6 mesi di Cobianchi raccontati da Dino Lupelli

Usciti dal Cobianchi il Duomo ci dava il buongiorno o la buonanotte. Grazie a Elita abbiamo avuto modo di vivere questo luogo insolito, fino a oggi nascosto nei sotterranei tra il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele e di trascorrere qualche ora in più in centro. Dino Lupelli ci racconta questa esperienza che speriamo di rivivere presto.

Scritto da Emanuele Zagor Treppiedi il 25 novembre 2015
Aggiornato il 24 agosto 2016

Fuori da Piazza Duomo 19/A e davanti all’ingresso del Park Hyatt non c’è più nessuna insegna. Non c’è più nulla che permetta di capire che lì sotto c’è qualcosa. Solo un occhio attento, non quello di chi è attratto dalle vetrine dei negozi del centro, noterebbe la scritta Albergo Diurno Cobianchi. Questo spazio fino al 31 ottobre è stato la seconda casa di Elita e in collaborazione con il Comune di Milano è diventato l’ExpoinCittà Lounge. Da spazio che in passato era dotato di servizi alla persona con bagni pubblici, terme, barbieri e parrucchieri è stato trasformato in un hub per la città e ha ospitato eventi più disparati: da incontri istituzionali ad after hour, passando per il Progetto Puglia legato a Expo. Noi di Zero l’abbiamo frequentato spesso, non ci sembrava un problema il fatto che fosse in Duomo, anzi, ma invece molti altri si sono fatti affascinare da questo posto solo per eventi one­shot, occasionali, unici. Alla fine purtroppo ai milanesi, o presunti tali, devi vendergli l’”evento”: si va all’evento, non alla serata, non al concerto, non al club, la parola d’ordine è evento a prescindere dal contenuto (alla fine anche Expo era un evento). Be’ qui all’ExpoinCittà Lounge / Diurno Elita c/o Spazio ex­Cobianchi di eventi ce ne sono stati parecchi e abbiamo pensato di farci raccontare qualcosa in più di questi 6 mesi di attività da Dino Lupelli che è stato, insieme a diverse persone di Elita, la persona alla regia di questo spazio.

ZERO – Come vi siete insediati nello spazio?
Dino Lupelli – Elita è continuamente alla ricerca di spazi nuovi e interessanti dove portare i propri contenuti e la propria filosofia. L’ex albergo diurno Cobianchi era uno spazio sconosciuto sin quando un brand non ne ha fatto la sede di un proprio momentaneo evento durante la settimana della moda di diversi anni fa. Quando siamo riusciti a vedere lo spazio ce ne siamo innamorati, cogliendone il valore simbolico e tralasciando le difficoltà oggettive di fronte alle quali ci si trovava riaprendo uno spazio rimasto chiuso per diversi anni. Ne abbiamo studiato la storia e ne abbiamo immaginato un riutilizzo contemporaneo, dapprima organizzando anche noi un evento privato, poi provando a immaginare cosa sarebbe accaduto gestendolo per qualche giorno in più.

Il Diurno Elita in una prima fase con un allestimento molto basic
Il Diurno Elita in una prima fase con un allestimento molto basic
 
Sono nati prima degli after durante la fashion week e poi l’idea di una programmazione continuativa che si è concretizzata grazie alla semplificazione amministrativa messa in atto dal Comune di Milano per il sopraggiungere di Expo. Quando il Comune di Milano ha inserito il Cobianchi tra gli spazi per i quali si potevano presentare progetti legati al “fuori­expo” abbiamo immaginato potesse rivivere il diurno come spazio polifunzionale, aperto alla programmazione tradizionalmente legata al mondo di Elita ­live music e clubbing ­ ma anche ad altri linguaggi e altre forme di divulgazione culturale. Tutto è avvenuto in pochi mesi e il 30 aprile finalmente abbiamo firmato il contratto che ci dava la possibilità di utilizzare lo spazio per i successivi sei mesi con una formula molto particolare: da un lato ci siamo impegnati a pagare un fitto mensile di 5000 euro, a garantire al Comune 40 giornate di utilizzo a proprio uso e consumo, a realizzare una programmazione principalmente a ingresso libero, dall’altro abbiamo ottenuto la possibilità di farlo fruttare con iniziative che prevedessero biglietti di ingresso a pagamento, erogando servizi di ristorazione e gestendolo anche per eventi privati che hanno permesso di sostenere tutto il resto.
Dal 2 maggio, giorno dell’inaugurazione vera e propria di ExpoinCittà Lounge, abbiamo realizzato un progetto di riqualificazione e riutilizzo che in realtà si è auto-generato, basandosi anche sui tanti errori che ogni giorno abbiamo commesso nella gestione.

