Pigneto 1870

Chiuso definitivamente

Zero qui: mangia in compagnia di Andrea Dolciotti.

Categorie Ristoranti

Contatti

Pigneto 1870 Via del Pigneto, 25
Roma

Orari

  • lunedi 18–02
  • martedi 18–02
  • mercoledi 18–02
  • giovedi 18–02
  • venerdi 18–02
  • sabato 18–02
  • domenica 18–02

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Da quando all’isola pedonale del Pigneto si sono registrate le prime frequentazioni notturne a base di birrette e vino, il numero dei locali presenti è aumentato a dismisura – decuplicato in quasi dieci anni? – con un numero crescente di posti un (bel) po’ tristi e anonimi. Per fortuna, qualche civico che ha una qualità elevata nell’offerta ancora c’è, sia per il bere che per il mangiare, sia nella “vecchia guarda” che tra i nuovi arrivati. Tra questi ultimi c’è Pigneto 1870 (dall’anno di “fondazione” del quartiere) piccolo ristorante che ai suoi fornelli vede Andrea Dolciotti, chef e sommelier di natali cagliaritani, ma da tempo romano d’adozione. Di lui magari avrete sentito parlare per i piatti di Inopia, ristorante che per diversi anni è rimasto nelle agende gourmet di Roma. Pigneto 1870 prende il posto di un enoteca, VIciNO, mantenendone le dimensioni ridotte: pochi coperti – quasi lo stesso numero per l’esterno e l’interno – un bancone con i vini e poi subito dietro l’intera cucina a vista. Se l’appetito è importante e avete tempo e curiosità per farvi un giro nelle idee culinarie di Andra, c’è il menu degustazione, che vi permette di scegliere quattro portate, dall’antipasto al dolce, a 38 euro (prezzo mediamente basso e quindi molto conveniente per un percorso del genere). Tra gli antipasti sicuramente ci sono da provare i crudi: la tartare di tonno con ricotta e basilico, alga nori e germogli o quella di manzo con crema alla mela verde e gelato alla senape. Sui primi potete affidarvi a qualche classicone romano a buon mercato – carbonara o pajata ad esempio – o delle opzioni più creative, come i tortelli di ricotta mustia con bottarga e carciofi. Fatevi introdurre anche ai fuori-carta perché lì spesso si trovano i piatti migliori, vedi l’uovo poche con crema di pecorino, fave, piselli e guanciale, le ribs con salsa bbq artigianale o gli gnochetti con ragu di agnello in bianco e porro. Per i dolci serve l’aiuto, perché tendono a giocare molto sui nomi, vedi la Caprese che da torta al cioccolato si trasforma in dessert con i gusti della più nota insalata a base di pomodoro, basilico e mozzarella. Ottimi i vini, consigliato il Propileo, un Cesanese.