
performance – sala Elvetica
Leo Hofmann, musicista

ore 19.00 e ore 20.00
performance – terrazza Dipendenza
Simone Pappalardo, musicista

ore 21.30 – 00.30
cinema muto con performance musicali – giardino
IOIC – Institute of Incoherent Cinematography

Sabato 24 giugno 2017 – Istituto Svizzero di Roma, via Ludovisi 48, Roma

ore 1.00 – 4.15 am
sleep concert Cavemusic – Sala Elvetica
Concerto notturno di Daniela Bershan, artista
prenotazione obbligatoria (mail: prenotazioni@istitutosvizzero.it, aperta dal 12 al 20 giugno)
ingresso da via Liguria 20

ore 5.00 – 5.30 am
colazione – terrazza Dipendenza

ore 5.30 – 7.30 am
DanceFirst, risveglio in movimento – giardino
Max Passante, dj

ore 7.30 – 10.00 am
djset – giardino
Egon Elliut, dj

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PROGRAMMA ESTESO

Venerdì 23 giugno – Istituto Svizzero di Roma, via Ludovisi 48, Roma

ore 14.00-17.00
workshop sull’Ipnosi
con dott. Mario Marazzi e il dott. Vincent Stella
prenotazione obbligatoria (mail: prenotazioni@istitutosvizzero.it, aperta dal 12 al 20 giugno)

Workshop ipnosi con Mario Marazzi (in italiano)
L’incontro prevede l’illustrazione del modello ericksoniano – la cosiddetta nuova ipnosi – che ridisegna il profilo dell’ipnosi, considerando la trance come fenomeno naturale. Verrà inoltre proposta un’esperienza di induzione allo scopo di mettere in contatto i partecipanti con aspetti non consapevoli della propria creatività, attraverso l’espressione artistica in stato di trance.
Workshop ipnosi con Vincent Stella (in francese)
Il workshop combinerà l’ipnosi con il processo creativo personale, l’ispirazione e la motivazione. L’obiettivo è capire in che modo è possibile utilizzare i sogni per attivare immagini inconsce e aiutare l’immaginazione a conquistare una maggiore libertà.

Mario Marazzi è membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Ipnosi e coordinatore didattico presso la Scuola di Ipnosi Clinica e Psicoterapia Ericksoniana. E’ inoltre docente e supervisore presso la Scuola di Ipnosi Clinica e Psicoterapia Ericksoniana, e Referente Terapeutico dei programmi residenziali con la Associazione SEMAN. Esercita la libera professione in qualità di Psicoterapeuta.

Vincent Stella ricerca nuovi modi per scoprire e usare l’ipnosi. Docente di ipnosi ericksoniana e NLP, è specialista in ipnosi e NLPand Past Life Therapy Regression. E’ inoltre specialista in Shiatsu tradizionale, stile Tokuda. E’ anche musicista e sciatore.

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ore 17.00-18.00
presentazione della rivista Site 1, Logic Gate: the Politics of the Artifactual Mind – giardino
Glass Bead con Jeremy Lecomte e Inigo Wilkins

Jeremy Lecomte e Inigo Wilkins presentano il numero della rivista Site 1, Logic Gate: the Politics of the Artifactual Mind, dedicato a questioni che vanno dagli sviluppi recenti dell’intelligenza artificiale alla storia della logica, dal progressivo sviluppo della musica e di altre tecniche che hanno favorito e trasformato la razionalità umana, alle modalità con cui l’automazione tecnologica altera la nostra concezione del lavoro.

Glass Bead è una piattaforma di ricerca e una rivista che si occupa della conoscenza in campo artistico, scientifico e filosofico, con attenzione alla dimensione pratica e politica. È stata concepita ed è diretta da Fabien Giraud,Jeremy Lecomte,Vincent Normand,Ida Soulardand e Inigo Wilkins, artisti, storici dell’arte e teorici con base a Parigi e a Londra.

