La guida di Zero ai migliori festival di giugno in Europa

Appuntamenti storici, giovani riconferme e new entry: i migliori festival europei a giugno secondo Zero

Scritto da Chiara Colli il 28 maggio 2018
Aggiornato il 25 luglio 2018

La valanga di ottimi festival che anche quest’anno attraversano l’Italia fin da giugno è la spia evidente di come l’estate – e non solo meteorologicamente parlando – arrivi sempre prima. Per i più svegli, quelli che invece di aspettare agosto hanno la possibilità (e beh, pure le finanze) di pendersi anche solo un giorno di vacanza nel corso di questo mese, l’Europa, ça va sans dire, non lesina opportunità di fare un weekend a spasso a ritmo di musica, location pazzesche e magari pure qualcosa in più (arte, città da scoprire, addirittura cibo buono). Come ogni anno, c’è l’imbarazzo della scelta e, soprattutto, ce n’è per tutti i gusti: quelli più esigenti, con Heart of Noise, Supersonic e Strange Sounds From Beyond; i grandi classici che non hanno bisogno di presentazioni, Sónar, Worldwide e NOS Primavera Sound; e poi le location incredibili, con la new entry in Albania di Kala, la techno tra gli alberi di Junction 2 e l’Est Europa che non t’aspetti (o forse sì) di Tauron, o le grandi abbuffate pur sempre di qualità (Field Day). Insomma, le alternative ai grandi raduni di massa non mancano: le trovate qui di seguito, in ordine cronologico. E noi ci ritroviamo su queste pagine a fine giugno per i migliori appuntamenti di luglio.

HEART OF NOISE (INNSBRUCK, VARIE LOCATION – DAL 30 MAGGIO AL 2 GIUGNO)

heart of noise
Pensare che il “cuore del rumore” possa trovarsi in mezzo alle Alpi fa un effetto strano. Eppure sono ormai sette anni che Heart Of Noise fa di Innsbruck, alle porte dell’estate, una delle capitali della sperimentazione artistica e sonora. L’edizione 2018 – oltre a continuare a fondere e dialogare con le varie discipline, presentando ad esempio installazioni audio negli spazi pubblici – ha come sottotitolo “Decocooning Society”: si rompono i confni tra musica seria e d’intrattenimento, termina l’apartheid e il cocooning fra questi due mondi, si frantumano costruzioni sonore prestabilite. Un cartellone che presenta apologeti dell’ hardware, futuristi, chitarristi, macchinisti musicali, apocalittici e post-apocalittici, musique deconcrete, padrini e madrine, muovendosi tra Parigi, Chicago, Detroit, Belgrado, Londra, Vancouver, Istanbul, Accra, Berlino, Vienna e Kitzbühel. La ricerca in ambito elettronico è in equilibrio perfetto fra grandi nomi del passato e giovani promesse del presente, con: Jlin, Godflesh, Tim Hecker, Juan Atkins, Arpanet, Lee Gamble e Valerio Tricoli, a cui si aggiungono artisti e musicisti locali, emergenti ed internazionali, e arte digitale.

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FIELD DAY (LONDRA, BROCKWELL PARK – 1 & 2 GIUGNO)

FIELD DAY LONDON

Nato come colonia estiva cittadina degli hipster di Camden, cresciuto sviluppando la qualità degli artisti in cartellone e diventato una realtà. Il Field Day resta l’unico esemplare sopravvissuto, e anche cresciuto con il tempo, di festival urbano nella giunga metropolitana di Londra. Lo zoccolo duro del pubblico resterà pure di manichini con ciuffi e risvoltini all’ultima moda, ma il festival (giunto alla 12esima edizione) sta aprendo anche a sempre più numerose comitive di festivalieri puri e duri – e contiamo che sarà così anche per questa, nonostante lo spostamento dalla venue relativamente storica di Victoria Park nella zona est di Londra al Brockwell Park di Brixton. Il cartellone, da questo punto di vista, aiuta molto, ed è innegabile un grande sforzo nel puntare sulla qualità e non solo sulla cassa dritta: Erykah Badu, Four Tet, Fever Ray, Daniel Avery, James Holden & the Animal Spirit, Charlotte Gainsbourg, Sons of Kemet, Nils Frahm, Tony Allen & Jeff Mills, Thundercat, Panda Bear, The Comet is Coming, Floating Points, tanto per dire. A fronte di una line up monumentale, ricordatevi però di portare i tappi per le orecchie: non tanto per i volumi bassini dei palchi, ma per attutire il disturbo del costante chiacchiericcio di molti presenti nel bel mezzo dei concerti.

