Noyz Narcos

Un ripasso dei fondamentali in vista del concerto del 18 settembre al Magnolia con Fritz Da Cat.

Scritto da Emilio Cozzi il 15 settembre 2015
Aggiornato il 23 gennaio 2017

Poco più di un anno fa intervistavamo Noyz Narcos in occasione de Gli Indomabili, il gala che da tre edizioni mette insieme mondo del rap, sport da combattimento e cibo in un unico appuntamento nel mese di aprile. Il 18 settembre al Circolo Magnolia, l’ex TruceKlan torna a suonare a Milano con Fritz Da Cat per presentare l’album a quattro mani Localz Only, uscito lo scorso giugno.

Nell’intervista, Noyz ci parlava del rap in Italia, degli album fondamentali della sua vita, dei dissing “nella scena” e del disco cui stava lavorando con Fritz Da Cat – per l’appunto, Localz Only. Quale modo migliore, se non (ri)leggere le sue parole per arrivare stra carichi al concerto?

ZERO: Il rap è forse l’unico genere musicale persistente e spontaneo d’Italia – se non altro nelle manifestazioni ormai storiche. Perché secondo te? E quanto durerà ancora?

NOYZ: Il rap è l’unico genere musicale che affronta argomenti non scontati e non banali, come invece accade spesso nella musica pop. Il suo successo deriva da questo fatto. E durerà finché gli artisti saranno in grado di offrire argomenti validi.

Quando tutto sarà finito, tu come finirai?
Quando smetterò con la musica tornerò al mio lavoro di tatuatore.

Qual è il tuo pezzo cui sei più legato? Perché?
Non dormire, perché è uno dei primi che ho scritto e mi ha portato fortuna.

Lungi dal dover necessariamente essere modello per qualcosa – la storia dei musicisti modelli è ridicola – non credi tu, uno che ha per certi versi rivoluzionato uno stile, che ora i contenuti del genere siano mediamente reazionari? Belle donne e coca non sono esattamente un’alternativa.
Di certo donne e coca non sono una novità, ma se vengono più volte trattati come argomenti è perché rappresentano la vita da club di molti musicisti. Che poi vengano elevati a “tema” su cui basare una canzone è a discrezione dell’artista. Oggi io non mi sento di promuoverli; mi va di proporre la mia musica.

3 dischi fondamentali per la tua vita?
Un mio disco di culto è sicuramente Mobb Muzik dei Mobb Deep, che è un album potente, l’ho consumato ed è fondamentale. Poi The War Report di Capone-N-Noreaga e il primo omonimo disco degli Iron Maiden, sempre per gli stessi motivi.

Descrivici l’Italia del rap in una parola… o in una riga
In una parola la scena italiana è “particolare”.

Che cosa adori della scena, sempre esista… e cosa prenderesti a mazzate?
Della scena mi piace quando vedo un video su mille che è figo; e detesto quando guardo gli altri 999.

I dissing che impazzano sono come le litigate in tv fra i politici? Cioè, ve le date in pubblico ma a microfoni spenti uscite a cena insieme, o c’è dell’astio sano e vero?
No, l’astio è reale. È un ambiente molto competitivo e quasi mai questi litigi sono finti o costruiti. Sono vere liti come accade in tutti gli ambiti lavorativi. I dissing fanno parte di questo gioco e alimentano comunicazione e seguito di un artista. Spesso ne accrescono o diminuiscono il valore. Anche perché, sotto pressione, l’artista vero dà il meglio.

In Italia Uoki Toki, En?gma o chi altro?
No comment. E comunque fra Uochi Toki ed En?gma sicuramente En?gma.

A cosa stai lavorando?
Sto lavorando a un concept album con Fritz Da Cat, dopo le fortunate collaborazioni fino ad ora e il tour insieme. Sarà un prodotto fuori dagli schemi. Sono al lavoro anche sul repack di Monster con l’aggiunta di un inedito e diversi remix.