Le crew che ci fanno ballare a Discosizer

Discosizer è un nuovo club aperto da qualche mese in via Toffetti che si appresta a chiudere egregiamente la sua breve stagione. Abbiamo fatto due chiacchiere con le giovani crew che ci fanno ballare in questo scurissimo basement

Identikit
Nome
Discosizer
mercoledì 9 maggio 2018
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Su via Toffetti si sentono diverse storie. A molti riporta alla memoria after ruspanti in cui almeno una volta a stagione ci si ritrova, perché la voglia di continuare è molto alta e indomabile, mentre altri parlano per sentito dire di feste sud americane. Da qualche mese a questa parte in via Toffetti è nato un nuovo club che rispetto a tutte queste storie è assolutamente un’isola felice: Discosizer. Un basement in via Toffetti che è diventato la novità dell’ultima parte della stagione di clubbing 2017/2018 e che settimana dopo settimana ci ha incuriosito, all’inizio perché non sono stati fatti grandi proclami, poi perché hanno lavorato tenendo tutto abbastanza discreto e con una grafica tanto semplice quanto fica e contemporaneamente vintage ma attuale. Il club a noi di Zero piace molto per diversi motivi: è tutto buio, con solo il neon acceso che riposta il nome del club, l’impianto è un Funktion One, che suona decisamente bene e infine perché a curarne le serate ci sono diverse crew più o meno giovani che ci hanno fatto ballare e che speriamo di rivedere qui anche la prossima stagione. Intanto non perdete l’occasione di andare in questo nuovo club questo sabato per Aux 88 e venerdì prossimo per Margaret Dygas. Per essere sempre sul pezzo abbiamo deciso di fare un’intervista corale con tutte le crew che si raccontano e ci raccontano cos’è per loro Discosizer.

discosizer main


Sorgente Sonora + O300F

Cos’è Discosizer per voi?
Hai presente, quando entri in casa di qualcuno e ti viene detto: “Fai pure come se fossi a casa tua!”? Ecco in questi anni di clubbing, questa è la prima volta che davvero mi sento a casa. Questo è Discosizer, un club in evoluzione, che ti da la possibilità di lavorare in un clima molto leggero. Considera poi che all’età di 31 anni questa diventa la prerogativa principale per poter permettere ai miei progetti di rendere al meglio.

Come, quando, perché nasce la vostra crew?
Porto all’interno di Discosizer due progetti: Sorgente Sonora e O300F. Sorgente Sonora ve lo racconto dagli albori. Dopo aver deciso di dare l’addio ai mitici party Only300, con il mio socio decidiamo di ripartire da zero. Volevamo riavvicinarci alle sonorità che contraddistinguevano la nostra etichetta discografica (che prendeva lo stesso nome del party Only300). Iniziano così due anni fantastici con Rosemary Sauce: un party senza una cadenza fissa, la cui caratteristica erano le location in cui si teneva, che potevano variare da chiese sconsacrate ai più classici warehouse. Un party senza dimora fissa. In contemporanea c’era anche Frames, che per la stagione invernale 2014/2015 ha accompagnato tutti i nostri sabati al Legend Club di viale Enrico Fermi. Ecco da qui, da questa premessa nasce poi Sorgente Sonora. Alla fine di quella stagione, abbiamo deciso di provare a fare un passo in più rispetto a quello che già si stava facendo. Così incontriamo i due Matteo, Dario, Gibba e Camilla, i ragazzi di Subculture. Avevamo le idee musicali molto vicine, ci siamo detti perché non proviamo a far qualcosa insieme e concentrare quel che riguarda quel determinato tipo di sound in un unico Party? Ci fu la possibilità quell’estate di prendere il Tunnel Club e non ce la facemmo scappare… be’ poi la storia la conoscete e ci ritroviamo ora in via Toffetti.