Come avete definito la programmazione?
Ci siamo rinchiusi per una settimana nelle sale che ancora puzzavano di intonaco fresco e abbiamo lasciato che lo staff e i soci di elita proponessero le idee più diverse. Ne è venuta fuori la necessità di suddividere i sei mesi che avevamo davanti, in tre segmenti.
I primi due mesi sarebbero serviti a mettere a punto dei nuovi format, ad aprirci a un nuovo pubblico e a contributi esterni, andando a esplorare territori per noi sconosciuti.
E’ stato anche il momento in cui ci siamo scontrati per la prima volta con le difficoltà di una gestione continuativa che per contratto dovevamo garantire al Comune, aprendo sei giorni su sette; abbiamo inoltre cercato nuove risorse umane, aumentando costantemente il numero del “personale” coinvolto.

Sfide a ping pong
Sfide a ping pong
 
Il secondo bimestre ­ che coincideva con l’estate piena ­ era il più difficile da immaginare, ma abbiamo avuto la fortuna di incappare in un committente importante come la Regione Puglia, alla ricerca di uno spazio dove presentare le proprie eccellenze al mondo di Expo: è stata questa operazione che ha messo in bolla le economie del progetto! Contemporaneamente però abbiamo continuato la nostra sperimentazione, presentando in agosto la nostra prima rassegna cinematografica, Cold Cinema Club, andata tra l’altro molto bene.

Cold Cinema Club la rassegna estiva cinematografica che si è tenuta al Diurno Elita
Cold Cinema Club la rassegna estiva cinematografica che si è tenuta al Diurno Elita
 
Gli ultimi due mesi dovevamo invece essere pronti con una programmazione artistica ragionata e internazionale, e abbiamo infatti presentato rassegne tematiche, la seconda edizione di Ouverture ­ il nostro festival di ricerca musicale, e un progetto tutto nuovo, Linecheck, un meeting per addetti ai lavori nel mondo della industria musicale che ha esaltato le caratteristiche logistiche e funzionali di uno spazio che si esprimeva al meglio, grazie anche a un’interpretazione finalmente corretta degli spazi.

La backline room del Diurno Elita durante Linecheck
La backline room del Diurno Elita durante Linecheck
 Che aspettative avevate per questo spazio?
Più che per lo spazio in se avevamo l’aspettativa di esprimere tutto il potenziale di
una realtà Elita ­che in molti identificano con il festival del Fuorisalone ma che è
invece un vero e proprio laboratorio culturale urbano, dove entri per imparare il mestiere di event manager e ti trovi coinvolto nella realizzazione di format innovativi. Il Cobianchi ci sembrava uno dei possibili luoghi in cui poter mettere in scena la nostra creatività di operatori culturali aperti al networking. Uno spazio così centrale e prestigioso, addirittura tutelato, finalmente poteva essere utilizzato come luogo di sperimentazione e socialità contemporanea, senza ricadere nel classico errore ­tipicamente italiano ­ di confondere la valorizzazione dei beni culturali con una vera e propria clausura.

Chiacchiere al Diurno in b/n
Chiacchiere al Diurno in b/n
 
Quali sono gli attori con cui avete collaborato e con quali avreste voluto ma non ci siete riusciti.
Impossibile citarli tutti, sono davvero tantissimi, ne abbiamo contati oltre quaranta
e per la maggior parte si parla di gruppi informali, singoli individui, ma anche festival e realtà di tutta Italia che hanno trovato utile avere uno spazio del genere per raccontare progetti che magari si sono poi svolti a centinaia di chilometri da Milano.
Abbiamo lavorato con tutti quelli che condividevano la nostra idea di piattaforma aperta e condivisa e se con qualcuno non ci siamo riusciti non è stato per mancanza di volontà ma magari per aver perso il momento giusto per farlo.

Successi (raccontaci le esperienze e gli eventi migliori) e delusioni?
Oltre a una serie veramente lunga di bellissimi eventi, il maggior successo è stato
il rafforzamento esperienziale e professionale per tutti quelli che hanno partecipato al progetto. Si parla molto di quanto manchino in Italia opportunità concrete di formazione per i più giovani, di quanto sia difficile per chi è senza esperienza imparare una professione per poi inserirsi nel mondo del lavoro. Io credo che quando saranno del tutto passati gli acciacchi da “fatica” a chi ha messo in piedi questo progetto sarà chiaro che il risultato più prezioso è proprio quello di aver fatto crescere professionalmente uno staff giovane e motivato.