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NOS PRIMAVERA SOUND (PORTO, PARQUE DA CIDADE, DAL 6 AL 9 GIUGNO)

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Fosse solo per il Bacalhau a prezzi stracciati e il carattere bonario e amichevole dei suoi abitanti, a Porto ci ritorneremmo a prescindere da tutto il resto. Ma questi, come se non bastasse, hanno pure il Primavera, nella sua versione migliore oserei dire, quella che non contempla la FOMO (fear of missing out) e rispecchia perfettamente il mood rilassato dei portoghesi, che se ne fregano di avere centinaia di nomi in line-up e preferiscono la qualità della vita. Tant’è che una volta arrivati al Parque da Cidada (un parco vero, non la colata di catrame e terra battuta che vi spacca i piedi a Barcellona) la tentazione di allungare verso l’oceano e restare lì in contemplazione con una caipirinha sulla spiaggia nonostante il biglietto pagato e l’eco dei live che si susseguono è sempre forte. Ma anche nel parco si sta talmente bene che scompare ogni ansia da prestazione e la musica si rivela per quello che dovrebbe: puro godimento. A rendere tutto più gustoso ci sono, infine, i nomi in cartellone, quest’anno forse un po’ più classico, seppure con qualche escursione verso l’elettronica e il clubbing: Nick Cave & The Bad Seeds, A$AP Rocky, Lorde, The War On Drugs, Father John Misty, Mogwai, Nils Frahm, Grizzly Bear, Wolf Parade, Unknown Mortal Orchestra e ancora l’avant-garde di Arca, il suono rissoso di Fever Ray, il fenomeno r’n’b Kelela, l’hip hop di Vince Staples e Tyler, The Creator e – come dicevamo – alcuni degni rappresentanti della scena elettronica come Jamie XX, Floating Points, Four Tetm Talaboman (l’unione di John Talabot e Axel Boman), Joe Goddard (l’anima di Hot Chip), Marcel Dettmann, Motor City Drum Ensemble, Denis Sulta, Levon Vincent, Mall Grab e Helena Hauff.

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JUNCTION 2 (LONDRA, BOSTON MANOR PARK – 9 GIUGNO)

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L’anno scorso, alla sua prima edizione, Junction 2 ci è proprio piaciuto. Sgombrando subito il campo dagli equivoci, questo è un festival che ha come comune denominatore la techno e qualche variante un po’ più soft, punto. Nella babele di eventi estivi londinesi non può essere che un pregio. C’è chi vuole occupare tutto lo spettro musicale, dal folk alla dark ambient, e spesso fa un buco nell’acqua qui e là. La line-up di Junction 2 di quest’anno conferma invece il trend 2017 e presenta una sequela di artisti feticcio per i clubber. Carl Cox e Adam Beyer, Nina Kraviz, Dixon b2b Ame, Len Faki e, applaudistissimi lo scorso anno qui, i Tale of Us conducono le danze dai 5 palchi. Ah, dimenticavo, i palchi, altro punto di forza del festival. C’è quello nel folto tra la boscaglia a cui arrivi seguendo lucine e le mirrorball, la tenda Warehouse, buia e sudatissima, The Hex, in una vastissima piana a catino e l’incredibile The Bridge, uno stage ricavato tra i pilastri dell’autostrada M4 che corre sopra. La sublimazione di Junction 2, tra la polvere della ghiaia che si alza e la volumata possente, è tutta qui.

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SÓNAR (BARCELLONA, VARIE LOCATION – DAL 14 AL 16 GIUGNO)