Per quel che riguarda l’altro progetto O300F, è un’idea nata ultimamente. Dopo gli showcase di Barcelona, Zurigo, Venezia Roma, Genova, Pescara ho voluto dare l’opportunità agli artisti della mia agenzia di esibirsi in una piazza importante come Milano… mi chiederete perché non proporli a Sorgente Sonora? Talvolta le sonorità non collimano e bisogna anche fare dei
ragionamenti economici. Sono soddisfatto di come è andato il primo evento, vedremo il futuro cosa ci riserverà.

Quali sonorità vi caratterizzano? Che tipo di artisti ricercate e presentate al club?
Se la domanda sulle sonorità me l’avessi fatta tre anni fa sarei stato in grado di risponderti più precisamente, oggi la varietà del sound che propongono gli artisti che bookiamo o dei resident stessi è talmente ampia che non saprei darti una definizione vera e propria. Sorgente Sonora ha un circuito abbastanza chiuso di artisti (che non è assolutamente una nostra volontà) ma, come avrete potuto notare, di anno in anno abbiamo più o meno ripetuto gli stessi artisti (Zip, Raresh, Tini, Margaret Dygas, Binh, Nicolas Lutz, Onur Ozer), ai quali poi se ne sono aggiunti altri, ma il giro è quello un po’ perché ci siamo affezionati, un po’ perché gli eventi durante l’anno non sono stati moltissimi e quindi cerchiamo di dare la priorità a loro, e se poi c’è la possibilità di proporre anche qualcosa di nuovo e interessante, di certo non ci tiriamo indietro.

I tre elementi fondamentali che un club deve assolutamente avere.
Ambiente sereno, Soundsystem di qualità, ufficio comodo e spazioso.

Prima e dopo una serata al club, cosa fate?
Sembra quasi fatto apposta, ma puntualmente ogni giornata che precede l’evento al club è sempre molto incasinata. Tanti impegni che si accavallano e appuntamenti dell’ultimo secondo. I piani che ti sei prefissato la sera prima, in cui immagini di avere una giornata tranquilla, qualche piccolo sbattimento, un po’ di relax e poi carichi alla serata, vengono sempre scombussolati. Nel 99% dei casi ceno con l’artista (dopo ovviamente essere riuscito a malapena a farmi una doccia) che poi si esibirà al club, a volte può capitare anche che vada all’aeroporto a prenderlo. La serata mi porta via un sacco di energia psicofisiche, quindi finito l’evento, finiti i conti, corro a casa a rilassarmi finalmente in compagnia della mia amata e della mia cagnolina.

sorgentesonora


Orbiter

Cos’è Discosizer per voi?
Discosizer, oltre ad essere un ottimo contenitore per la concezione di eventi che noi vogliamo inscenare, rappresenta un’opportunità per creare qualcosa di competitivo e fresco nella scena della nightlife Milanese.

Come, quando, perché nasce la vostra crew?
Orbiter è la naturale conseguenza di un sentimento condiviso da più persone. Nasce dall’impellente necessità di voler esprimere e comunicare la nostra ideologia che, metaforicamente, viene rappresentata dalla funzione esplorativa delle sonde aerospaziali. L’avanzata tecnologica delle sonde aerospaziali, che ci consentirà di scoprire nuove parti di galassie e universi, nasconde in realtà un lavoro trasversale fra i tecnici più disparati che cooperano innescando il progresso e quindi il futuro. Cosi è Orbiter. Dietro al sipario della serata in realtà c’è un team di creativi attivi in diversi settori (tecnici audio, video maker, produttori musicali, scenografi, animatori grafici, illustratori etc etc) che interagiscono per donare un’esperienza non solo sonora ma anche visiva e percettiva, stimolando l’immaginario degli utenti, trasportandolo in contesti inusuali.

Quali sonorità vi caratterizzano? Che tipo di artisti ricercate e presentate al club?
Non rinchiudersi all’interno di un solo genere o di precise sonorità è un punto fondamentale dell’ossatura di Orbiter. D’altronde, l’Orbiter non è altro che una sonda aerospaziale mandata in avanscoperta della Luna. Siamo un evento d’esplorazione sonora, quindi cerchiamo di portare l’orecchio di chi ascolta in posti non convenzionali, lontani, estremi, onirici.