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ore 17.00-18.00
presentazione, giardino
Wolfgang Georgsdorf, artista

Breathing the unconscious: A time and space shuttle and it’s theatre for the nose
Smeller 2.0 e Osmodrama – verso un’arte del profumo basata sul tempo.
Da molti anni l’artista Wolfgang Georgsdorf lavora con il profumo come medium della pratica artistica, mettendolo in relazione con l’inconscio. Nel 1996 ha ideato Smeller 1.0, prototipo di proiettore di odori ad azionamento meccanico, evolutosi poi in Smeller 2.0, proiettore di profumi elettronico e digitale. Il progetto è basato su un complesso lavoro interdisciplinare attorno a un organo e ad un proiettore di profumi, in grado di comporre e mettere in scena opere composte da sequenze di odori, quali Sinfonies e Dramas (Synosmies e Osmodrama).

Wolfgang Paul Georgsdorf è un artista austriaco che vive e lavora a Berlino. E’ regista, scrittore e musicista. La sua ricerca si concentra in particolare sull’incontro tra arte e scienza. Nel 1996 ha esposto presso la Galleria dello Stato dell’Alta Austria; nel 2012 ha partecipato alla mostra Sinnesrausch tenutasi presso il Centro per l’Arte Contemporanea di Linz, in Austria. E’ stato premiato con l’Outstanding Artist Award for Interdisciplinarity a Vienna nel 2013 e con il Sadakichi Art and Olfaction Award a Los Angeles nel 2017.

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ore 18.00 – 23.00
inaugurazione della mostra LA VITA DELLA MENTE

Pauline Beaudemont, Alessandro Cicoria, Michela de Mattei, Federica Di Carlo, Antonio Fiorentino, Genuardi/Ruta, Edgars Gluhovs, Nelly Haliti, Marta Mancini, Simone Pappalardo, Marion Tampon-Lajarriette

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ore 18.00 – 21.00
installazioni interattive – giardino
Tumasch Clalüna, artista
Donald Glowinski, ricercatore

Inscape Room di Tumasch Clalüna
«Un tempio galleggiante di fumi, uno spazio dove la luce, il profumo, la musica e tutte le arti sono ugualmente presenti»
Da questa visione del compositore russo Aleksandr Skrjabin ha origine l’installazione Inscape Room. Concepita come spazio aperto ma schermato, essa richiama le antiche stanze di culto romane. Al fine di creare un’atmosfera di Inscape (fuga introspettiva) non legata a una specifica pratica religiosa, i visitatori sono invitati ad esplorare il loro approccio individuale ai rituali, e diventare artisti della loro interiorità. Tutti i prodotti utilizzati derivano dal giardino di Villa Maraini.

Tumasch Clalüna (1980, Basilea) è regista indipendente, autore, musicista, direttore di produzione e giornalista culturale. Accanto a lavori con il gruppo indipendente Kurzer Prozess (testo e regia), ha lavorato con teatri e festival, tra cui ad esempio il Teatro di Basilea e il Kunstfestspiele Herrenhausen. Dal 1998 è membro di The Glue, formazione internazionale a-cappella e canta con i Männerstimmen Basel. Ha lavorato, tra gli altri, con i Maiden Monsters, Wolfang Mitterer e con Ruedi Häusermann, e dal 2015 gestisce il Festival für Neue Musik Rümlingen.
Ha ricevuto diversi premi, ad esempio all’Harmony Sweepstakes Festival o alla Taipei International A-cappella Competition, o il Premio Musica del Canton Basilea Campagna. Lavora come giornalista per BzBasel, Die Programmzeitung e diverse riviste.

Immersive dance di Donald Glowinski
L’installazione dà al visitatore la possibilità di immergersi in una danza indiavolata: la pizzica tarantata. Indossando un casco per la realtà virtuale, lo spettatore si troverà in uno spazio immaginario dove incontrerà la silhouette di una danzatrice che si starà esibendo in un altro ambiente e in tempo reale. Partire dalla tradizione più antica della pizzica per scoprire le possibilità della realtà virtuale, può sembrare ironico e contraddittorio. Tuttavia, l’installazione intende indagare la possibilità da parte dell’individuo di esperire la realtà virtuale senza perdere il contatto con il mondo tangibile. L’incontro tra la danza e la realtà 3D vuole descrivere i fenomeni alla base della dipendenza dalle nuove tecnologie, ma anche fare esperienza personale di nuove forme comunicative non verbali.

