Little Jumbo c/o VOY

Zero qui: beve Rising Sun e tutto quello che "Zed" ha da consigliare.

Contatti

Little Jumbo c/o VOY Via Flaminia vecchia, 496
Roma

Orari

  • lunedi 18:30–02
  • martedi 18:30–02
  • mercoledi 18:30–02
  • giovedi 18:30–02
  • venerdi 18:30–02
  • sabato 18:30–02
  • domenica 18:30–02

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Nome è più che mai appropriato. Little, piccolo, perché il bar è nella sala di un un più ampio ristorante, il VOY: un bancone e una mezza dozzina di sgabelli dove sedersi. Jumbo, grande, perché dietro c’è uno dei nostri barman preferiti, e di cui abbiamo già fatto conoscenza: Matteo “Zed” Zamberlan. Anche per Matteo il nome del suo nuovo bar è tutt’altro che casuale, anzi, è un omaggio voluto che ha dietro di sé un sacco di storia: “Il Little Jumbo Saloon fu il primo vero bar del grande Harry ‘The Dean’ Johnson, sulla Bowery, a New York, nel 1881 e pare che lo avesse rilevato da un certo Jerry Thomas soprannominato ‘The Professor’, suo grande rivale, che lo gestiva dal 1866. Chiamarlo così ha rappresentato per me un piccolo tributo e un punto d’incontro nell’epico lavoro fatto da questi due professionisti. Johnson può considerarsi pari al Professor ed è stato anche lui autore di un libro, “Bartenders Manual”, che ha fatto la storia. Il Little Jumbo è ancora ricordato per la celeberrima cocktail list a piramide, che cominciava con il drink dal nome più corto e si completava con quello dal nome più lungo. Presto inoltre inaugureremo un nuovo menù con un capitolo dedicato ai cocktail creati da lui.
La carta è piuttosto articolata e divisa in sei sezioni – “Authentic Tonic & Bitter”, “Champagne Cocktails”, “Signature Fancy Concoctions”, “Original Spiced Tomato Mixtures”, “Rum’s Fever Tipples & Brew”, “Craft Fruit Smashes”, “For Whiskey Lovers” – con una taglio ben preciso: “È una cocktail list fatta solo di signature cocktail. I drinks sono molto particolari e godono di una propria personalità e, nonostante siano preparati con tecniche e ingredienti affascinanti e curiosi, sono straordinariamente semplici e bilanciati”. Ad esempio il Dutch 75, che unisce gin, liquore al litchi, limone, sciroppo al rosmarino, top di champagne, in un bicchiere aromatizzato con il fumo della pianta; il Deep Punch, un normale T-Punch realizzato con una particolarissima macchina per il caffè giapponese oppure il Rising Sun, con polvere di tè e uva pestata che è una cerimonia rituale in miniatura per gesti, strumenti e ingredienti utilizzati. Piccole, grandi estasi del palato.