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È di circa 12 anni luce la distanza che dovranno percorrere i messaggi sonori realizzati da Autechre, The Black Madonna, Nina Kraviz, Squarepusher, Laurent Garnier, Alva Noto, Jean-Michel Jarre, Lorenzo Senni e altri 27 artisti vicini al festival, che sono stati sparati nello spazio per raggiungere la stella Luyten. Intorno a essa orbitano due pianeti, uno è chiamato GJ273b e pare possa ospitare qualche non ben specificata forma di vita. Questa nuova e straordinaria campagna di comunicazione che vede coinvolti anche prestigiosi centri di ricerca come lo IEEC (Catalonia Institute of Space Studies) e il METI International (Messaging Extra-terrestrial Intelligence) vedrà i suoi risultati nel 2030. Nell’attesa, per fortuna ci sono solo poco meno di mille chilometri che separano Milano da Barcellona, o banalmente qualche ora di aereo (da ovunque voi stiate leggendo), e c’è un festival dalla line up stellare che capta il meglio delle declinazioni musicali elettroniche e contemporanee come fa ormai da 25 anni (andate a vedervi anche la mostra di un quarto di secolo di campagne di comunicazione e line up per capire quando sono sempre stati avanti). La musica terrena che ci porterà in chissà quale orbita spazierà dal miscuglio di post-punk, disco e psichedelia del Congo dei KOKOKO!, all’immaginario videoludico giapponese su basi UK con Kode9 e il visual artist Kōji Morimoto, passando per il mistero italiano neomelodico Liberato, la band virtuale di Damon Albarn e Jamie Hewlett, i Gorillaz, DESPACIO, la discoteca perfetta di James Murphy e dei 2manydjs, le sperimentazioni viaggiose di Laurel Halo e il meglio dei 4/4 house e techno con Laurent Garnier, Tony Humphries, Ben Klock, Dj Nobu, Black Coffe, Objekt, Charlotte de Witte e molti altri. Siamo davvero gli unici a ballare nell’universo? “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è” cantava Raf. Io non ci credo e quando ballo in Fiera non vedo l’ora di farmi tutti i Sonar fino al 2030 (e oltre) e sperare in qualche nuova forma di vita e di danzatore.

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KALA (DHËRMI/ALBANIA – DAL 20 AL 27 GIUGNO)

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Dopo la miriade di festival in Croazia chissà se la prossima meta da scoprire, tra musica e mare, sarà davvero l’Albania. Gli inglesi ci credono davvero e sbarcano per la prima edizione di Kala sulla spiaggia di Dhërmi. Una bellissima cittadina affacciata sul mare Ionio, praticamente di fronte a Otranto, con diverse spiagge nascoste e incontaminate che possono diventare le vostre mete diurne prima di piazzarvi sotto cassa sotto le stelle in altrettanti dancefloor open air spettacolari: c’è quello in una cala che si può raggiungere solo in barca, quello su una terrazza ricavata da rocce che si affacciano sul mare, quello dentro una foresta, ideale per le ore più calde, o quello più classico al’interno di uno yacht club. Tra i promotori di questa nuova esperienza colonialista inglese troviamo i ragazzi di Phonica, che festeggiano con un summer party i loro 15 anni e portano la bella Peggy Gou, tutto il team di Secretsundaze con in più Lakuti e Tama Sumo, il magazine on line Stamp the Wax che ha deciso di ospitare, tra gli altri, Mister Saturday Night e OR:LA, il party Feelings con Jayda G e Andy Blake e ci sarà anche un tocco d’Italia con il furgoncino di Automat Radio, il progetto di radio-mobile supportato da Emporio Armani. A cui si aggiungono i nomi sempre graditi di The Black Madonna, Todd Terje, Moodymann e Hot Chip. Sul sito trovate tutte le info anche circa le experience extra festival. Non ci saremmo mai aspettati di finire a far clubbing in Albania, ma prima che diventi hype e che dal vicino Salento arrivino tutti qui, un salto è il caso di farlo ora.

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SUPERSONIC (BIRMINGHAM, VARIE LOCATION – DAL 22 AL 24 GIUGNO)

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«For curious audiences». Un sottotitolo che parla da sé, quello del Supersonic, festival nato per appagare le orecchie più avventurose e meno inclini a perdersi tra raduni king size e line up tutte uguali. Nato nel 2003, dopo lo stop di qualche anno fa uno degli appuntamenti virtuosi del circuito di festival devoti alla sperimentazione in campo artistico e musicale è tornato a pieno regime con la notevole edizione dello scorso anno, che anche per il 2018 propone un cartellone prelibato fatto di workshop, talk e mostre, con location fantastiche nel centro di Birmingham e una line up che difficilmente troverete altrove. Gazzelle Twin, Shirley Collins, Dennis Mcnett, Wolves in the Throne Room, Dwarfs of East Agouza, Vanishing Twin, Gnod, Daniel Higgs, Robert Aiki Aubre Lowe, Moor Mother, Andrea Belfi, Terminal Cheesecake, ma anche i The Ex in un concerto per bambini (!!), le performance speciali di Tomaga, Kathy Hinde e Sam Underwood con Graham Dunning nella meccanica modulare del progetto Connected Devices e un “rituale karaoke” dedicato ai Black Sabbath. Chi c’è stato racconta di un festival a misura d’uomo con prezzi accessibili, impianti audio che in Italia ci sogniamo, birre artigianali, mercatino con cibi homemade e location che non t’aspetti nel cuore di una città tutta da scoprire.

