Torre Galfa

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Torre Galfa via Galvani,
Milano

Scritto da Lucia Tozzi il 28 dicembre 2017
Aggiornato il 6 marzo 2018

Era il più trasparente di tutti i grattacieli milanesi, grazie all’adozione radicale del curtain wall da parte dell’architetto Melchiorre Bega, sempre negli anni 50. I lavori in corso (Unipol la sta trasformando in hotel e residenze di lusso) purtroppo hanno già alterato questa caratteristica, incompatibile con i nuovi usi. Anche se la sua comparsa nel film La vita agra, tratto dall’omonimo libro di Luciano Bianciardi, ne faceva il simbolo dell’alienazione moderna negli anni del boom, la torre Galfa è diventata il simbolo della rivolta alla speculazioe immobiliare nel 2012, quando un collettivo di artisti la occupò trasformandola per pochi giorni in MACAO, poi sgomberato e trasferito dopo alcune peregrinazioni nell’attuale sede di viale Molise. La scelta ricadde su questo spettacolare edificio per due motivi: perché geograficamente si trovava proprio di fronte al cantierone di Porta Nuova, e perché la proprietà era di don Salvatore Ligresti, colui che più di ogni altro ha tramato e si è arricchito nell’immobiliare in Italia.

MACAO, TORRE GALFA IN VIA GALVANI, ASSEMBLEA GENERALE IN STRADA (NICOLA MARFISI, MILANO - 2012-05-17) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate
MACAO, TORRE GALFA IN VIA GALVANI, ASSEMBLEA GENERALE IN STRADA (NICOLA MARFISI, MILANO – 2012-05-17) p.s. la foto è utilizzabile nel rispetto del contesto in cui è stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Il suo nome, come si sa, deriva dai nomi delle vie che si incrociano ai sue piedi: GALvani e FAra.

Lucia Tozzi