Donald Glowinski (1977, Parigi), ha conseguito il Diplôme de fin d’études di pianoforte e musica da camera, si è laureato alla Sorbona in Filosofia, al Conservatoire National Supérieure de Musique et de Danse di Parigi (CNSMDP, Acustica Musicale), all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales (EHESS, Scienze Cognitive) e ha conseguito il dottorato in Ingegneria Informatica all’Università di Genova. Ora si dedica alle neuroscienze, presso lo Swiss Center for Affective Sciences dell’Università di Ginevra dove investiga i processi motori e cognitivi all’origine della nostra capacità di suonare insieme. Per le sue ricerche, ha ricevuto il premio della Fondazione Bleustein-Blanchet e il premio della Fondation de France.

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ore 18.00 – 21.00
presentazione – giardino
Cédric Cramatte, ricercatore

Studio su Ecate
Il ricercatore Cédric Cramatte presenta la figura della divinità Ecate, frutto di uno studio iconografico a partire da una riproduzione della statua della dea conservata presso il Museo romano di Nyon, raro esempio figurativo della divinità femminile. Originaria della Tracia, Ecate è considerata una dea lunare protettiva e benevola e, al tempo stesso, una figura oscura che presiede alla magia e agli incantesimi. La sua presenza è triplice perché questa divinità, temuta dagli uomini, regna sulla terra, sul mare e sul cielo: per questo motivo è rappresentata con tre teste e tre corpi.

Cédric Cramatte (1979, Porrentruy) ha studiato archeologia romana, preistoria e storia antica presso le Università di Losanna e Ginevra. Ha poi diretto diversi progetti archeologici, tra cui lo studio della fortezza accanto alla città romana di Epomanduodurum (Mandeure, Francia). Attualmente sta lavorando alla sua tesi di dottorato La geografia del potere nella provincia di Maxima Sequanorum, che studia l’organizzazione territoriale di questa provincia romana ed i luoghi in cui venivano esercitati i poteri militari, amministrativi e religiosi. Si è registrato sotto la supervisione congiunta delle università di Parigi IV-Sorbonne e Losanna. Per le sue ricerche in Italia, riceve una borsa doc.Mobility del Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica.

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ore 18.00 – 21.00
selezione di articoli e testi – giardino
Lukas Ingold e Josy Luginbühl, ricercatori

Selezione di articoli e testi,a cura di Lukas Ingold e Josy Luginbühl
I ricercatori Lukas Ingold e Josy Luginbühl presentano una selezione di testi e articoli, a disposizione del pubblico per approfondimenti. L’argomento trattato è l’esame di alcune figure mitologiche, scelte secondo il loro legame con le tematiche dell’inconscio e del sogno, dell’ipnosi e del desiderio. Sarà inoltre presentata una ricerca sull’origine e l’evoluzione del termine grotesque.

Lukas Ingold (1985, Langenthal) ha studiato architettura all’ETH di Zurigo, dove si è laureato nel 2012. Ha lavorato presso lo studio di Christian Kerez ed è attualmente ricercatore all’ETH di Zurigo presso la Cattedra di Progettazione Strutturale del Prof. Dr. Joseph Schwartz. La sua ricerca verte sulla storia dell’architettura e dell’ingegneria del dopoguerra in Italia e in particolare sul lavoro di Sergio Musmeci. Durante il suo soggiorno di studio a Roma è ricercatore ospite presso l’Università Tor Vergata.

