Il gin con la coca (non cola)

Amuerte: foglie di coca peruviane e frutti esotici nel gin belga

Scritto da Martina Di Iorio il 21 gennaio 2019
Aggiornato il 23 gennaio 2019

Le battute si sprecano, i doppi sensi pure. Il gin con la coca. “Ma come! Con la Coca-Cola?”. Dice qualcuno in redazione. “No dai, pensavo che i tempi del rum e cola fossero finiti”. Ribatte un altro. Invece no. La realtà è molto più interessante (forse). Amuerte è il gin creato con le foglie di coca peruviane. Quelle che vedete nei documentari di National Geographic, che si masticano, si sputano e stai fatto tutto il giorno. Quelle che alzano il pil di una nazione, coltivate dai famosi cocaleros, gli agricoltori della pianta della coca in questi territori del Sud America.

Ci incuriosisce, ne vogliamo sapere di più. Fosse mica che abbiamo trovato una soluzione per amici e parenti. Un cicchetto e via, per evitare file al bagno e facce di gesso. Leggiamo: “Una sorprendente combinazione tropicale di ginepro delicato, foglie di coca amara sottile, toni di tamarillo (pomodoro arboreo), arancio, peperone rosso, papaia e frutto del drago sudamericano.” Ma questo significa che ti trasformi in un drago dai superpoteri? Dalle narici fumanti e dagli occhi di fuoco? Andiamo avanti.

“Amuerte è un gin belga preparato da una delle più antiche distillerie del paese, estremamente fruttato ha aromi di ananas maturo, dragonfruit e frutto della passione.” E le foglie? Di cosa sanno queste foglie? Scriveteci per favore, se qualcuno le ha mai provate in qualche viaggio “ascetico”. Amuerte sembra non farne menzione. Poveri noi che avevamo pensato di avere una base energizzante alle nostre serate.

Gli amici bartender che abbiamo contattato ridono, e ci dicono che non è così comune trovarlo. Se passate da El Jadida a Milano sicuramente lo hanno. Una furba trovata di marketing quindi: noi ne parliamo in questo pezzo (ahahah), ridiamo, e nel frattempo, ci confermano che le vendite sono impennate perché la gente pensa che ci sia dentro il principio attivo della coca. Cosa sbagliata, ovviamente. La distillazione elimina la molecola della cocaina, annullando il principio esistente in queste foglie.

Già a fine 800 si cercava di utilizzare le foglie in decotti e miscugli alcolici al fine di creare tonici ricostituenti ed energizzanti. Non molti conoscono il Coca Buton, nato nel 1863 a Bologna. Un liquore verde a base di coca boliviana, melissa, ortica, artemisia e assenzio. Dolce, digestivo e a volte utilizzato in miscelazione, il Coca Buton ovviamente non ha nulla a che vedere – come il gin Amuerte – con le proprietà energizzanti della coca.

E niente, vi tocca fare la fila al bagno.