I tre elementi fondamentali che un club deve assolutamente avere.
Soundsystem, soundsystem, soundsystem.

Prima e dopo una serata al club, cosa fate?
Orbiter è un evento che richiede un certo impegno, quindi prima di una serata lavoriamo affinché tutto possa andare al meglio dedicando tempo alla cura dei dettagli. Dopo la serata? Be’ ci riposiamo.

copertina egyptian lover


Reibu

Cos’è Discosizer per voi?
La nuova realtà milanese che tutti aspettavamo da tempo. È diventata subito la nostra tana, sposa a pieno la nostra idea di sound e di festa. Uno spazio minimale ma con tutto ciò che riteniamo essenziale per Reibu.

Come, quando, perché nasce la vostra crew?
Reibu nasce 3 anni fa chiacchierando. Nonostante lo scenario milanese stesse già iniziando a crescere esponenzialmente sentivamo ancora la mancanza di una realtà che potesse offrire un sound più innovativo e ricercato nelle realtà europee per noi più intriganti. A 3 anni di distanza ci sentiamo soddisfatti, ma abbiamo ancora molto da offrire. Siamo riusciti a collaborare con artisti che abbiamo sempre seguito e che come noi hanno lo stesso obiettivo nella loro città, offrire un concetto di festa dove la musica è sempre al centro di tutto ciò che facciamo.

Quali sonorità vi caratterizzano? Che tipo di artisti ricercate e presentate al club?
È difficile indicare in un solo genere le nostre sonorità. I nostri interessi sono rivolti a tutta la musica elettronica in generale, infatti le nostre infinite ricerche di dischi ci portano ad ascoltare e ad apprezzare diversi tipi di genere. Sicuramente in una realtà come quella di Discosizer le nostre sonorità sono attinenti principalmente a techno, electro e break beat. Abbiamo proposto artisti che sono capaci di spaziare da un genere all’altro in un solo set e questo ci ha caratterizzato molto durante questi 3 anni. La versatilità è una caratteristica che ricerchiamo sempre negli artisti che presentiamo.

I tre elementi fondamentali che un club deve assolutamente avere.
Impianto, impianto, Impianto

Prima e dopo una serata al club, cosa fate?
Controlliamo di non esserci dimenticati di nulla sia fuori a cena con gli ospiti che dopo. Poi quando possiamo continuiamo, a far festa ma solo con i più affiatati. Molti artisti spesso non vogliono fermarsi, e noi cerchiamo sempre di accontentarli.

Reibu


MX Lab Milan

Cos’è Discosizer per voi?
Discosizer per noi è sicuramente la più bella novità del 2018, rappresenta una nuova esperienza di clubbing a Milano, spinto da tanti appassionati. Inoltre offre uno spazio di aggregazione a misura di clubber dove la qualità musicale e l’approccio friendly la fanno da padrone.

Come, quando, perché nasce la vostra crew?
La nostra crew nasce nell’ottobre del 2014 da un’esigenza personale mia (Fabio) e di Marco, eravamo abbastanza saturi della proposta techno in città mentre nel resto d’Europa una nuova ondata techno più industriale e introspettiva iniziava ad instaurarsi tra club e festival. L’occasione arriva appena ci offrirono questo spazio in Toffetti da gestire a nostro piacimento per concept e proposta musicale. L’idea fin da subito è stata quella di creare uno spazio ideale per godersi musica fuori dai canoni italiani dove realmente si possa favorire l’espressione mentale di ogni singolo individuo, da qui il nome Mental Xpression Lab.

Quali sonorità vi caratterizzano? Che tipo di artisti ricercate e presentate al club?
Sicuramente la techno è al centro del progetto, le sfumature che più ci contraddistinguono sono quelle più scure, mentali, viscerali e metalliche. Proponiamo artisti che nelle loro performance o produzioni offrono un contributo personale e non standardizzato dai canoni dell’industria musicale, vedi Adam X che ha una carriera trentennale fino a Phase Fatale o Ansome che son portabandiera di due movimenti techno distinti ma profondamente attuali e freschi: il continuum tra vecchia e nuova scuola è fondamentale nelle nostre scelte.

