Millemisture

Zero qui: Si siede al bancone e sente il profumo dell'Isola di Capraia.

Contatti

Millemisture Via Ugo Bassi, 28
Milano

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 12–15 , 18:30–02
  • mercoledi 12–15 , 18:30–02
  • giovedi 12–15 , 18:30–02
  • venerdi 12–15 , 18:30–02
  • sabato 18:30–02
  • domenica 18:30–02

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l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Martina Di Iorio il 20 dicembre 2017
Aggiornato il 25 marzo 2019

Quando si parla di miscelazione italiana, quella degli inizi, dei tempi del cilindro, bastone e dopo teatro che nome vi viene in mente? Va bene andare a pescare oltre oceano con Jerry Thomas, a cui dobbiamo tanto per carità, ma che poco aveva a che fare con il Bel Paese. Se oggi il vostro bagaglio culturale alcolico è arricchito dal nome di Elvezio Grassi, patron del Bar Argentino di Lugano e miscelatore degli anni 30 è grazie anche ai due giovani ragazzi – Daniele Politi e Giovanni Maffeis – che si celano dietro il Millemisture. Un cocktail bar che nasce in zona Isola e vuole omaggiare – già nel nome – l’opera del miscelatore sopra citato che nel 1937 scrisse questo ricettario e capisaldo della miscelazione italiana dal nome appunto Millemisture, cioè mille cocktail.

Futurista nell’ispirazione, contemporaneo nel servizio, avanguardistico per la drink list proposta e per la scelta degli ingredienti, il “Millemisture si beve, si mangia e si annusa”, come ci raccontano Giovanni e Daniele e capiamo subito il perché. Un posto che profuma di selvatico per l’utilizzo di spezie, erbe, fermentazioni e raccolte selvatiche che troviamo nei drink e nei piatti del ristorante. Molti degli ingredienti vengono raccolti nell’azienda agricola che Giovanni ha sull’isola di Capraia, in Toscana, ed è una pratica questa che oggi va sotto il nome di foraging ma ci piace definirla con il suo nome italiano, alimurgetica.

Mirto, eliscriso, lentisco e rosmarino, regnano sovrani nei cocktail e nei piatti. Particolare è la suddivisione in carta: si destrutturano i riferimenti convenzionali di primo, secondo e contorno così come quelli di cocktail da aperitivo o da dopocena, creando categorie e temi gustativi trasversali, secondo le tecniche e le materie prime utilizzate. Un posto dove rilassarsi, stare seduti al bancone e chiedere senza formalità ai due bartender in che viaggio ci sia vuole far trasportare. Si ride, si scherza e senza neanche accorgersene si chiede il terzo cocktail.