In discoteca abbiamo fatto di tutto. Complice la notte, i bpm e i non meglio specificati integratori, al buio siamo riusciti a rimorchiare, limonare, piangere e poi ricominciare tutto da capo. Non solo sotto cassa, è al bancone del bar che si è sempre giocata la vera partita della notte. Vodka tonic sgasati, gin dell’Eurospin, bicchieri di plastica, rum & cola caldi, nessuno di noi ci ha mai prestato attenzione. Un’utopia per molti, una cosa di poco conto per altri, bere bene in discoteca, nei club, nei locali notturni, è sempre stata una chimera al quale – diciamo la verità – ci siamo abituati senza troppo lamentarci. Fino al giorno dopo, tra mal di testa titanici e nausee da 5° mese di gravidanza. Sembra però esserci una luce in fondo al tunnel fatto di scassoni epici e black out cerebrali, una luce che promana da un’attenzione sempre più capillare verso il bere bene dopo le 2 di notte. Così spuntano nei locali milanesi bottigliere sempre più audaci, drink list dettagliate, bartender che vogliono portare avanti un’offerta che si distingua dalla massa. Pulizia del ghiaccio, prodotti utilizzati (non per forza parliamo di bottiglie Premium o prodotti di lusso), no bibite alla spina, bicchieri presentabili e altri accorgimenti che fanno alzare l’asticella della qualità. Noi di Zero ne avevamo già parlato in occasione del talk allo Zero Design Festival del 2016 (leggi qui), e le nostre Maratone di Barman – prima al Plastic poi al Macao e infine da Vargros – sono state una testimonianza che bere bene di notte è possibile. Ora abbiamo toccato con mano – e fegato – l’argomento. Insieme all’alfiere della notte Zagor Treppiedi siamo andati notte dopo notte a scoprire i migliori locali che rispondono a questo trend: tra cassa dritta, luci strobo, zarri, fighetti e pr di ogni genere, abbiamo cavalcato – letteralmente in certi casi – i banconi dei club di Milano. Molti direbbero che “è un duro lavoro ma qualcuno lo deve pur fare”, noi rispondiamo con no show il giorno dopo in ufficio e sedute dallo strizza per ritrovare se stessi. Il risultato però è questa guida (s)ragionata da tenere alla mano quando si vuole bere bene anche prima dell’alba.

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