Museo Criminologico

Zero qui: impara nuovi metodi di esortazione alla risposta.

Contatti

Museo Criminologico Via del Gonfalone, 29
Roma

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 09–13 , 14:30–18:30
  • mercoledi 09–13
  • giovedi 09–13 , 14:30–18:30
  • venerdi 09–13
  • sabato 09–13
  • domenica chiuso

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Mi viene in mente quel “piccolo” refuso dell’antropologia di stampo lombrosiano, per cui si stabiliva l’indole criminale di un individuo sulla base delle misure del cranio e delle deficienze occipitali. Qualche anno dopo la morte di Lombroso, per volere del ministro Rocco, venne istituito un museo per raccogliere sia oggetti appartenuti a criminali, sia strumenti investigativi e punitivi. Una Wunderkammer del male, un monito per la comunità tutta. La prima sede (1931) fu la prigione seicentesca delle Carceri Nuove, in via Giulia; poi, nel 1975, il museo fu trasferito nel Palazzo del Gonfalone. Tre piani, ciascuno con una sezione. Il primo è dedicato alle torture: la gogna, l’ascia per la decapitazione, la “spada di giustizia” (101 cm di saggezza…), la vergine di Norimberga e la “divisa” di Mastro Titta. Poi c’è la sezione ottocentesca con il cranio di Giuseppe Villella, sul quale lavorò proprio Lombroso, e la pistola dell’anarchico Gaetano Bresci. Infine, ci sono i casi che nel Novecento hanno tinto di nero le cronache: dalle pistole di “Pupetta” Maresca agli strumenti da brivido della saponificatrice di Correggio. Squartarne uno per educarne cento.