DON

Zero qui: mangia pizza fritta come se non ci fosse un domani.

Contatti

DON Via di San Francesco a Ripa, , 103
Roma

Orari

  • lunedi 12–23
  • martedi 12–23
  • mercoledi 12–23
  • giovedi 12–23
  • venerdi 12–23
  • sabato 12–23

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l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Martina Di Iorio il 1 aprile 2016
Aggiornato il 12 settembre 2016

La cucina romana, anche nella sua versione di strada, non ha nulla da invidiare alle altre in quanto a fritti e frittura. D’altra parte, si tratta principalmente di piatti impanati o impastellati, per cui sul passaggio in olio della pasta lievitata ha da imparare, sopratutto da chi sta più a Sud. La scuola partenopea in questa specialità è maestra e uno dei suoi cavalli di battaglia è la pizza fritta, celebrata anche dalla Loren ne “L’oro di Napoli”, film in cui Sophia interpretava una venditrice di strada, dal seno procace e dalla passione (fedifraga) per i bei maschioni mori. Nomen omen, alla base di tutto c’è il tradizionale impasto della pizza, che viene poi steso, lavorato e passato in un catino d’olio bollente per pochi secondi. Questo nella versione standard, se la pizza fritta è ripiena c’è bisogno di ulteriore maestria nel far si che il condimento si disponga omogeneamente e nel chiudere l’impasto a forma di mezza luna o luna piena, senza che ci siano buchi – la cucina di Don è a vista, quindi lo spettacolo sarà sia per gli occhi che per il palato. Come detto in precedenza, potete scegliere la pizza fritta i due formati: “Sorriso”, ovvero a forma di calzone per 100gr di impasto (€ 4 ); o “Oro di napoli”, ovvero a forma di luna piena per (€ 6). Per i ripieni potete sbizzarrirvi, quelli consigliati sono: Spaccanapoli (ricotta di pecora, cicoli di maiale, provola, pomodoro), Posillipo (ricotta di pecora, salame napoletano, provola, pomodoro), Chiaia (con salsiccia e friarielli), Vomero (con scarola, olive nere, capperi, uvetta e pinoli). Occhio anche ai fuori carta perché possono essere clamorose come La Fresca (ricotta di pecora, menta, provola, cicoli) o il Miracolo di San Gennaro ( ricotta, provola e sugo di slasiccia). Il risultato è divino e qui giurano anche che il fritto non faccia ingrassare (o quasi).