La guida di Zero ai migliori festival in Europa a ottobre e novembre

Gli appuntamenti per non smettere di divertirsi neanche in autunno

Foto di Jelmer de Haas

Scritto da Chiara Colli il 2 ottobre 2019
Aggiornato il 11 ottobre 2019

Come da tradizione, in Europa l’autunno non smette di essere la bella stagione per i festival. Un tipo di appuntamenti per forza di cose diversi da quelli estivi: né spiagge Croate né foreste del Nord Europa, ma location che sfruttano soprattutto il cuore delle città e le sue venue più suggestive, accompagnando live e dj set con fitti programmi collaterali composti da incontri, workshop e supporti visivi sempre notevoli. A farla da padrona è l’elettronica e la sperimentazione, con festival in alcuni casi ormai più che rodati (il Mira di Barcellona e l’Unsound di Cracovia), altri più o meno “laterali” e giovani (il norvegese Ekko, Simple Things a Bristol, L.E.V. a Madrid e il Semibreve di Braga). A spezzare il flusso continuo di musica elettronica, l’ormai imprescindibile abbuffata da ogni angolo del mondo di Le Guess Who? a Utrecht, l’indie rock di livello di Sonic City e lo sviaggio berlinese di Synästhesie. Dimenticate il letargo ancora per un po’ e ricordatevi di tornare a consultare queste pagine prima che faccia capolino la primavera. Perché #divertirsiègiusto.

UNSOUND (CRACOVIA, DAL 6 AL 13 OTTOBRE)


Nonostante gli spin-off dislocati da New York al Kazakistan, alla sua diciassettesima edizione il festival polacco mantiene ancora ben salda la centralità dell’esperienza di Cracovia. Un progetto che migliora di anno in anno – dall’esordio nel 2003 in forma “do it yourself” all’exploit su scala mondiale delle manifestazioni recenti – costruendo una solida reputazione e un senso di comunità che poche altre rassegne europee possono vantare. La materia musicale, in scena nel principale centro culturale e universitario della Polonia, è quantomai mutante e quest’anno – tanto nei talk diurni quanto nel programma serale – si spinge a celebrare e approfondire un tema coraggioso e di grande attualità come la “solidarietà”, a partire dal trentennale dalle storiche elezioni parlamentari in Polonia. Un tema che si declina attraverso concetti di resistenza e democrazia, che prova a immaginare il futuro, che nella musica trova uno strumento di unione e confronto e che riflette quella “comunità globale” che rappresenta tanto la società contemporanea quanto il senso comunitario del festival. Così, tra le numerose venue che ospitano il festival ci si imbatte in maniera del tutto naturale in Holly Herndon, Roly Porter & MFO, Moor Mother & London Contemporary Orchestra, Robert Henke, The Necks, Ilan Volkov & Sinfonietta Cracovia, Vladislav Delay & AGF, Sunn O))), Sote, Eli Keszler & Nate Boyce, Emptyset e molti altri, quasi tutti con progetti speciali o performance in anteprima. Alla musica si alternano talk, proiezioni pomeridiane, performance e maratone notturne club-oriented fino all’attesissimo concerto di chiusura della domenica, consolidatosi ormai come un must che costringe tutti i visitatori a un meritatissimo lunedì di ferie.
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L.E.V. (MADRID, DAL 17 AL 19 OTTOBRE)


La Spagna, al netto del Sonar, non ha mai offerto granché sulla programmazione elettronica dal taglio più puramente sperimentaloide. Negli ultimi anni, assieme al Mira, il L.E.V. ha sopperito a questa “mancanza”, andando a intercettare tutta quella enorme zona grigia che non sia solamente cassa e non solo sperimentazione. In questa nuova edizione – forse più uno spin-off – cambia la casa base, che passa da Gjion alla Capitale, Madrid. A ospitare tutto ciò, il Matadero, vero e proprio hub creativo nella prima periferia sud. C’è spazio per i (soliti) hangar riconvertiti e auditorium dalla resa dicono impeccabile. E, di mezzo, un’eccellente programmazione per le orecchie più curiose: da James Ferraro col nuovo a/v “Requiem For Recycled Earth” a Morton Subotnick con Alec Empire e i visual dell’immenso Lillevan, da Alessandro Cortini col nuovo live di “Volume Massimo” a Emptyset con il set a/v “Blossoms”. Le chicche sono diverse: dalle palate di ambient glitchato di Ryoji Kurokawa ai bollori da underground londinese di Ikonika, la premiata ditta Plaid, le astrazioni direzione futuro di Aisha Devi, Djrum, Eli Keszler & Nate Boyce e Francisco Lopez. Ottobre bollente.
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SIMPLE THINGS (BRISTOL, DAL 17 AL 19 OTTOBRE)


