Veronica e Marina Di Furia

Le gemelle della Balera dell'Ortica

Scritto da Giada Biaggi il 3 luglio 2020

Foto di Carolina Di Lazzaro

Ortica is La Balera dell’Ortica. E La Balera dell’Ortica is Le Gemelle. Ok, la lezione d’inglese può dirsi conclusa, almeno per oggi. Ah, ovviamente “The cat is on the tovaglia a quadretti”. Sono tanti i motivi che rendono La Balera uno dei posti più belli di Milano e il capitale umano rappresentato dalla genetica dell’ospitalità di Veronica e Marina (ereditata dall’abruzzese papà Antonio) è sicuramente uno di questi; insieme a loro, la pista di bocce e quella da ballo, le decorazioni fru-fru rosa brillante alle pareti, gli oggetti vintage sparsi qua e là e quel senso di poesia per lo stare al mondo che non si può descrivere, ma solo vivere.

Le abbiamo incontrate per farci raccontare il futuro di quello che per tutti i loro clienti è, semplicemente, casa.

foto di Carolina Di Lazzaro

 

Com’è stato riaprire? Avete avuto una bella risposta da parte dei locals?

MARINA: Il primo giorno di apertura è stato come il primo giorno di otto anni fa. Eravamo molto emozionati, euforici e un pochino tesi. Ti dirò, nonostante il cambiamento una cosa che non ha subito una metamorfosi è “il perché le persone vengono in Balera”; ovvero per sentirsi leggere, felici e a casa. Vedere i nostri clienti, tanti dell’Ortica, arrivare anche loro emozionati e andar via con il sorriso è stato il più bel regalo che potessimo ricevere!

 

VERONICA: Riaprire è stata per me come una rinascita. Per quanto mi riguarda ero abbastanza serena e soprattutto piena di energie da dare! Abbiamo vissuto questo lock-down a sistemare e rinnovare quello che in realtà non abbiamo mai avuto il tempo di sistemare e devo dire che i risultati sembrano esserci stati, vedo tanti sorrisi e gente felice di essere tornata nella nostra “casetta”. A questo punto incrociamo le dita!

Non è un mistero che siete delle amanti del vintage, il vostro Garage Market è una leggenda. Possiamo definire l’Ortica a vostro avviso il quartiere più autenticamente old school di Milano?

MARINA: Se posso permettermi, direi che l’Ortica è un The Original Old School. Tra le viette del quartiere, nei bar storici della zona, senti il sapore di una comunità con salde radici e un background autentico che da qualche anno sta accogliendo nuove generazioni. Come fosse un Garage Market, Vintage and Hand Made insieme sulle note di musica Rythm N Blues. Questa è Ortica!

 

VERONICA: Amanti del vintage? Chi? Io? Vivrei in mezzo a un mercatino delle pulci a vita. Riguardo al quartiere Ortica lo definirei vintage, ma nello stesso tempo alquanto underground. C’è il famoso ponte viola (per Google Maps Cavalcavia Buccari, ndr) che unisce il passato con il futuro. Ci sono tanti giovani che danno vita a questo quartiere, ma non da sottovalutare la presenza storica di tanti anziani di cui non potremmo fare a meno e che a mio parere sono indispensabili per rendere autentico tutto ciò. Ortica è da scoprire e più la vivi, più te ne innamori.

So che vivete entrambe all’Ortica, oltre alla comodità lavorativa, perché avete deciso di abitarci?

MARINA: Principalmente la scelta avvenne proprio per una questione pratica, questo lavoro ti avvolge e ti coinvolge a 360°. Vivere le dinamiche di quartiere è importante per sentirti parte di esso. La Balera ha un ruolo importante qui ed era necessario svegliarsi con gli stessi suoni e colori di coloro che ci vivono intorno.

 

VERONICA: A essere sincera, sono l’unica della famiglia che vive – ancora per poco – in Porta Venezia, ma diciamo che sono un po’ a metà: di fatti è più il tempo che passo in Balera che quello che sto a casa. Posso rispondere a questa domanda tranquillamente, comunque (ride, ndr), perché tra meno di un mese mi trasferirò proprio in Ortica. Ho comprato qui perché si sentono le cicale e la mattina ti godi il silenzio vero del quartiere, non c’è il caos metropolitano ma se lo vuoi sei a 8 minuti di macchina e a 15 di tram dal centro.

