Suo malgrado, l’hamburger è diventato il simbolo di un’alimentazione veloce e “inesorabile”, dove la quantità scavalca a piè pari la qualità. Fortunatamente c’è chi questo piatto goduriosissimo – che di per sé non ha mai fatto del male a nessuno – lo rispetta e lo cura, anche aprendo più sedi.
È il caso di Street Smash, progetto “burger-based” firmato da Beatriz Santillana e Carlos Antón Conde che nasce in Portogallo, a Lisbona, ed è arrivato anche in Svizzera e in Italia. Quella di piazza Bologna è la prima sede romana: un locale piccolo (circa trenta posti), ma dall’arredo molto curato, seppur estremamente semplice e realizzato con pochissimi materiali di piglio “industriale”: tavoli e sedie in metallo, una panca in cemento che fa da seduta comune, neon alle pareti e plexiglass a separare e decorare. La cucina è a vista.
Semplicità e rigore che si ritrovano anche nel menu: tre scelte di burger e tre scelte per le patatine. C’è lo Street Burger (con due patties, ketchup, formaggio, mostarda, cipolla e pickles), il Classic Burger (che si caratterizza per insalata, pomodoro e la street sauce) e il Bancon Burger (con pancetta e secret sauce). Per le fries c’è la versione classica, quella dolce e quella truffle, con salsa al tartufo e Parmigiano. Per le bevande, infine, da segnalare due scelte che danno la caratura di tutto il progetto: acqua in lattina (Wami) e birra Vetra (un’artigianale lombarda), anche questa in lattina. Nulla di superfluo: solo poche cose, buone e tutte al posto giusto.