Non è solo la street art, non è solo il trip hop (e tutto quello che musicalmente è arrivato dopo, e manco poco), non è solo l’effluvio costante di erbone di qualità che attraversa la città, non è solo un centro storico che mette insieme le carattistiche di una città portuale, i monumenti di epoca gotico/normanna, la gran quantità di club per la musica live ma pure una periferia ancora pulsante. Bristol è la città inglese da visitare assolutamente per tutto questo ma pure per il mood, per l’atmosfera unica che – nell’insieme – un tale incrocio di movimenti artistici e culture diverse hanno prodotto oggi, e che oggi la città continua a nutrire. Un contesto realmente binario, con uno skylike modellato a fronte dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. In questo tripudio di strade che si incrociano, il Simple Things fa da anni il suo sporchissimo lavoro di intercetto delle coordinate della contemporaneità fatta musica. Il che significa proporre un cartellone con il nuovo mesmerico live di Holly Herndon, il lignaggio degli A Certain Ratio a ruggire ancora, Kode9 e Avalon Emerson come headlinear della quota cassofila. E poi ancora, in ordine sparso: Laurel Halo, William Basinski, Murlo, Jayda J, Andrew Weatherall, Ata Kak, Komp-Om-Pax e una pleteora infinita di nomi.
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EKKO (BERGEN, DAL 23 AL 26 OTTOBRE)


Se eravate troppo piccoli per andare in pellegrinaggio a Bergen, quando Kristian Vikernes e soci scorrazzavano di sala in sala e di palco in palco – e di chiesa in chiesa, nel tempo libero… – riscrivendo la storia del black metal, potete finalmente rifarvi ora con la scusa di una più pura passione per l’elettronica, che non disdegna l’ambient oscuro come quello prodotto dal beneamato Burzum, ma mette momentaneamente tra parentesi immaginari mortiferi e croci rovesciate. Impazzirete quindi per Deathprod – membro dei norvegesi Supersilent e artista nel roster della Rune Grammofon – impegnato in una delle sue rare esibizioni live; per Ellen Arkbro, uscita quest’anno con l’album “Chords” degno erede del capolavoro “For Organ and Brass”, e ovviamente per il maestro Basinski, sempre più in fissa con i viaggi interstellari. Poi vi darete al dancefloor con una nutrita schiera di artisti equamente distributi tra techno (Dj Nobu, Giant Swan) e groove caldo (Lindstrom, Dj Marcelle, Mim Suleiman). Altri nomi da segnarsi in agenda Ceephax Acid Crew, Astrid Sonne, Sugai Ken, Buttechno e Carla Dal Forno. Venue sparse nel centro città, con a capo la Østre – House for experimental electronic music and sound art.
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SEMIBREVE (BRAGA, DAL 25 AL 27 OTTOBRE)