 

 

foto di Carmen Colombo
foto di Carmen Colombo

Ultimamente il quartiere si sta popolando di giovani creativi; dalla vostra posizione di osservatrici privilegiate potete farci l’identikit del nuovo abitante dell’Ortica?

MARINA: Libero e con l’atteggiamento di chi si sente autentico; cosa fondamentale al giorno d’oggi dove siamo tutti ancor più omologati da Instagram e social vari, sentire che ci sono persone che vogliono fare la differenza nei contenuti.

 

VERONICA: Ortica è un quartiere relax, dai tempi lenti della periferia popolare, gente pigra che passeggia, ma anche un’anima autentica “rock n roll” ricca di persone che hanno vissuto storie intense, negli anni 70, segnate dalla prima malavita e dalle origini popolari. Una “giovane” come me non può che esserne attratta e rispettare la storia e i segreti di questo piccolo “ghetto” che sta vivendo una stagione hipster – dalla quale sono molto affascinata.

Quali iniziative avete attivato per rilanciare la Balera post-Covid?

MARINA: Abbiamo pensato a una ripartenza al rallentatore; un qualcosa che non rincorresse il divertimento – pensando che l’esperienza culinaria dovesse diventare il punto di partenza. E si sa che intorno al buon cibo nascono le migliori sinergie. E con il concetto di “Cena a casa di mamma” abbiamo dato una marcia in più la cucina. Ora si può bere un bicchierino di Lambrusco assaporando una bruschettina “pependun’ e ov’” (ricetta abruzzese) sin dalle ore 18.30, dalle 20 il via alla cucina in grande stile. Il giovedì, venerdì e sabato si riapre la Sala da ballo con cena e musica dal vivo – dove i tavoli saranno posizionati all’interno della pista. Non si potrà ballare ma si potrà passare una serata cenando e ascoltando dell’ottima musica e, perché no?, cantando dal tavolo. Nello specifico il giovedì abbiamo una serata chiamata SUMMER SWING “TUTTISEDUTI” (una serata storica della Balera dedicata ai ballerini di swing dove ora le band avranno la loro rivincita perché potranno essere amate e ascoltate non solo se i brani sono ballabili). Il venerdì e sabato, invece, la serata “CANZONISSIMA DAL TAVOLO” prevede cena e karaoke dal posto con il super duo/trio “Casino Picante”, che saprà coinvolgere il pubblico con un repertorio che va da Jannacci a Lady Gaga.

 

VERONICA: Credo che Mari sia stata efficiente nella risposta; quello che posso aggiungere è che abbiamo altri mini-progettini che sono lì dietro l’angolo ma che per ora preferiamo non tirare fuori per scaramanzia e anche un po’ perché dobbiamo capire se possono essere fattibili con le norme di sicurezza Covid, speriamo in bene. Vorrei però approfittarne per sponsorizzare la novità di quest’anno in Balera, il nostro aperitivo (anche se odio chiamarlo così); ribattezziamolo un pre-cena a suon di vinello e taglieri di mamma Romagnoli e non. Che dire, vi aspettiamo!

La colonna sonora dell’estate 2020 della Balera (da ballare rigorosamente sul posto)?

MARINA: La mia SAFRONIA B di Calvin Boze. Sono una ballerina di lindy e boogie woogie e dopo mesi di fermo ero terrorizzata perché le mie gambe non sentivano più nulla e il cuor non sentiva che il costante suono dei battiti. Poi qualcosa accadde poco fa: mentre scrivevo il menu della Balera sulla lavagna, Spotify mi ha tirato un calcio nel culo sparando questo brano. Le mie gambe ballavano, il cuore batteva in petto e dalla gioia di provare ancora un’emozione del genere mi è scesa una lacrima. Poi la musica finì e mi accorsi che intorno a me la mia famiglia mi guardava come se avessi deciso di entrare nuda in supermercato. Rende l’idea?

 

VERONICA: Adesso sono in fissa con Musica Francese anni 30-40 e (colpa della mia gemella) con Carmen Miranda; mi mette allegria e un tocco di positività che in un periodo come questo non guastano assolutamente.