Latteria Trastevere

Zero qui: beve e affonda tra salumi, di carne e di pesce.

Contatti

Latteria Trastevere Vicolo della Scala, 1
Roma

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 07:30–01:30
  • mercoledi 07:30–01:30
  • giovedi 07:30–01:30
  • venerdi 07:30–01:30
  • sabato 07:30–01:30
  • domenica 07:30–01:30

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Nicola Gerundino il 18 novembre 2015
Aggiornato il 17 luglio 2017

In molti se lo ricorderanno per essere un bar di quartiere un po’ atipico: innanzitutto per essere un vero ritrovo di quartiere e non una botola anonima acchiappa turisti; magari per le sedie dai colori accesi su vicolo della Scala; probabilmente per le pirofile di cibo abbondanti e belle unte che tradivano una preparazione casalinga ed erano una manna dal cielo per il pranzo o per l’aperitivo. Da Saverio, il vecchio nome, con qualche oggetto d’arredo all’interno vi ricorderà della sua vita passata. Quella attuale si chiama Latteria – a quanto pare qui un paio di secoli fa c’era veramente una stalla con una mucca – e ha mantenuto la vocazione da bar con apertura da colazione fino a notte. Solo che adesso, ad esempio, non avrete a disposizione solo l’opzione caffè e cornetto, ma anche pane e cioccolata, pane e marmellata, yogurt bio con muesli e frutta, omelette salata o la possibilità di assemblare tutte queste scelte in un’abbondante colazione da campioni. Le sezioni del menu da scandagliare con attenzione sono principalmente tre. La prima è quella della carne, suddivisa tra i salumi proposti dalla Bottega del Re Norcino – realtà marchigiana che lavora solo con suini allevati e trattati in loco – e la chianina a firma Bottega Liberati – macelleria non plus ultra sulla Tuscolana – con la quale vengono realizzate diverse tartare (da prendere quella con alici e senape per chi ama i sapori forti, con solo olio, sale e pepe per chi preferisce il sapore puro della carne). Poi ci sono i salumi di pesce, forniti dall’Officina di Moreno Cendroni (chef stellato Michelin), come la bresaola di tonno o di pesce spada servite a mo’ di carpaccio. Infine, latticini e formaggi, forniti principalmente dai Fratelli Nesta, azienda del reatino del circuito Campagna Amica (li trovate al mercato di Circo Massimo e in una bottega in via Bernardino Passeri) di cui si apprezza la burrata. Vale un assaggio anche la zuppa del giorno – a noi è capitata una vellutata di fagioli al guanciale – utile anche per scongiurare l’ipotermia durante i mesi freddi. Per il bere, una piccola ma buona cantina di vini, artigianali italiane in bottiglia (Birrificio del Borgo, Rurale, Retorto, Birrificio Italiano etc.) e anche cocktail. Non ci sono più le sedie colorate, ma se quando ti siedi per pranzo senti in sottofondo un disco di Kurt Vile, capisci che lo spirito (unto) di Saverio è rimasto intatto.