I tre elementi fondamentali che un club deve assolutamente avere.
Sicuramente un club deve essere denso di empatia alimentata da un ottimo sound system, come il Funktion one che propaga energia grazie alla selezione musicale dell’artista. Pensiamo che queste 3 caratteristiche si debbano muovere in maniera costante e incessante durante tutto l’arco della serata, generando un’unica grande onda emozionale vissuta simultaneamente da
clubbers, artisti e crew.

Prima e dopo una serata al club, cosa fate?
Il giorno dell’evento è sempre qualcosa difficile da descrivere. L’evento inizia nel momento in cui apriamo gli occhi il sabato mattina, elettrizzati e “sul pezzo”, ognuno di noi ha il suo copione da rispettare, tendenzialmente si vengono a formare dei gruppi di lavoro. Marco e Fabiana si occupano dell’accoglienza e dell’intrattenimento degli artisti al loro arrivo in città mentre io (Fabio) e Damiano ci occupiamo dell’allestimento della consolle e del sound check, Rodolfo invece è più solitario nel preparare al meglio installazioni video e luci. Il momento comune dove tutti ci troviamo dopo il primo step è sicuramente la cena, che è anche il momento forse più emozionante perché ti relazioni con artisti che girano il mondo e che sostanzialmente hai sempre venerato. Vederli seduti difronte a te a chiacchierare di clubbing e problemi del mondo li rende sicuramente più vicini a noi e quasi parte integrante del progetto stesso. È davvero una sensazione unica.

Dopo la serata il sistema nervoso di ognuno di noi è sicuramente più slegato, leggero e tutte le fatiche di un mese vengono ripagate da sorrisi, abbracci, chiacchiere tra clubbers, noi e gli artisti. La sinergia è davvero totale, a volte dobbiamo farli uscire a forza anche se staremmo a parlare con loro di musica e questo è uno dei momenti più appaganti perché ci rendiamo conto che realmente abbiamo follower che sono spinti da una passione molto forte. Questa è la soddisfazione più grande per tutti noi.

MXLab


YAY

Cos’è Discosizer per voi?
Discosizer è un club dove possiamo esprimere al meglio la nostra musica, fatto di persone che la vivono nella stessa maniera in cui la viviamo noi, e lavorare in un ambiente del genere è sinonimo di sinergia.

Come, quando, perché nasce la vostra crew?
Yay nasce nel 2010 dalla voglia di riportare nella propria città la cultura della musica elettronica. Un progetto a lungo termine nel quale si è investito soprattutto in perseveranza e convinzione delle proprie idee e che ha come intento quello di portare in console non i soliti artisti super gettonati, ma cultori dell’underground e creare con loro un feeling che va oltre il dj set. Nonostante le difficoltà iniziali, i pochi club e l’ostinatezza di alcuni proprietari che pensano solo al bussiness siamo comunque riusciti in questi anni a creare qualcosa di consolidato e apprezzato, soprattutto oltre i confini italiani.

Quali sonorità vi caratterizzano? Che tipo di artisti ricercate e presentate al club?
Non ci sono sonorità che ci caratterizzano in particolar modo. Abbiamo sempre cercato di portare innovazione, senza seguire troppo tendenze o generi musicali. La dinamicità nella scelta degli artisti è parte fondamentale del nostro progetto.

I tre elementi fondamentali che un club deve assolutamente avere.
Impianto audio, organizzazione, location.

Prima e dopo una serata al club, cosa fate?
Prima del party ci prendiamo cura dell’artista e di tutta la logistica. Dopo il party, se non si è stanchi, solitamente si rimane in compagnia degli amici e dell’artista ad ascoltare un po’ di musica da qualche parte.

Yay