Josy Luginbühl (1987, Bern) ha studiato Archeologia del Mediterrano e delle Provincie Romane e Storia dell’arte presso l’Università di Berna. Dopo la conclusione del master, dal 2012 è assistente presso la Cattedra di Archeologia del Mediterraneo dell’Università di Berna. Cura la collezione delle antichità classiche, svolge attività d’insegnamento e si occupa del coordinamento tecnico dell’Erasmus/SEMP. Inoltre fa parte del Consiglio dell’Associazione svizzera per l’Archeologia classica (SAKA). Attualmente sta lavorando alla sua dissertazione Con la penna, il libro e lo specchio. Ricerche sulla diffusione della lettura e della scrittura presso le donne romane sostenuta da ritrovamenti archeologici, raffigurazioni e l’Instrumentum domesticum. Oltre alla ricerca archeologica coltiva la passione per le attività museali.

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ore 18.00 – 21.00
performance – giardino
Numero Cromatico

Dreamask è uno strumento per la stimolazione dell’attività onirica e per il ricordo dei suoi contenuti al risveglio. Una modalità, quindi, per stimolare l’attività creativa dei singoli individui e per raccoglierne i risultati.
“Tutti sogniamo, anche chi afferma di non farlo. Molto spesso non ricordiamo il contenuto dei nostri sogni oppure, anche ricordandoli, non gli diamo grande importanza. Sul significato del sogno la scienza non è stata ancora capace di dare tutte le risposte. La letteratura sull’argomento definisce l’attività onirica come un processo atto a soddisfare pulsioni legate a contenuti rimossi durante lo stato cosciente. Più recentemente si è anche proposto che i sogni funzionino come un meccanismo di difesa per gli individui, in cui possiamo simulare, e prepararci a eventi potenzialmente minacciosi. A prescindere dal suo significato biologico, il sogno è un’attività creativa quotidiana insita in ogni individuo.”

Numero Cromatico è una realtà che pone la ricerca scientifica come base della sperimentazione artistica. Membri del gruppo sono Dionigi Mattia Gagliardi, Salvatore Gaetano Chiarella, Manuel Focareta, Marco Marini, Danilo Innocenti, Jacopo Natoli, Luna Sarti, Giulia Torromino. Il Centro si avvale degli strumenti teorici e tecnologici delle arti contemporanee e dell’attuale sperimentazione scientifica, allo scopo di studiare, manipolare e stimolare il coinvolgimento del fruitore nel processo artistico. I risultati di tali esperimenti vengono poi analizzati ed elaborati fino alla creazione di vere e proprie opere d’arte.

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ore 18.30 e ore 19.30
performance – sala Elvetica
Leo Hofmann musicista

Teleprompter Paradise – Mini-melodramma elettronico per due performer
“Se siamo tutti musicisti e strumenti allo stesso tempo, se siamo i nostri stessi suggeritori, qual è il tipo di risonanza che viene prodotta? Come moduliamo i nostri desideri su un’unica onda? Teleprompter Paradise affronta il desiderio di lasciare che sia qualcun altro a parlare per noi.
In questo “melodramma elettronico” due performer indagano la musica in quello spazio teso tra immutabilità e transitorietà. disponendo non solo della propria voce, usata come strumento, ma anche di sensori e di dispositivi per controllare i propri gesti; inoltre la loro attenzione, il loro sguardo e i loro gesti sono usati per dirigere e commentare la messa in scena della musicalità. Le labbra e gli occhi misurano l’enfasi esercitata tra loro e sul pubblico, e catturano le reazioni per poterle amplificare – fino a quando non viene evocato il fantasma di una buona fata, che gioca al telefono senza fili con tutti i partecipanti.” Leo Hofmann

Leo Hofmann (1986, Zurigo) compone e suona musiche per opere teatrali, performance del suono e sperimenta diverse forme di ascolto audio. La voce, nel suo aspetto sonante e performativo, è elemento centrale nei suoi lavori così come la ricerca del tatto e della corporeità nella musica. Nel 2013 ha concluso un master in Contemporary Arts Practice alla Hochschule der Künste di Berna e ha ottenuto il premio Giga-Hertz Förderpreis für elektronische Musik del ZKM Karlsruhe, la borsa Klangkunst-Stipendium della HBK Braunschweig e il premio Medienkunstpreis Oberrhein. Sotto la sua direzione sono nati diversi lavori di musica sperimentale per il teatro, e i suoi lavori da solista sono stati presentati in diversi festival. È co-fondatore dell’Institut für angewandtes Halbwissen, un’associazione di produzione e ricerca che lavora in maniera temporanea presso festival e istituzioni.

