Magazzini del Sale

Contatti

Magazzini del Sale Dorsoduro 266, 266
Venezia

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi chiuso
  • mercoledi 10:30–18
  • giovedi 10:30–18
  • venerdi 10:30–18
  • sabato 10:30–18
  • domenica 10:30–18

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Scritto da L.R. il 22 aprile 2019

Emilio Vedova aveva qui il suo studio in uno dei nove Magazzini quando, di ritorno da un viaggio a Cuba, trovò la Fondamenta delle Zattere sbarrata e il “piccone demolitore” già entrato in azione: sfondamenti in più parti, macerie, distruzioni e un intero tetto completamente rimosso (ragione per la quale, ancora oggi, uno dei Saloni presenta una copertura trasparente). Da quel momento, seguendo la sua natura poco incline a subire sopraffazioni e ingiustizie, Vedova divenne il vertice di un movimento di protesta che si allargava sempre più e che contrappose per lungo tempo a Venezia forze culturali e sociali attente e sensibili al problema dei Saloni da un lato e altre forze, soprattutto sportive, che aspettavano da più di venti anni “le piscine”. Emilio e Annabianca, insieme a un corteo lunghissimo composto da studenti, intellettuali, artisti e da tutti quanti avevano a cuore la salvezza dei Saloni, infine, intervenirono durante il Consiglio comunale in assoluto silenzio, portando sopra le loro teste una gigantografia della pianta di Jacopo de’ Barbari con evidenziati i Saloni. In quel preciso momento, la storia secolare dei Magazzini del Sale riprese il suo cammino.