Negli ultimi anni il Portogallo è diventata una delle location emergenti privilegiate per quanto riguarda i festival elettronici e di ricerca. Oggi all’ottava edizione, il Semibreve è stato uno degli iniziatori di questo processo – sia in termini di artisti scelti per le proprie line up, sia per il pubblico via via maggiore richiamato ogni anno. La città di Braga, terza del Portogallo per abitanti, si trova a un’oretta di viaggio dalla Capitale e offre cattedrali e chiese da mozzare il fiato (del resto è una delle città cristiane più antiche del mondo). Luoghi e venue speciali che vengono utilizzati anche per il Semibreve, che quest’anno (al solito) vanta una line up ben ponderata ma sempre da fazzoletti in mano. Tra panel, installazioni e performance, ambient, droni ed elettronica espansa ci saranno artisti feticcio (il quasi novantenne Morton Subotnick con centinaia di cavi colorati, Suzanne Ciani, ma infiliamoci anche Scanner) e il sempre solido Alessandro Cortini (appena uscito con un nuovo album, “Volume Massimo”, dopo quel gioiello di “Avanti”), il beat di Kode9 e la techno a volte acida a volte onirica di Avalon Emerson. Vista recentemente al LattexPlus, ha sbaragliato la concorrenza con un dj set da manuale. Tra gli altri ospiti, disseminati per tre giorni in un pugno di venue affascinanti (tra tutte il Theatre Circo), ritroviamo con piacere Ipek Gorgun, di cui è difficile non amare l’ambient e le texture del suo ultimo album “Ecce Homo” – un gioiello come la line-up di Semibreve. Pronti per l’immersione?
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MIRA (BARCELLONA, DAL 5 AL 9 NOVEMBRE)


Se la primavera è la stagione (più o meno) indie o (più o meno) elettronica a Barcellona, è in autunno che la città catalana mostra il suo volto sperimentale. Con un focus sulle arti digitali che rivela particolare attenzione non solo alla musica suonata, ma anche a quella esposta e divulgata, Mira è l’appuntamento (con un suo gemello berlinese nato nel 2016) che dal 2011 porta in città show multimediali, installazioni, live in 3D, conferenze, workshop e proiezioni che hanno a che fare con la tecnologia, con gli ultimi “trend” tra ricerca ed elettronica e con la fusione sinestetica tra esperienze sensoriali. La location principale è Fabra i Coats: un enorme spazio multidisciplinare – una sorta di “factory” costruita a inizio Novecento – oggi ammodernata e dedicata alla cultura in tutte le sue forme. Line up da acquolina in bocca per i cultori di un certo tipo di elettronica “ibrida”, che come sempre nei festival di fascia alta propone performance in anteprima, live quasi nella totalità audio/video e progetti speciali. E quindi: Floating Points feat. Hamill Industries, Clark feat. Evelyn Bencicova, Biosphere, Roly Porter + MFO present KISTVAEN, Alessandro Cortini, Blanck Mass feat. Dan Tombs, Tristan Perich + Vicky Chow, Sote, Beatrice Dillon, Robert Lippok + Lucas Gutierrez e poi proiezioni intergalattiche, installazioni e conferenze. Fuori, la solita e accogliente Barcellona.
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SONIC CITY (COURTRAI, DALL’8 AL 10 NOVEMBRE)


Ecco una di quelle cose che ti fa capire quanto ancora l’Italia sia indietro nella cultura musicale, così come nella capacità di fare rete e promozione. Noi ancora ci scanniamo a livello cittadino per una spicciolata di venue ed eventi settimanali, mentre al confine tra Francia e Belgio esiste Wilde Westen, una realtà transnazionale che porta artisti nella regione (loro la chiamano “eurometropolitana” – a cavallo tra Courtrai, Lille e Tournai). Oltre a normali live, Wilde Westen organizza anche festival, uno dei quali è proprio Sonic City, a Courtrai (Kortrijk, se preferite il fiammingo). Location unica – vicina, ma non vicinissima al centro di piccolo centro urbano che è la classica bomboniera del Nord Europa – e una line up che ogni anno vede dei curatori d’eccezione, che quest’anno sono Shame e Cate Le Bon, aka chitatorrone e alt-pop di fino. Ecco quindi scendere in campo Thurston Moore, Sheer Mag, Mannequin Pussy, Föllakzoid, Priests, Mega Bog, Squid, Jessica Pratt, Holly Herndon, Lust For Youth, Fontaines D.C., Deerhunter e, ovviamente, i due curatori.
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LE GUESS WHO? (UTRECHT, DAL 7 AL 10 NOVEMBRE)


