Una nuova vita per il MACRO

Al via il prossimo 24 aprile il Museo per l’Immaginazione Preventiva.

Scritto da Nicola Gerundino il 3 febbraio 2020
Aggiornato il 4 febbraio 2020

Il nuovo avatar del MACRO, l’avatar del museo disegnato da Nicola Pecoraro

Lo scorso 31 dicembre il MACRO Asilo diretto da Giorgio De Finis ha cessato le proprie attività. Controversa e problematica per diverse ragioni (ne abbiamo parlato qui tempo fa, ndr), questa esperienza ha comunque avuto una sua carica innovativa nel panorama cittadino, proponendo un museo aperto a tutti e a tutte le tasche e in continuo divenire: un agorà permanente in cui osservare i contenuti proposti nel loro farsi.

Dal 1 gennaio 2020 la direzione del MACRO è passata nelle mani di Luca Lo Pinto – co-fondatore di NERO e già curatore della Kunsthalle Wien – e da oggi, 3 febbraio, sappiamo anche quale sarà la sua nuova identità: quella di Museo per l’Immaginazione Preventiva, in omaggio all’Ufficio per l’Immaginazione Preventiva istituito a Roma nel 1973 da Carlo Maurizio Benveduti, Tullio Catalano e Franco Falasca con l’obbiettivo di produrre un’arte capace di rivoluzionare la società.

Tra le novità principali da segnalare c’è sicuramente l’ingresso di nuove aree tematiche quali design, editoria e musica sperimentale, e, soprattutto, l’idea alla base dell’intero progetto: quella di un museo-magazine, i cui spazi saranno pensati come rubriche permanenti, aperte a contenuti anche eterogenei tra loro. Il MACRO dunque come rivista tridimensionale che avrà una griglia porosa attraverso la quale si incontreranno e scontreranno pubblico e contenuti, organizzati in questo modo:

MONO (Aritmici; Polifonia): monografie interdisciplinari.
MEDIUM (Musica da Camera; In-Design; Studio Bibliografico; Palestra): sezioni dedicate ad ambiti e processi non convenzionali, ma oggi centrali nelle pratiche artistiche contemporanee.
RETROFUTURO: uno speciale display che ripensa la collezione attuale e funge da palinsesto dove esporre le opere di una collezione in fieri dedicata alle nuove generazioni.
SOLO/MULTI: mostre monografiche, con l’eccezione di qualche collettiva, dedicate a figure fuori formato, coerenti all’attitudine interdisciplinare del museo.
AGORÀ: un programma di incontri a loro volta scanditi in formati.
EXTRA: da una parta la MACRO Academy, che funge da software per attività di approfondimento e formazione, dall’altro uno spazio permanente dedicato all’attività didattica per i bambini.

Primo appuntamento fissato al 24 aprile: “Museo per l’Immaginazione Preventiva – Editoriale”, ovvero un’introduzione “programmatica” a quello che sarà la vita del Museo da qui alla scadenza della nuova direzione (già fissata al dicembre 2022). A ottobre invece il grand opening, che vedrà tutti gli spazi-rubrica funzionare per la prima volta contemporaneamente.

Si prosegue dunque sulla via del museo orizzontale tracciata dalla precedente direzione: la differenza la farà la capacità di imprimere un’impronta curatoriale che non si accontenti della sola orizzontalità, ma sappia scegliere e “imporre” una propria visione, un proprio immaginario, che parli di passato, presente e soprattutto di futuro.

Contenuto pubblicato su ZeroRoma - 2020-03-01