Facciamo un passo indietro, partiamo dalle cose più semplici: cos’è la grappa? La grappa è Italia, è cultura artigiana, identità popolare e radici storiche territoriali che si sviluppano in una plurisecolare storia di tradizione che investe il nostro paese. Lasciando per ora da parte il romanticismo, iniziamo con il dire che la grappa è un distillato di vinacce italiane, ed è proprio questo che la rende un prodotto unico al mondo perché ricavato dalla distillazione di una materia prima solida. Le vinacce, ovvero le bucce e i vinaccioli dell’uva estratte dopo la fase di pigiatura o fermentazione, vengono portate in distilleria affinché avvenga il miracolo. Fate attenzione: la distilleria non è un luogo simile alla vostra camera da letto appena svegli dopo un sabato di bagordi, ma quel luogo molto più vicino a un laboratorio d’alchimista, dove strumenti come l’alambicco risultano fondamentali nella produzione di questo distillato.

Succede ora, quando le vinacce vengono poste al suo interno, la trasformazione delle trasformazioni. Senza dilungarsi nelle capillari fasi che governano questo momento – fidatevi – si arriva al prodotto finale: la grappa, che dal 2008 grazie a una legge europea è un distillato esclusivamente italiano. Lo sanno bene giù al bar dello sport, lo hanno sempre saputo bene anche i nostri nonni che tra una partita a briscola e l’altra ci hanno rimesso la pensione, e lo dobbiamo sapere anche noi che molto spesso dimentichiamo le eccellenze di casa nostra.

Non di certo sfugge a questi locali che abbiamo selezionato, dove il bere miscelato di qualità è di casa, i quali hanno deciso di omaggiare il distillato tricolore con alcuni cocktail presenti nelle rispettive drink list. Obiettivo riconsiderare il suo consumo non solo in maniera assoluta, sviluppare il suo utilizzo anche in mixology e rendere consapevole il popolo del bere dei suoi diversi utilizzi. E se la grappa tanto amata dai miscelatori futuristi (leggi qui per saperne di più), è sempre stata considerata dai bartender di ogni dove e di ogni tempo ostica da utilizzare in miscelazione perché troppo complessa dal punto di vista aromatico – prediligendo altri distillati – assistiamo ora alla sua rinascita partendo proprio da Milano. Una scommessa che ci piace e su cui puntiamo, perché alla fine tutti noi vorremmo essere un po’ come la grappa: schietti, mordaci e arditi.

Se volete provare il vero spirito italiano, ecco a voi quattro cocktail a cura di Rita & Cocktails, Santeria Social Club, Surfer’s Den, Morgante, Blanco.

Rita&Cocktails: Mezzo Mezzo e Mezzo – un omaggio al celebre Mezzoemezzo Nardini, lo storico aperitivo di Bassano sul Grappa prodotto dall’Azienda Nardini.
Santeria Social Club: Vecio Gimlet – un cocktail dove la grappa è la protagonista indiscussa.

Surfer’s Den: Eucalipto dei Camaldoli – un cocktail che ricorda le vecchie preparazioni della nonna a base di miele, propoli e eucalipto.
Morgante: Vox Dei – un modo semplice e divertente di consumare grappa in un long energy drink.
Grappa Store Milano: Grappa Mule – un’alternativa al solito Moscow Mule.
Blanco Milano: Barrique Selz – con grappa barricata e aromi speziati.
Leggete anche la nostra intervista alle sorelle Belvedere Mazzetti, della storica azienda Mazzetti che ha recentemente aperto il primo negozio di Milano dedicato alla grappa.