Frankeeno

Un nuovo misterioso rapper della scena milanese

quartiere Corvetto

Scritto da @defollowami il 23 novembre 2020

immagini di The Pleasure Paradox

É da qualche mese che sul web circola un nuovo misterioso rapper della scena milanese dal nome “Frankeeno”.
Il primo pezzo che ho ascoltato di lui “Galera Balera” mi è entrato nel cervello al primo ascolto, e x giorni non ho cantato altro. Voce acidula, testi ancora più acidi e uno stile 100% old school fanno di Frankeeno un artista “nuovo”, diverso dalla scena musicale di adesso. Forse anche perché Frankeeno, a quasi 50 anni, è figlio di una mescolanza di generi passati, che oggi più che mai risultano essere una boccata d’aria fresca. Freschissima.

Traggo molta ispirazione da quella fase del rap che si mescolava alla musica disco e alla prima house, cioè l’mc per eccellenza, il Maestro di Cerimonia.

Chi è Frankeeno? Raccontaci un po’ la tua storia.

Frankeeno è la persona che beve il caffè al bar accanto a te la mattina. Frankeeno è il rider che ti consegna le pizze sotto la poggia. Frankeeno è l’autista dell’ATM. Frankeeno è il giovane studente che fa il cameriere. Frankeeno è quell’amico che arriva al parco con Peroni da 66 per tutta la cumpa della panchina. Ma sono anche un padre di famiglia, che a quasi 50 anni ha deciso di fare musica, scrivere poesie e dipingere quadri.

Come mai la scelta di iniziare a fare musica solo adesso?

La musica è sempre stata parte della mia vita. Ho bazzicato attorno alla musica per anni e fatto un po’ qui e un po’ la… ma Jesus mi ha folgorato ormai quasi un anno fa, durante una santa notte in un bar di Milano nord.

Allora thx Jesus 🙌 So che hai vissuto a Corvetto in due fasi diverse della tua vita: quando eri un bambino, e quando un bambino non lo eri più. Com’è cambiata Corvetto?

Corvetto è un pezzo del mio cuore. Diciamo che lì mi sono fatto le ossa e ci sono poi tornato da papà grande e maturo. È cambiata tantissimo. Prima era un cosiddetto covo per terroni disonesti. Per strada si sentiva il pugliese, il calabrese, il siciliano. Adesso è un bellissimo e romantico mix di culture, con amore e odio, ma secondo me con tantissime possibilità di essere uno di quei luoghi esperimento dove possiamo osservare il futuro della nostra umanità. Al momento è un po’ una guerra tra poveri, o forse lo è sempre stato. Oggi a nord abbiamo la Fondazione Prada, che ha fatto aumentare gli affitti di brutto… Speriamo bene per il futuro. Mi ricordo negli ultimi anni un interessantissimo tessuto di case occupate dagli anarchici con eventi e attività e uno dei miei posti preferiti di sempre, il Moonshine, un bar dal sapore un pò illegale con un cortile nel back in stile squat dove potevi fare le cannette, atmosfera satanista e concerti free all’interno con musica sperimentale o roba tipo death metal… ovviamente è scomparso durante una delle tante ondate di sgomberi che ha colpito il quartiere.
 

Frankeeno sul Cristum de Cement
Frankeeno davanti a El Mawal

Nella fase “Corvetto adulta” sono stati anni da bravo ragazzo?

Si si, anche se forse l’etichetta di bravo ragazzo non mi si addice molto! Ovviamente anni diversi rispetto ai primi 90’ dove avevo una grandissima passione per la cassa dritta e le sonorità dell’house italiana ( sigh :’( ). Negli ultimi anni in cui ho vissuto lì ho stretto con una serie di ragazzi di origini marocchine molto più giovani di me con cui ogni tanto ho fatto qualche notte matta. Mi hanno fatto scoprire un altro mondo, sotterraneo, alternativo. Il mitico Bar Rose, con shisha e irruzioni della polizia ogni due/tre giorni gestito da un Tunisino sposato con una cinese. Si avete sentito proprio bene, un Tunisino ed una Cinese. Poi c’è il El Mawal, una sorta di night club arabo camuffato da discoteca con musica live marocchina allucinogena. Insomma, se non giri nei posti consueti Milano è fighissima.

Prima che posti eri solito frequentare?

Il classico baretto dei cinesi da due spicci. Il mio preferito quello alla fine di via Bessarione. Oppure una serie di bar di Latini livello 1000. La sera nei back si sparano delle feste a metà tra il matrimonio e la riunione di famiglia con alcool e cibo a fiumi. C’è anche tutta una scena di DJVocalist locals da paura.

Post covid voglio fare serata a Corvetto. Comunque dici “Musica sperimentale, roba tipo death metal, cassa dritta e sonorità dell’house italiana”; sai spaziare bene tra un genere e l’altro, ma ce n’è uno in particolare da cui trai ispirazione per i tuoi pezzi?

