La Schiacciateria dei Maledetti Toscani

Zero qui: mangia e beve toscano.

Contatti

La Schiacciateria dei Maledetti Toscani Viale Gottardo, 35
Roma

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 19–02
  • mercoledi 19–02
  • giovedi 19–02
  • venerdi 19–02
  • sabato 19–02
  • domenica 19–02

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da Nicola Gerundino il 18 novembre 2016
Aggiornato il 26 gennaio 2017

In principio era il ristorante, dove i toscani sono sempre maledetti nei secoli dei secoli, perché con quello che riescono a fare a tavola la dannazione per gola e un posto nel relativo girone infernale sono più che garantiti. Ristorante, dicevamo, situato vicino a piazza Mazzini, centrato su piatti tipici, ma con divagazioni marine e sconfinamenti in altri ricettari regionali. La Schiacciateria arriva qualche anno dopo e viene piazzata a Monte Sacro – su quel viale Gottardo che ormai è un eldorado del godimento culinario e bevereccio – traslando i Maledetti Toscani dalla dimensione ristorante a una più vicina alla strada. Il locale è piccolo e dà proprio l’idea di un “vinaietto” come tanti ce ne sono a Nord di Montalto di Castro – con delle luci più soffuse sarebbe spicciato. C’è un bancone dove ci si può sedere e ordinare, ci sono alcuni tavoli più o meno grandi che il caso determina se siano liberi o meno, altrimenti ci pensa l’oste a mescolare e unire commensali sconosciuti, con un piacevole effetto di convivialità spontanea da tavolata (agevolata da diversi bicchiere di rosso). La carta mangereccia si divide in quattro sezioni per le quali diamo sempre lo stesso consiglio: assaggiare quanto di più toscano e “unto” ci sia. Partendo dai taglieri, ad esempio, sono da segnalare quello Del Cacciatore (oca, cervo, cinghiale, anatra) o Del Grigio (con salumi di Grigio del Casentino, una particolare razza di maiale dell’aretino, presidio Slow Food). Poi ci sono i Cocci, ovvero piccole porzioni di piatti caldi servite in ciotoline, tra cui vincono la papa al pomodoro, la coda in umido e l’agnello con i carciofi, con cinghiale e trippa a seguire; si chiude con le Schiacciate e i Panini, i primi riempiti con salumi e formaggi, i secondi con gli intingoli dei cocci e con qualche aggiunta, tipo il lampredotto. La schiacciata viene servita sempre calda qualsiasi cosa ordiniate. Piacciono anche i dolci, e come vino (alla mescita) meritano il Brunello e il Chianti (meno convincente il Morellino). Spartano, ma carino, prezzi alla mano, ma di sostanza e giusta qualità. Lo riconoscete perché ha i vetri esterni più appannati di quelli di una sauna finlandese.