La faccia austriaca di Milano

Da Palazzo Reale alla Scala, l'architettura dell'«Imperial Regio Architetto» Giuseppe Piermarini al servizio degli Asburgo.

Scritto da La Redazione il 5 giugno 2018

Una delle scene cult della saga di Sissi vede Romy Schneider affacciarsi al palco della Scala accolta dal coro rivoluzionario del Nabucco, cantato insieme all’orchestra dall’intera platea affollata di camerieri e servitori mandati all’opera dall’aristocrazia lombarda in segno di sfregio. Romy divina osserva le grasse pance degli astanti e i volgari belletti, e alla fine applaude, lasciando tutti di stucco. Tutti gli spettatori del film tifano immancabilmente per lei, più libera di qualsiasi rivoluzionario, icona affettuosa e irriverente che riunisce in sé armonia e ribellione.

Tutto questo è molto kitsch, naturalmente, ma è il riflesso di una nostalgia per i bei vecchi tempi regolati dallo spirito mitteleuropeo che alligna non soltanto tra gli europeisti terrorizzati dal sovranismo del governo, ma anche in quell’immaginario collettivo della “bella Milano” generato dal turismo: certo, dopo l’EXPO 2015 la città è venuta alla ribalta con i suoi nuovi grattacieli, ma i must per i turisti, oltre all’Ultima Cena di Leonardo e al Castello Sforzesco, restano La Scala, Palazzo Reale, la Villa Reale di Monza (concepita per l’arciduca Ferdinando d’Asburgo), il Palazzo Belgioioso, i Giardini di Porta Venezia, e moltissime altre ville e facciate neoclassiche le cui nobili proporzioni sono diventate il paradigma dell’eleganza milanese.

One of 32 photographs from "Ricordo di Milano", a souvenir album published at the beginning of the 20th century. Visit nucius.org
Milano, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi. One of 32 photographs from “Ricordo di Milano”, a souvenir album published at the beginning of the 20th century. Visit nucius.org
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Milano, Palazzo Belgioioso
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Monza, Villa Reale

Tutte creature di Giuseppe Piermarini, l’«Imperial Regio Architetto» al servizio degli Asburgo.