Danilo De Marco

«La mia prima e unica esperienza professionale da barista è da ElitaBar, prima mi occupavo d'altro. Lavoravo in macelleria tra la carne, i salumi e i formaggi. Mi son sempre occupato di quello finché un giorno mi son trovato davanti a persone che hanno creduto e credono in me, le persone di ElitaBar»

Scritto da Simone Muzza il 11 marzo 2016
Aggiornato il 19 giugno 2017

Danilo De Marco, Spencer per gli amici, è nato a Milano il 28 ottobre 1986 ed è il barman di Elitabar. Lo abbiamo incontrato in occasione di Zero Design Festival, quando sarà tra i protagonisti della maratona dei barman e della mostra di bar tools.

ZERO – Come e perché hai iniziato a lavorare al bancone?
Danilo De Marco – Ho iniziato a lavorare al bancone spinto dal desiderio di poter apprendere un nuovo mestiere molto affascinante.

Chi è stato il tuo maestro?
Il mio maestro è stato Oscar Cauli, grande cuoco e grande barman.

Puoi raccontarci la tua esperienza professionale, fino ad arrivare a Elitabar?
La mia prima e unica esperienza professionale da barista è da ElitaBar, prima mi occupavo d’altro. Lavoravo in macelleria tra la carne, i salumi e i formaggi. Mi son sempre occupato di quello finché un giorno mi son trovato davanti a persone che hanno creduto e credono in me, le persone di ElitaBar.

Qual è il primo drink che hai preparato? Com’era?
Il mio primo drink è stato un drink che a pensarci non rifarei. Aveva del gin, dell’irish whisky, Cointreau e pompelmo rosa ed era servito in coppa.

Danilo De Marco al bancone dell'Elita
Danilo De Marco al bancone dell’Elita
 
Quali sono i prodotti ai quali non rinunceresti mai? Puoi stilarci una classifica delle 10 bottiglie con cui ti piace lavorare nella miscelazione e perché?
Le bottiglie di cui al momento non posso farne a meno sono: Campari e Gran Classico come bitter, Cinziano 1757 rosso come vermut “di linea”, Cocchi Dopo Teatro per un vermut rosso con una marcia in più, Tanqueray e Portobello come gin, Nuestra Soledad e Vida come mezcal, Don Julio e Espolón come tequila, Bulleit e High West come whisky bourbon, Rittenhouse come rye whisky, Zubrowska come vodka, La Hechicera e il Diplomatico Blanco per i rum, Cognac della Merlet. Ma soprattutto l’angostura bitter e il Peychaud’s Bitter.

Una parte della bottigliera di Elita bar
Una parte della bottigliera di Elita bar
 
Per Zero Design Festival parteciperai alla maratona di barman in programma domenica 20 marzo al Plastic. Molti a Milano stanno lavorando in questa direzione, migliorando pulizia, bottigliere, ghiaccio e bicchieri. Altri ancora cercano di proporre drink molto difficili (dal Sazerac al Martini per fare due nomi). Come la vedi? È un progetto fattibile?
Questa è una proposta molto interessante. Bere bene anche in discoteca ha solo riscontri positivi secondo me. Ovviamente bisogna considerare delle modifiche nella quotidianità: dalle bottiglie al ghiaccio, dalla drink list a tante altre cose. Ma ripeto, per me funziona come visione.

Che cocktail preparerai al bancone del Plastic per Zero Design Festival?
Al bancone del Plastic preparerò un drink fresco e dissetante. L’ho chiamato Flamingo Ice Tea: Tanqueray, Campari, St. Germain, lime spremuto, acqua tonica, spicchio di lime.

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Qual è l’oggetto a cui non rinunceresti mai mentre lavori, che hai scelto per la mostra “Bar Tools/Cose da bar” che stiamo allestendo alla galleria Plasma del Plastic?
Come oggetto ho scelto il mio grembiule di jeans. Siamo inseparabili e senza mi sento quasi nudo.

É un periodo parecchio favorevole per il mondo dei bar e dei barman a Milano: aprono sempre più locali, alcuni anche di qualità. Qual è il tuo punto di vista? Li frequenti? Quali frequenti? Ti piacciono?
Aprono molti locali a Milano, vero. Mi piace girare molto per provare cose diverse. Mi sembra interessante la direzione che stiamo prendendo. Tra questi Lacerba, Rita, Pinch, Ugo, Dry, 1930, e tanti altri che non finisco più di scrivere se li menziono tutti.

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Che città consiglieresti per un weekend dedicato al bere bene? Perché?
Consiglierei un giro a Roma e Torino.

Tu cosa bevi di solito?
Io di solito bevo Martini Cocktail, Bloody Mary, Margarita, Old Fashion Rye, Sazerac.

Bevi tutti i giorni? Cosa significa per te bere responsabilmente?
Bevo quasi tutti i giorni ma con moderazione. Se lavoro è un semplice assaggio per capire se va bene, mentre se sono di riposo recupero i giorni che non ho bevuto.

E qualora avessi esagerato, qual è il rimedio per riprendersi da una sbronza?
Mi piace bere ma senza esagerare. Nel caso capiti invece, per me esiste solo il rimedio di bere tanta acqua. Se riesco bevo acqua anche fra un drink e l’altro in modo tale da non prosciugarmi completamente.