Stefano ”Fossa” & Lorenzo ”Rubi”

Al Magnolia d'estate e d'inverno per lavoro e per divertimento tra clubbing, concerti e progetti sociali

Scritto da Emanuele Zagor Treppiedi il 30 agosto 2019

Come il buon Ricky anche Rubi e Fossa sono riusciti a trasformare la loro passione per il divertimento e la musica in una professione dignitosa. Arrivati al Magnolia grazie a uno stage, ora insieme a Nicholas direttor. dott. ing. e soprattutto Presidente del Circolo Magnolia e Direttore Artistico capo, tengono le redini del Circolo lavorando sulla comunicazione, sui progetti sociali e sulla programmazione artistica sia d’estate che d’inverno.

Prima di voi c’erano Poncho, Daniela e Ricky, che potremmo considerare la vecchia guardia del Magnolia e coloro che l’han fatto nascere. Voi come siete arrivati qui?

Rubi – Un po’ come sono arrivati tutti gli altri. Era il 2011, mi ero appena laureato in Musicologia e Beni Musicali e invece di continuare in università tentando di entrare in vari dottorati, ho mandato una mail al Magnolia offrendomi come stagista.
Fun fact: la persona che mi ha chiamato per fissare il colloquio è stato proprio il Fossa.
Poi ho fatto il colloquio con la Dani e Rosy, sono stato preso e ho iniziato il primo novembre del 2011.

Fossa – Come quasi tutte le persone della nuova guardia, ovvero tramite lo stage. Ho frequentato il corso che teneva Poncho, alla fine dello stesso cercavano persone da inserire nello staff per una prima esperienza e mi sono buttato subito. Ai tempi per me era un sogno poter lavorare nel mio posto preferito.
Siamo arrivati al Magnolia con tantissima passione ma sicuramente dobbiamo un po’ tutto alla vecchia guardia (Poncho, Daniela e Ricky n.d.r.) che ci ha spianato la strada e ci ha dato fiducia per essere quelli che siamo ora.

Fossa qual era il corso di Poncho?

Il corso di Poncho esiste ancora: ora si tiene in Santeria Social Club e si chiama Corso di Marketing, Management e Comunicazione della Musica.
Ora dopo 10 anni siamo noi ospiti di una lezione a raccontare la nostra esperienza ai giovani appassionati che frequentano il corso (da tutta Italia, per intenderci) e che vogliono buttarsi in questo fantastico mondo dei concerti e del clubbing.

Di cosa vi occupate rispettivamente?

Rubi – Io nello specifico di comunicazione e promozione: sono il responsabile della comunicazione, social media manager e ufficio stampa interno del Magnolia. Lavoro assieme a Fossa, Nicholas, Eddi e Vieri per cercare ogni modo possibile di creare strategie di comunicazione per promuovere ogni data che abbiamo.

Fossa – Sono vice-presidente dell’associazione e principalmente mi occupo di direzione artistica insieme a Nicholas ed Eddie, ma mi piace definirmi il collante tra reparto programmazione e comunicazione.

Cosa non vi piace del vostro lavoro?

Rubi – Ti dirò me l’avessi chiesto un anno fa avrei detto senza pensarci due volte: nulla!
All’oggi forse la mancanza di quella che ci piace chiamare “vita sociale” ovvero – per esempio – un fine settimana completamente libero senza pensieri.
Fossa – Azz domanda difficile: bah sicuramente dopo tanti anni (quasi 10) il rapporto con un certo tipo di pubblico… cioè a volte hai la sensazione che le persone non percepiscono che il tuo sia un lavoro vero e hanno certi comportamenti che ti mandano veramente fuori di testa. Rubi sono sicuro che avrà risposto la mancanza di vita sociale ahah!

Oltre alla tessera Arci e al caldo, raccontateci le differenze tra il Magnolia d’estate e il Magnolia d’inverno.

Rubi – Usti! Vuoi la risposta corta o lunga? Tra estate e inverno cambiano innanzitutto le domande che ci vengono fatte: se in estate quella che va per la maggiore è “e se piove?”; in inverno son tutte sulla Tessera. Poi – banale, banale – la capienza, il numero di palchi, la quantità di gente che gira, la possibilità di fare certi artisti o meno, avere un tetto sulla testa, vedere delle pareti che sudano nonostante fuori faccia freddo, avere un guardaroba da cui tutti hanno iniziato e mi fermo qui se no è troppo lunga.
Fossa – Sono veramente tante le differenze. La capienza: d’estate superiamo le 4000 persone, d’inverno rientrando nelle nostre mura siamo intorno ai 1000. Le strutture: d’estate siamo arrivati ad avere 4 palchi per ogni tipo di occasione, d’inverno 2. Il tipo di comunicazione che puoi fare, l’estate ci piacerebbe racchiuderla tutta sotto lo stesso cappello e farlo sembrare un festival di 4 mesi; fare la stessa d’inverno risulta difficile essendo 7 mesi e soprattutto la percezione del pubblico è diversa. È diverso il tipo di artistico che ti puoi permettere: d’estate sicuramente puoi avere artisti più grandi per la percezione della gente, ma in questo l’inverno regala delle grandi opportunità grazie alla volontà degli artisti di fare i club show e quindi abbassano le “pretese” che ti permettono di avere le economie per provarci, vedi Deus ultimo tour.

Ma soprattutto: quanti conoscete che vi fanno la stessa domanda: “Ah ma il Magnolia è aperto anche d’inverno?”. Insomma si parla veramente di tutto un altro campionato.

Ci date già delle anticipazioni sull'autunno/inverno?

Rubi – Io sono sempre reticente a dire tutto subito, posso dire che sono particolarmente carico per quello che ci sarà il 25 ottobre e il 13 dicembre ma da me non avrai null’altro…
Fossa – Io mi espongo e la bomba te la voglio dare: 25 ottobre, Talib Kweli la storia (recente) dell’hip hop viene a farci visita.