Non crediamo di esagerare se affermiamo che a questo punto (edizione numero 13) Le Guess Who? non è solo uno dei migliori festival europei – sicuramente nel nostro podio durante tutto l’anno, non solo in autunno – e non solo un appuntamento ormai fisso per molti appassionati di suoni laterali e contaminati da tutto il Continente: partendo dal basso e con un lavoro costante e mai “facile”, LGW è diventato un modello di festival, un riferimento in termini di esperienza, di visione complessiva e costruzione di un programma, ma anche uno di quegli eventi dove andare ad ascoltare artisti che con tutta probabilità saranno “hype” l’anno successivo, nomi storici coinvolti ad hoc, progetti speciali che grazie alla location trascendono il senso spesso vacuo della parola “progetto”. Le Guess Who? è una certezza, una tentazione a cui è quasi impossibile rinunciare, una sessione di studio ancora importante – anche da quando il programma è sempre più strabordante e le scelte difficili da fare – e anche da quando i prezzi di airbnb sono arrivati alle stelle per il suddetto weekend. Se andando sul sito dovesse venirvi a mancare la lucidità necessaria per prendere una decisione, ecco cinque buoni motivi per esserci. Partendo dal più semplice, Utrecht: città di media grandezza, tra le più belle e vivibili dell’Olanda; secondo, le modalità in cui è strutturato il festival, attraverso diverse location nel centro della città (strategia che aiuta a conoscere il posto e anche a evitare la calca); terzo, la presenza di curatori spesso inaspettati e quindi di diversi “filoni” tematici, quest’anno con Fatoumata Diawara, la stilista olandese d’avanguardia Iris van Herpen, Jenny Hval, Patrick Higgins, The Bug e il Moon Duo (a cui si aggiunge la parte di programma selezionata dal festival); quarto, che vale per mille, la line up: eterogenea, un groviglio ricchissimo di presente e passato (per citare qualche nome: Holly Herndon, The Raincoats, Visible Cloaks, Godflesh, Robert Aiki Aubrey Lowe, FIS, Drew McDowall + Florence To present Time Machines, DJINN, Sarah Davachi, Träd, Gräs och Stenar, AEAEA, duo composto da Patrick Higgins e Nicolas Jaar, ma la lista è copiosa e tutta da approfondire); quinto, i progetti speciali, tutti rivolti alla contaminazione e alla tecnologia. Anche senza “Record Fair”, Le Guess Who? resta un festival senza uguali.
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SYNÄSTHESIE (BERLINO, 16 & 17 NOVEMBRE)


Weekend a Berlino non fa rima solo con Atonal, Berghain, elettronica cupissima, rave e/o cassa dritta. La “scena” ancora underground della città continua a offrire spazi anche per tutti quelli che non rabbrividiscono a sentir parlare di chitarre e rock’n’roll e un posto con l’8MM è lì a opporre resistenza alle mode e al clubbing usa e getta. Siamo a Prenzlauer Berg, dal canto suo zona hip e artistoide di Berlino, ma le pareti che ricordano un moderno CBGB e i frequenti dj set spaziali dei “locals” Anton Newcombe e Joe Dilworth in cui potreste incappare la dicono lunga su come in ambito rock certe pose, trend e divismi siano stati accantonati in favore di una circolazione più libera e informale della “cultura alternativa”. È tra queste pareti che cinque anni fa nasceva Synästhesie, festival a orientamento psichedelico/rock/sperimentale che negli anni è cresciuto, cambiando location (da club minuscoli attraverso studi di registrazione in ex edifici industriali adibiti a birrifici) ma mantenendo l’attitudine originaria e un gusto musicale “fedele” alla propria linea. Dopo aver ospitato negli anni Spiritualized e Cavern of Anti-Matter, Tangerine Dream, Death and Vanilla e The Warlocks, quest’anno il festival tira su una line up ancora più compatta, chiamando a rapporto gli amici Stereolab (Tim Gane del resto è “del giro”), ospitando nuovamente gli sviaggi cosmici del maestro Michael Rother e poi aggiungendo Deerhunter, A Place to Bury Strangers, 10000 Russos, Priests, Flamingods e Black Lips. Portate i pop corn per il talk di cui sarà protagonista Alan McGee e mettete le scarpe comode per girarvi tutta la location, il Kulturbrauerei, ex birrificio trasformato in enorme polo culturale nel quartiere di Pankow.
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HANNO COLLABORATO AI TESTI: ALBERTO ASQUINI, NICOLA GERUNDINO E RAFFAELE PARIA