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STRANGE SOUNDS FROM BEYOND (AMSTERDAM, NDSM/DE HELLING – 23 & 24 GIUGNO)

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Metti che non hai un kaiser da fare, metti che Amsterdam è pur sempre Amsterdam, metti che vuoi farti una due giorni di totale relax, musica e, ehm, divertimento vario. Questo Strange Sounds From Beyond, che giunge alla sua terza edizione, pare fatto apposta. Due giorni in riva ad un fiume (attenti, ci s’arriva in traghetto, dalla capitale) ee un camping nelle vicinanze, casomai siate patiti di tende, borse frigo e natura selvaggia. A contorno, una line up parecchio ricercata e abbastanza fuori dai canoni. Ci si potrà palleggiare tra Hunee e Mykki Blanco, passando per Equiknoxx, Nurse With Wound, Rabih Beaini, Konono N.1 e Deena Abdelwahed. Non vi bastasse ci saranno i carichi pesanti come Alessandro Adriani & The Hacker, Dopplereffekt, I-F o Dj Marfox. Ik zie je daar.

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TAURON NOWA MUZYKA (KATOWICE, VALLEY OF THREE PONDS – DAL 28 GIUGNO ALL’1 LUGLIO)

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Sul fatto che l’Est Europa sia la nuova frontiera (già da qualche anno, in realtà) dei festival è un segreto che più non è. E la Polonia, tra tutti gli stati, è quello che più di tutti ha saputo accelerare in tal senso. Il Tauron Festival si svolge nella città di Katowice, una delle più attive sul versante della vita notturna e del diverimento-di-noi-giovani. Vi troverete circondati da locali, art nouveau ovunque, e sarete pure a un tiro di schippo da Cracovia, se volete farvi la gitarella nella capitale. Nel mezzo: un festival bellissimo, in un parco (con possibilità di camping). A deliziarvi le orecchie act del calibro di Gas, Arca, cassofilia varia da Carl Craig a Moritz Von Oswald fino a Varg, svarioni elettronici con Fever Ray e Mura Masa, quota black con Sampha e molto, molto altro.

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WORLDWIDE FESTIVAL (SÈTE, VARIE LOCATION – DAL 30 GIUGNO ALL’8 LUGLIO)

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Quel vecchio volpone di Gilles Peterson ci aveva visto lunghissimo: molti festival ora fanno fuoco e fiamme per avere nella prima line up formazioni “world” di qualsiasi tipo, dalle Ande al Kilimangiaro, e lo stesso dicasi per dj che non vadano sul solito 4/4 technoide europeo (e bianco), ma sappiano dare un bel po’ di calore “equatoriale” alle proprie selezioni. Lui questa intuizione ce l’aveva avuta decenni or sono, anzi, ce l’ha avuta da sempre, come se fosse innata, per cui ora se ne sta bello tranquillo sulla spiaggia di Sète con lo scettro e la corona da re dello stare avanti, mentre gli altri sono lì dietro ad affannarsi per recuperare tempo e chilometri di distanza. Alla sua corte questa estate troverete Hailu Mergia, Joe Armon-Jones, Jamz Supernova, Tash LC, Lefto, Kokoroko, Hermeto Pascoal, Juana Molina, Connie Constance, Seun Kuti e tanti altri astri emergenti di sonorità che vanno dall’afro al jazz e all’elettronica. Per i più timorosi di fare nuove conoscenze non mancheranno i nomini per andare sul sicuro: James Holden, BadBadNotGood, Four Tet, Moodymann, Daphin, Amp Fiddler. Party sulla spiaggia, arene vista mare, piedi scalzi e calici di vino pieni. Fate voi….

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HANNO CONTRIBUITO AI TESTI: ALBERTO ASQUINI, NICOLA GERUNDINO, SALVATORE PAPA, RAFFAELE PARIA, ZAGOR