Atomic Bar

Chiuso definitivamente

Zero qui: Ci ha lasciato il fegato

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Atomic Bar Via F. Casati, 24
Milano

Scritto da La Redazione il 1 giugno 2015
Aggiornato il 18 settembre 2018

Il primo discobar di Milano. Il primo con la postazione fissa per dj. Il primo a lanciare l’arredamento lounge, vintage o come dir si voglia. Vanta innumerevoli tentativi d’imitazione, anche ben riusciti, ma l’Atomic è sempre l’Atomic: la sua insegna, un missile al neon di un rosso intensissimo, ti attira da lontano. Resiste da anni, anzi la gestione Tucci l’ha riconfermato alla grande, nonostante i diverbi con il vicinato e con l’annonaria, in una delle poche zone ancora pittoresche del centro: il quartiere africano fra corso Buenos Aires e piazza della Repubblica. Ambiente eterogeneo, con molti stranieri, l’Atomic è il posto dove la notte comincia, dove gli sconosciuti ti invitano alle feste, dove amava ubriacarsi Joe Strummer quando passava da Milano. La storia delle centomila serate impregna le pareti, puoi sentirla appena entri. È l’aria viziata della festa, quella sudata, alcolica, mista a un po’ di fumo, fastidiosa solo all’inizio, poi ti abitui. Scelte musicali di qualità, dall’electro alla new wave anni Ottanta, prezzi ancora accessibili, atmosfera stilosa ma rilassata: ti può capire di tornare a casa con in tasca un aggeggio per smettere di fumare, e il biglietto da visita di Gesù. Sempre se ci torni, a casa. “Stop Watching Tv”, ordina l’immagine fissa sul televisore dietro il bancone. Come dargli torto.