A questa chiamata tutti rispondiamo indistintamente. Non esistono differenze di genere, razza, età, conto in banca, istruzione. L’atto per eccellenza che abbatte ogni barriera, ci mette a nudo (letteralmente) e al quale non si può non prestare attenzione. Andare in bagno è atto popolare, populista, democratico, prioritario. Che voi siate il Papa, la Regina (bitch) Elisabetta, o uno stronzo qualunque, per il bagno – un po’ come dal via – ci dovete passare. Ma in questo marasma generale del Fuorisalone, come rispondere all’impellente bisogno senza nascondersi dietro i vicoli, tra le macchine parcheggiate (sì, in questi anni abbiamo visto anche fare di peggio), senza farsela addosso o centrare il Naviglio rischiando di cadere tra le pantegane?

Senza togliere quella buona dose di fantasia e concettualismo che ci ha sempre contraddistinto – tipo farla sul tram 15 davanti a tutti oppure centrare una stampa che recita “cultura, dove sei?” – in questa guida esploriamo i bagni più interessanti, meno sgamati, sicuramente più puliti di qualsiasi turca che potete trovare vagando a caso per il Fuorisalone. Li abbiamo testati tutti nelle migliori e peggiori condizioni. Alcuni sono basici, alcuni di design e questi possono tornare utili per i chi voglia utilizzare i comodi e igienici pianali. Basta seguire queste tips e tutto andrà bene.

1) Avere un certo standing: non barcollare, non stringere le gambe come vostro nipote, non essere insistenti, non avere uno sguardo incerto. Con una certa eleganza – utile se si entra nei bagni degli Hotel di lusso – nessuno dirà nulla. Salviette umidificate gratis e asciugamani caldi nelle migliori delle ipotesi.

2) Far finta di essere interessati a qualcosa: se si entra in un negozio (tipo da Gucci), invece di fiondarsi verso l’insegna Toilette, meglio far finta per almeno un nano secondo di essere interessati alla merce. I trucchi sono vari: guardare un lenzuolo, accarezzare una pelliccia, sbirciare il cartellino del prezzo di un capo che non si comprerà mai. E poi dritti verso il bagno.

3) Non entrare ubriachi: a meno di non somigliare a russi o cinesi con un sacco di cash (in questo caso il rischio è quello di essere aiutati persino a lavarsi), presentarsi ubriachi non aiuta mai. Dopo 4 gin & tonic bisogna far finta di essere persone normali: ridurre la conversazione al minimo, centellinare il lessico, indossare gli occhiali da sole che aiuta sempre.

Una guida semiseria, assurda, di certo molto utile, per evitare cessi chimici e scene alla Trainspotting. Tra negozi di lusso, negozi e basta, supermercati, spazi eventi, hotel e luoghi non meglio identificati, ZERO salva la vita, la vescica e la figuraccia.

Contenuto pubblicato su ZeroMilano - 2019-04-01