Parte delle team di Elita che balla alla serata di chiusura
Parte delle team di Elita che balla alla serata di chiusura
 
L’unica delusione è stata quella di non essere sempre riusciti a focalizzare l’attenzione del pubblico su quanto proposto. Alcune giornate infatti l’affluenza non ha premiato i nostri sforzi e questo sopratutto quando abbiamo puntato su vere e proprie anteprime o su contenuti molto poco conosciuti anche all’interno di una community molto informata come quella di Elita e in una città che risponde con entusiasmo alle sollecitazioni culturali.
Nonostante le regole dello show business sembrerebbero negarlo, continuiamo a sperare che siano la curiosità e la qualità a spingere il pubblico a partecipare, anche perché questo metterebbe noi operatori nelle condizioni ideali di poter programmare cose sempre nuove e diverse a beneficio di tutti.

Che cosa ne sarà ora del Cobianchi?
Non spetta a noi dirlo ma intanto abbiamo rinunciato a qualunque rivendicazione relativa all’utilizzo successivo dello spazio perché sapevamo di aver lavorato su di un progetto a termine. Abbiamo già esposto in maniera molto chiara all’assessore alla cultura Del Corno
e a quello al demanio Benelli e ai rispettivi staff (tra cui cito i nostri angeli custodi
Francesco Pizzorni, Silvia Tarassi e Andrea Minetto) i risultati di una gestione che di sicuro ha evidenziato un bisogno molto più importante e centrale rispetto al dare un futuro allo stesso spazio Cobianchi: la necessità, per una metropoli con ambizioni internazionali come Milano, di avere uno spazio polifunzionale di prestigio, dotato di attrezzature e servizi a disposizione per il magmatico mondo della micro­imprenditorialità culturale. Il Cobianchi può svolgere questa funzione non tanto per la sua conformazione strutturale ma sopratutto per il valore simbolico che ha la sua posizione: all’estero ­ma anche altrove in Italia ­ esistono tantissimi spazi pubblici messi a disposizione degli addetti ai lavori ma io non sono a conoscenza di luoghi che abbiano lo stesso impatto emotivo. Ci auguriamo quindi che il Comune di Milano faccia un percorso coerente con la natura di bene pubblico dello spazio dandolo in gestione dopo un regolare bando a cui ci auguriamo di partecipare ­ e magari vincere ­con un progetto che tenga conto di queste concrete necessità.

Che altre esperienze pensi si possano aprire per Elita ma in generale per la città dopo questa collaborazione con il Comune di Milano ed ExpoinCittà?
Nel 2005, quando è nata l’associazione culturale Elita, abbiamo inserito nello statuto al primo punto lo “sviluppo del networking culturale” come principale missione. Credo che il nostro lavoro sia stato coerente con la lettera dello statuto e proseguiremo in questa direzione attraverso lo sviluppo di tutti i progetti su cui siamo già impegnati e magari immaginando nuovi format con i tantissimi nuovi amici che proprio l’esperienza del Diurno ci ha fatto conoscere meglio. Forse non tutti sanno ad esempio che Elita ha promosso la nascita della rete italiana di festival Italian Quality Music Festiva +++ e che ha collaborato al successo di eventi non musicali come IF! Italians Festival e il Festival della Crescita. Il 2015 ci ha messo di fronte nuove sfide e ci ha fatto confrontare con nuovi linguaggi non prettamente musicali e l’obiettivo più ambizioso adesso è proprio far conoscere le finalità che la nostra associazione si propone e alimentare la partecipazione di nuovi soci.

Puglia Fuori Expo al Diurno Elita
Puglia Fuori Expo al Diurno Elita
 
Come ti immagini piazza Duomo di notte?
Avrò sempre negli occhi il brusio incontrollato e per nulla fastidioso delle migliaia di persone che chiacchieravano durante i nostri eventi fuori dal Cobianchi rompendo quel silenzio notturno tipico del cuore di Milano. Ecco, io ho sentito in questi mesi un forte senso di appartenenza a questa città che mi ospita e mi fa lavorare da 15 anni proprio grazie alla quotidiana vicinanza al suo principale organo vitale, quella incredibile e fantascientifica astronave che i milanesi, nativi o di adozione, hanno impiegato 600 anni a costruire e che noi ci stiamo godendo anche se deturpata da inconcepibili schermi multimediali e da un eccessivo abbandono al calare delle claire delle multinazionali che l’hanno praticamente circondata (fatta eccezione per i poli museali pubblici).

Ingresso verso il duomo del Diurno Elita © GuidoBorso
Ingresso verso il duomo del Diurno Elita © GuidoBorso
 
E la notte di Milano nel futuro?
Io penso che la nostra città meriti una definitiva valorizzazione della propria vitalità culturale anche grazie a un pieno riconoscimento di quanto accade di notte. In fondo basterebbe regalare un’apertura notturna della metropolitana perché Milano venga finalmente vissuta come una metropoli contemporanea e di reale tendenza internazionale.