Kenko

Zero qui: mangia shushi, zuppe e involtini di alici in tempura.

Contatti

Kenko Via degli Irpini , 8
Roma

Orari

  • lunedi 20–23
  • martedi 13–14:30 , 20–23
  • mercoledi 13–14:30 , 20–23
  • giovedi 13–14:30 , 20–23
  • venerdi 13–14:30 , 20–23:30
  • sabato 13–14:30 , 20–23:30
  • domenica chiuso

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

In principio era Sushi Ko – che ho sempre voluto chiamare Sushi Kappaò come a dire: "Dopo si chiude ogni incontro". Un piccolo antro dedicato alla cucina del Sol Levante in una via minuscola e quasi dimenticata anche dal Tuttocittà, schiacciata da La Sapienza di piazzale Aldo Moro da una parte e dai bagordi di San Lorenzo dall’altra. Non c’era – e ancora non c’è – neanche l’ombra di un insegna, ma solo un campanello. Un corridoio stretto con qualche coperto sul bancone; poi la sala, unica, con vista sul tavolo dove la combinazione pesce crudo e riso si eleva alle più alte categorie dello spirito. C’è anche una cucina da dove arrivano le zuppe – soba e udon, buonissime entrambe – le fritture (aka tempura) e i piatti caldi: il più delle volte sempre a base di pesce, ma con anche opzioni valide per la carne. Oltre ai pochi coperti che permettono di cucinare e preparare tutto al meglio, senza l’incubo dell’all-you-can-eat che ormai sembra la norma, è da apprezzare, e non poteva essere altrimenti, la sobrietà minimale dell’ambiente con un unico richiamo al Giappone costituito da un kimono incorniciato, che sembra un quadro di Gilbert & George. Tra le pietanze assaggiate intraprendendo il secondo cammino segnaliamo delle crocchette di verdure e degli involtini di alici in tempura incredibili, dei dadini di tonno stufato, il sunamono (pesce marinato misto), yakimono di tonno – un bel filetto scottato in padella – e il gelato al sesamo che ha lo stesso contrasto dolce/salato del pistacchio, ma è nero che sembra ripassato nel nero di seppia. Sensazionale, manco a dirlo.