Blutopia

ZERO hier: Scopre nuove perle di musica jazz e ascolta concerti, tra una chiacchiera e un bicchiere di vino.

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Blutopia Via del Pigneto, 116
Roma

Zeitplan

  • lunedi 16–20
  • martedi 11–20
  • mercoledi 11–20
  • giovedi 11–20
  • venerdi 11–20
  • sabato 11–20
  • domenica chiuso

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Geschrieben von Martina Di Iorio il 19 Mai 2016
Aggiornato il 19 März 2019

Realtà viva e vegeta nel cuore del Pigneto, a due passi dalla stazione della metropolitana, Blutopia è il negozio di dischi per gli appassionati di jazz, ma anche molto altro. Non solo perché fra i tanti scaffali si possono trovare le ultime novità rock o le ristampe della new wave più oscura, non solo perché condivide i suoi spazi con Satellite, il negozio gemello con vinili d’annata e libri vintage, ma soprattutto perché Blutopia è un punto di incontro, un luogo dove ci si sente fra amici. Clientela affezionata e gestori appassionati si ritrovano a bere insieme un bicchiere di vino appena preso nell’enoteca dalle pareti confinanti, magari ascoltando una delle ultime uscite della Clean Feed, la prolifica etichetta portoghese che sta pubblicando anche gruppi italiani come Sudoku Killer o Roots Magic, già alla seconda uscita con il loro jazz delle radici che ripesca nel blues del delta, gruppo dove alla batteria c’è proprio Fabrizio Spera, uno dei gestori di Blutopia. Alle pareti, accanto alle novità, vinili Impulse d’epoca e gigantografie in bianco e nero dei padri del free jazz. E poi ci sono i concerti. Sì, i concerti, perché Blutopia ha anche una ricca programmazione live. Almeno una volta a settimana una delle stanze del negozio si trasforma in sala da concerti. Allontanati gli scaffali e posizionate le sedie, come per magia appaiono strumenti ed amplificatori e sul palco improvvisato si affacciano musicisti che hanno suonato nei più importanti festival jazz internazionali. Maestri dell’improvvisazione come Giancarlo Schiaffini e Mike Cooper, che qui è di casa, stelle nascenti d’oltreoceano come Ava Mendoza e Tomeka Reid ed infiniti altri musicisti hanno calcato quel pavimento mutato in palco, proponendo set sempre intensi, spesso registrati, finiti talvolta per diventare uscite discografiche a loro volta.
Carlo Cimmino