Chifa Perù

Zero qui: Prende fuoco ordinando un Amor en Llamas.

Contatti

Chifa Perù Via Nicola D'Apulia, 14
Milano

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 12–00
  • mercoledi 12–00
  • giovedi 12–00
  • venerdi 12–00
  • sabato 12–00
  • domenica 12–00

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l'attendibilità delle informazioni fornite.

Cucina

Prezzo

Scritto da Martina Di Iorio il 16 novembre 2018
Aggiornato il 29 novembre 2018

Ti ci imbatti per caso. La vetrina non lascia ben intravedere cosa si nasconde dentro. Qualche tavolo poco invitante, tovaglie bianche, sedie da osteria, per un quadro complessivo molto noioso. Ma poi ti fermi, parli con Pedro, che si sta fumando una sigaretta fuori e ti invita ad entrare. Un mondo a cavallo tra Perù e Cina ci si apre davanti agli occhi. Una grande sala, calda e accogliente, che culmina con un bar in stile tiki e un piccolo giardino. Una statua della Madonna con le braccia aperte guarda impassibile dall’alto. Tante famiglie peruviane si riuniscono a cena: numerosi, giocondi, rubicondi, sorridenti e affamati. Non lesinano sulle porzioni. Boccioni di Coca-Cola ovunque. Pedro viene da Lima, io gli dico che siamo vicini di casa pensando alla fermata della rossa. Lui mi dice che non ho capito nulla, a metà tra italiano e spagnolo, che Lima è in Perù ed è la sua città natale. A Milano vive in viale Certosa.

Il menù è un omaggio al Sud America con un mix di Asia. Il perché rimane un mistero. “Perché ci piace così, in Perù ogni tanto mangiamo piatti cinesi quindi abbiamo provato a fare un mix”. Sarà. Il pollo è animale sovrano, Orwell qui si sarebbe ricreduto. Pedro ci dice che quello alla brace è un must e viene accompagnato da patatine fritte e salse. Ma vogliamo osare. Iniziamo con wantan fritti di pollo, ovvero pollo fritto avvolto da pasta di mais da immergere in una salsa al tamarindo rosso fuoco. Continuiamo con un pollo al Sillao: pollo in agrodolce con salsa di soia e salsa di ostriche. Ci aspettiamo una sferzata di sapore in più ma va bene così. Ordineremmo tutto, guardando i commensali affianco: sopas, noodles, arroz in tutte le salse.

È sulla cocktail list però che si gioca la vera battaglia. 41 cocktail che sembrano provenire da un bar anni 80 di periferia. Sentiamo quasi il rombo dei Phantom modificati quando leggiamo capisaldi dell’alcolismo brutale come: Tequila Sunrise, Long Island Blu, Zombie, Chica tu Madre (ci chiediamo se è un insulto), Piscina. Chiediamo il più scenografico, vogliamo essere sorprese e soprattutto vogliamo che tutta la sala ci guardi. L’Amor en Llamas è quello che fa per noi: litrate di alcol ovunque, in una mega coppa riempita a strati di succo Bravo all’ananas e alla pesca. Il cocktail viene finito sul tavolo facendolo incendiare davanti agli applausi di tutti.

Il resto lo racconta il fegato. Bravi tutti.