La Porcheria

Chiuso definitivamente

Zero qui: Vince la coppa (di maiale)

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La Porcheria Via della Chiesa Rossa, 53
Milano

Scritto da Simone Muzza il 15 novembre 2017
Aggiornato il 3 ottobre 2019

In tempi di locali esotici che vendono ramen e jajajangmyeon, ban e yakitori, pad thai e wuddurusuth, sono stato attratto da una simpatica faccia suina lungo il Naviglio Pavese. La scritta mi ha strappato un sorriso e mi ha fatto sentire a casa, intesa come la pianura lombardo-emiliana in cui sono solito scorazzare in cerca della migliore cucina italiana praticamente ogni domenica. Così ho parcheggiato al Lidl e sono entrato in questo ristorante dal nome geniale sorto al posto dell’Irish pub budineria chiuso da parecchio tempo.
Sono entrato e… sorpresa delle sorprese: chi ti becco all’affettatrice? Vinicio Valdo in persona, il re dell’aperitivo milanese. Un abbraccio e due chiacchiere veloci perché è sabato sera e il locale è imballato, poi sono andato a sedermi al piano di sopra. Dell’Irlanda che fu è rimasto giusto lo specchio della Guinness al bancone, per il resto tra una Berkel e una vetrinetta per i salumi, un frigo Smeg della Veuve Clicquot e una bottigliera per i vini alla parete faccio fatica a riconoscere la vecchia birreria.
Ho aperto il menu sponsorizzato dalla Red Bull e dalla Campari: gnocco fritto e salumi, affettati, stinco, costine, salsicce, coppa… A parte un paio di primi, la raclette e la bourguignonne, tutto è dedicato al porco, “il dio delle nostre Terre”, compresa una pagina di panini per la fame notturna. I piatti a base di maiale, salvo qualche extra tipo la cassoeula, costano sui 15 € e sono molto abbondanti, gustosi e serviti con vari contorni: uno è più che sufficiente anche per chi ha una fame da lupo (ah, ah, ah). Il termine “porcheria” assume un nuovo significato: non più cibo “disgustoso, pessimo di sapore e d’aspetto, mal preparato o che si teme possa far male” (by Treccani) ma “di porco, porco e per porci” (by Zero). Ho chiuso la cena con un buon soufflé al cioccolato servito con molta calma e un saluto al buon Vinicio, che mi ha dato appuntamento per un pranzo a base di sandwich suini. Conoscendo il suo nomadismo, conviene che mi sbrighi.