Beh, diciamo che death metal non è proprio il mio genere, però si ascolto tante cose diverse. Traggo molta ispirazione da quella fase del rap che si mescolava alla musica disco e alla prima house, cioè l’mc per eccellenza, il Maestro di Cerimonia. Ad esempio gli Whodini, che avevano anche una carica super ironica nei loro pezzi. Oppure il leggendario Grandmaster Caz o il sound più electro di The World Class Wrecking Cru. Mi piace anche molto il cantato melodico ad esempio nei pezzi di Mr. Fingers aka Larry Heard. Diciamo che traendo ispirazione da tante cose, non so se quello che faccio possa essere definito rap… però prendo molto da grandi rapper tamarrissimi come Too $hort o Kool Moe Dee.

Nei testi e anche nelle illustrazioni -bellissime tra l’altro, so che le fai tu quindi complimenti 💖 - si evince un tuo spiccato interesse per Marx. Sono retaggi di gioventù o posso beccarti alle manifestazioni - covid permettendo -?

Io le teorie di Marx le ho sperimentate sulla mia pelle. Sono il figlio di un proletario, immigrato dal sud e finito a lavorare per una vita all’Ansaldo Breda. Sì, vado alle manifestazioni. Sono stato a quella dei Rider poco tempo fa e anche alla manifestazione contro il razzismo di Black Lives Matter. Mio padre era un sindacalista accanito, ma aveva comunque la 5° elementare. Non mi propose di leggere Marx, neanche lui l’aveva fatto, ma mi diede questo riassunto di Cafiero del Capitale che lui stesso aveva letto. Carlo Cafiero era un anarchico che aveva compreso l’importanza di Marx, ma che capiva le difficoltà per gli operai nel comprenderlo, quindi fece una sorta di riassunto in un piccolo libro per gli operai del porto di Napoli. Marx lo autorizzò. Credo che per immaginare un mondo migliore e comprendere il marxismo ad esempio, basti basarsi su principi semplici: rispettare qualsiasi forma di vita attorno a noi. Se fai questo non c’è lotta di classe, non c’è discriminazione, non c’è l’assurdo divario che vediamo oggi tra ricchi e poveri, non c’è patriarcato, non c’è la violenza sugli animali, non c’è devastazione degli esseri vegetali se distruzione della natura. Peace Sistar and Brother! Sapete chi votare alle prossime elezioni… eh eh

Se zio Frank fosse al potere per un giorno cosa farebbe?

Toglierebbe ai ricchi per donare ai poveri. RIP ricchi!

Legalizzazione: si o no?

Super si. Fumo le canne da quando avevo 13 anni. Ovviamente oggi con uno stile diverso direi… ma comunque come potete vedere sono vivo e bello fresh.

Super fresh! ❄️ L’ultimo singolo uscito è Chicago Milano ft The Pleasure Paradox. Il filtro che ti hanno fatto su ig spacca. Tu che rapporto hai coi social? Ti senti più un boomer o un perennial?

Intanto mega mega shot-out per i regaz di The Pleasure Paradox. Prima di tutto perché sono mega giovani e si sono accollati la sbatta di lavorare con un vecchio che non capisce nulla come me! Ho iniziato ad usare Instagram da quando ho deciso di iniziare Frankeeno. Non ci capisco molto… mi ha spiegato un pò mia figlia Rosa! Devo dire che Instagram mi gasa. Seguo gente interessante, quindi ho tanta roba figa da vedere… ho paura di rimanerci inguaiato! In sti giorni di lockdown è bello pericoloso. Io ovviamente mi sento un pò un boomer, ma dentro sono un vero sbarbo! Spesso nei pezzi, come in Chicago Milano, racconto delle storie di quando ero ragazzo. Mi aiuta a mantenere vivo questo spirito!

Se da ZERO facessimo una guida su Corvetto by Frankeeno, cosa ci butteresti dentro?

Faccio una top 5:
1 – Piazzale Ferrara con il Mercato Comunale e il suo splendido marciume di bar all’angolo e retate della polizia
2 – Il Cristum de Cement che è tipo il Cristo di Rio di Milano. Ormai credo si stia sgretolando, ma ha sempre un certo effetto
3 – Do Re Mi La Nota Del Sabor è un ristorante/discoteca Latin assurdo con feste e alcool infinito. Mi sono ritrovato in delle situazioni di balorderia uniche e tornato a casa a quattro piedi. Occhio ad essere molto rispettosi ed educati per uscirne vivi.
4 – El Mawal, la più bella discoteca araba che abbia mai visto.
5 – Circo A.R.C.I. Corvetto è praticamente una Balera. Ha ispirato un mio nuovo pezzo che uscirà in un prossimo EP per Reyetto Tapes e le mie nature morte. Classica atmosfera da circolobalera che un pò tutti conosciamo. Ovviamente non mainstream come all’Ortica.

Aspettiamo con ansia che esca il nuovo EP ❤️ Zio Frank cosa consiglieresti ai giovani che ti stanno leggendo?

Tenetevi forte e fate tutto quello che potete per costruire un mondo pieno di amore per voi e tutti gli altri.

E un consiglio ai meno giovani?

Siate più giovani, fate come Frankee!