I concerti e i dj set sono tutto quello che noi vediamo, ma dietro al Magnolia come Circolo Arci c’è anche altro come per esempio progetti sull’ecosostenibilità, corsi e altre iniziative. Ci raccontate tutto quello che non è intrattenimento?

Rubi – Partiamo dal fatto che già ricevere questa domanda mi rende molto felice, perché vuol dire che il nostro impegno – iniziato con la “vecchia guardia” – viene riconosciuto.
Per rispondere alla domanda posso dire che dal punto di vista dell’ecosostenibilità cerchiamo di impattare il meno possibile sul parco che ci ospita: usiamo bicchieri in PLA, dal 2011 usavamo cannucce in PLA ma le abbiamo abbandonate per evitare produzione di ulteriori rifiuti, abbiamo abbandonato l’uso della plastica, diamo l’acqua gratis da quando siamo nati e quest’anno abbiamo installato una casetta dell’acqua.


In inverno organizziamo corsi – ovviamente inerenti a quello che riusciamo insegnare – quindi: corso da dj con Lele Sacchi, corso base di fonico, datore luci e bartender a iscrizione gratuita anche per trovare “carne fresca” da poter inserire nell’organico.
Mentre le iniziative che ci fanno felici sono quando riusciamo a portare a termine “Un concerto sospeso” o, come negli anni scorsi, “Magnolia + 1”.


Fossa – Grazie della domanda, veramente. La nostra mission è da sempre l’essere un punto di aggregazione e di promozione sociale e non solo un club. Da qui l’ultimo claim inventato da Rubi: Mas Que Un Club. Ci riconosciamo tanto in questo claim: oltre a far divertire persone quasi ogni sera della nostra esistenza, negli ’anni abbiamo fatto corsi di formazione per figure professionale (dove possibili anche gratuiti), fatto scelte antieconomiche per rendere il magnolia meno impattante sul territorio (bicchieri in pla dal 2011, no cannucce, migliorie per sistema di riscaldamento a basso impatto ambientale eccetera).


La cosa più importante è stata fare raccolte fondi per progetti che hanno avuto sempre tanto riscontro nel pubblico che ci frequenta, per citarne due: “Un Concerto Sospeso” e “Magnolia + 1”. Il primo prende spunto ovviamente dal caffè sospeso, ovvero abbiamo dato la possibilità durante il periodo pre-natalizio di donare una cifra qualsiasi per arrivare ad un gruzzelletto da mettere a disposizione di chi non può permettersi il divertimento, e visto il periodo che passiamo in Italia, abbiamo deciso di donare questa somma ai ragazzi della Sant’Ambroeus Football Club, la prima squadra di richiedenti asilo e rifugiati di Milano. Mentre il secondo (che abbiamo ripetuto per più anni visto il grande successo) prevedeva di dare la possibilità alla persone che entrano non pagando (accrediti stampa, amici, guest degli artisti, ecc.) di donare 1 € da devolvere in beneficenza ad associazioni secondo noi più meritevoli. La cosa più bella che il tutto, con il nostro stupore, si è anche allargato a chi il biglietto già lo pagava e così siamo arrivati a poter donare più di 10.000 € a queste associazioni, cifra che per loro è vitale per portare avanti le loro iniziative.

In serata o alla fine quali sono i momenti più divertenti?

Rubi – I commenti post Limone Party sono tutti figli di messaggi privati alla pagina di Magnolia di persone completamente in panico che si sono accorti della cazzata che hanno fatto, soprattutto dopo aver visto la propria foto online. A me in serata uno ha chiesto di autografargli la maglietta. I momenti più divertenti sono comunque quelli che nascono dall’infoline e dai messaggi privati alla pagina di Magnolia tipo: “Ciao, io sto a Modena e piove, lì da voi?”
Fossa – No comment, queste cose rimangono segrete!

Se non foste entrati dentro Magnolia cosa avreste fatto nella vita?

Rubi – Probabilmente starei cercando di barcamenarmi tra borse di studio, contratti a progetto e professori molto stronzi in qualche università italiana.
Fossa – Ora mi prenderai in giro ma il mio sogno era fare l’interior designer.

Come vi immaginate il Magnolia tra 10 anni?

Rubi – Me lo immagino ancora lì, più bello di come è adesso, perché si può sempre diventare più belli. Me lo immagino da utente con birrette in mano e senza pensieri al seguito.
Fossa – Non così diverso da quello che è adesso. Io credo che quello che abbiamo creato in questi quasi 15 anni sia un metodo vincente che ha bisogno solo di alcuni cambiamenti per rendere all’avanguardia la venue, ma sicuramente senza sconvolgere gli equilibri creati. Però tutto questo spero senza di me, sarei troppo vecchio.

Voi quando non siete al Magnolia dove andate a divertirvi?

Rubi – Oddio ormai sto invecchiando quindi sono molto contento se vado fuori a cena per mangiare bene. Però ammetto che il periodo che preferisco dell’anno è quello che va dalla nostra chiusura estiva fino alla riapertura dell’invernale. Innanzitutto perché andiamo in ferie e poi quando torniamo possiamo fare il giro di tutte le feste che d’estate ospitiamo noi e alle quali in inverno inoltrato non possiamo andare.
Fossa – All’estero, ogni volta che ho la possibilità cerco di andare in altri paesi europei, un po’ per prendere spunto un po’ per staccare completamente: Ibiza, Berlino, Londra, Amsterdam eccetera. Su Milano non posso rispondere, sicuramente qualcuno si offenderebbe perché non citato.

Contenuto pubblicato su ZeroMilano - 2019-09-01