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ore 21.30 – 00.30
proiezione di film muti sonorizzati dal vivo – Giardino
IOIC – Institute of Incoherent Cinematography

L’IOIC, con sede a Zurigo, promuove il cinema muto e la sua rappresentazione tramite la sonorizzazione dal vivo. Le esecuzioni dal vivo tengono conto di differenze culturali e sociali, e mirano a includere musicisti, artisti del suono, gruppi, ensambles, e orchestre composte da artisti di varie età che rappresentano diversi stili musicali.

Programma proiezioni:

ore 21.30
Dream of a Rarebit Fiend (USA 1906, 7 min) di Wallace McCutcheon & Edwin S. Porter
Le Rève d’un fumeur d’opium (France 1908, 5 min) di Georges Méliès
Princess Nicotine; or, The Smoke Fairy (USA 1909, 5 min) di J. Stuart Blackton
La Folie du Docteur Tube (France 1915, 10 min) di Abel Gance
Live Score by Toktek (elettronica, basso) – www.toktek.org

ore 22.15
Balançoires (France 1928, 30 min) di Noël Renard
Live Score by Bit-Tuner (elettronica) – bit-tuner.net

ore 23.00
Meshes of the Afternoon (USA 1943, 14 min) di Maya Deren
At Land (USA 1944, 14 min) di Maya Deren
Live Score by Das Reum (voce, elettronica) – readubach.com

ore 23.15
La coquille et le clergyman (France 1928, 40 min) di Germaine Dulac
Live Score by Das Reum, Bit-Tuner, and Toktek
Rea Dubach (voice, elettronica), Marcel Gschwend (elettronica) & Tom Verbruggen (elettronica, basso)

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Sabato 24 giugno 2017 – Istituto Svizzero di Roma, via Ludovisi 48, Roma

ore 1.00 – 4.15 am
sleep concert Cavemusic – Sala Elvetica
Concerto notturno di Daniela Bershan, artista
prenotazione obbligatoria (mail: prenotazioni@istitutosvizzero.it, aperta dal 12 al 20 giugno)
ingresso via Liguria, 20

Con lo pseudonimo Baba Electronica l’artista visiva Daniela Bershan pratica l’arte del DJ come ingegnere e custode, colei che si prende cura di macchine, persone, emozioni, economie e ecologie a lei affidate. Quest’arte, connessa ad antiche pratiche (femminili) di stregoneria e a rituali collettivi di guarigione, è intesa come strumento per costruire muscoli e corpi resilienti, gioiosi e forti. Fare la DJ è in questo senso impegnarsi a comprendere in che modo l’informazione viene trasferita e come il potere agisce costantemente sui corpi. Cavemusic è un rituale sperimentale in cui al pubblico viene chiesto di rispettare tre semplici regole: 1) stare in orizzontale 2) stare comodi 3) stare fermi. Il pubblico è invitato a sdraiarsi per fare un’esperienza somatica collettiva. Utilizzando gli strumenti del live djing, Baba Electronica incanala e astrae pop-loops al punto da renderli irriconoscibili. Sottrae il materiale alla sua estetica consueta e alle strutture ritmiche per mostrarne l’essenza: la spinta emotiva che è stata iscritta nel corpo sociale collettivo. C’è da aspettarsi un’avventura sonica e corporea molto lenta, profonda e visionaria.

