Se il nomentano pullula di tedeschi lo dobbiamo a Villa Massimo e al mecenate prussiano Eduard Arnhold che, nel 1910, acquistò questo terreno, allora dei Principi Massimo, già con il fine di dare ospitalità agli artisti suoi connazionali in Italia. Requisita nel dopoguerra, epoca in cui vi bazzicavano Guttuso, Moravia e la Accardi, è stata restituita nel 1956, riprendendo le porte ai borsisti. Tra le iniziative da segnalare, mostre, concerti, le giornate in cui gli artisti aprono al pubblico gli atelier per mostrare i propri lavori, la festa che celebra in giugno il compleanno del fondatore e, da qualche anno, lo showcase della label elettronica tedesca Raster-Noton.
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Accademia Tedesca Roma Villa Massimo
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