Saranno messi a disposizione materassi e coperte. Prenotazione obbligatoria (mail: prenotazioni@istitutosvizzero.it, aperta dal 12 al 20 giugno)

Daniela Bershan aka Baba Electronica è un’artista visiva e Dj che può essere descritta al meglio come vagabonda dei media e intrepida campionatrice. Nel suo lavoro – che va dalla scultura alla performance, all’organizzazione sociale – la DJ/Producer campiona ed è a sua volta campionata costantemente. Bershan ha co-fondato e dirige il progetto artistico Fatform (NL), ed è tra le organizzatrici di Elsewhere & Otherwise presso il Performing Arts Forum (FR). I suoi lavori, progetti e performances sono stati rappresentati, tra gli altri, alla Biennale di San Paolo, 29esima edizione, (BR), De Appel Arts Centre (NL), Frankfurter Kunstverein (DE), KunstenfestivaldesArts (BE), Museum Katharinenhof (DE), W139 (NL), Portikus (DE), NAS Gallery Sydney (AU), Capacete (BR), Smart Project Space (NL), Paradiso (NL), Künstlerhaus Graz (AT) e la Triennale Luxembourg (LUX).

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ore 5.00 – 5.30 am
colazione – terrazza Dipendenza

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ore 5.30 – 7.30
DanceFirst – risveglio in movimento
Max Passante, dj

L’alba è caratterizzata dall’invito al movimento. DanceFirst di Max Passante propone un risveglio collettivo durante il quale, stimolati dalla musica, si generano i primi gesti d’espressione corporea e di danza. Si danzerà a piedi scalzi sul prato, seguendo i ritmi suggeriti dalla musica e abbandonando la comunicazione verbale per lasciare spazio a quella corporea. Si è invitati a partecipare dall’inizio e per tutta la durata dell’iniziativa (2 ore).

Max Passante è un appassionato conoscitore di musica a 360°, con una predilezione per le nuove sonorità e per la musica elettronica. Matura la sua competenza frequentando la scena delle produzioni indipendenti musicali napoletane. Nel 1995, assieme ai Planet Funk, fonda l’etichetta indipendente Bustin Loose Recordings contribuendo al lancio di artisti come Karen Ramirez, Gaudi e degli stessi Planet Funk. Dall’amicizia personale con Robert Del Naja è nata una stabile collaborazione con i Massive Attack e dal 2000 è il supporter DJ italiano del gruppo inglese. E’ stato invitato a esibirsi nei principali festival musicali del mondo, tra cui Montreaux Jazz Festival, Big Chill, Bestival, Secret Garden e Latitude. Nel 2013 lancia a Roma i party alcol free Transitio-n – la nuova frontiera del cosiddetto “divertimento consapevole”. Nel 2015 ha importato in Italia il format inglese Morning Gloryville, leader mondiale degli AM Party. Dal 2013 ha contribuito ad introdurre nel nostro Paese la pratica americana 5Rhythms Dance (5Ritmi) per la quale sviluppa annualmente il programma di eventi e corsi italiani, oltre a condurre a Roma e Napoli le classi settimanali 5Ritmi Sweat in qualità di spaceholder certificato.

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ore 7.30 – 10.00
djset – giardino
Egon Elliut, musicista

Egon Thuile (1988) vive e lavora a Berlino, Germania. E’ un compositore ed esecutore di musica elettronica. Il suo modo di procedere e di intendere la musica come un corpo, sia acusticamente che visivamente, si concentra spesso più sul carattere del brano individuale che sull’aderenza al genere. La maggior parte della sua musica è strutturata al minimo, ed è registrata e suonata in singoli take. Nel corso degli anni Egon ha esposto molte opere basate sul suono, accanto a installazioni e performance di artisti del calibro di Clémence Seilles, Claudia Comte, Adrien Missika, Jerszy Seymour. Ha lavorato inoltre con lo stilista francese Andrea Crews, il designer di collane di lusso VK Lillie e il ballerino di danza contemporanea M.J. Harper. Nel 2014 Egon ha lanciato il suo primo disco Act Natural, presentato nel corso di una proiezione di video da lui girati, alla fiera ABC a Berlino.

Scritto da Alberto Asquini