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Soundscapes: il volto elettronico di Mason Bates

Il compositore statunitense torna all'American Academy per un pomeriggio e una notte di suoni sintetici

Geschrieben von Nicola Gerundino il 6 Mai 2024
Aggiornato il 8 Mai 2024

Un auditorium con le poltronissime e un club vissuto e segnato da notti di frequenze basse e sudore possono sembrare due luoghi agli antipodi, seppur appartenenti allo stesso grande universo della musica e del suo ascolto. Una convinzione di lunga data dura a essere scalfita, ma che ormai non è più una cortina invalicabile grazie al rinnovo generazionale di pubblico, musicisti e compositori. Mason Bates appartiene a questa nuova generazione musicalmente meticcia e da sempre riporta la sua passione per l’elettronica nei suoi lavori più classici.

La riporta anche nel suo appartamento, come ci hanno rivelato alcune dirette social fatte dal suo soggiorno, dove due piatti Technics in chiaro assetto da djing hanno fatto da sfondo alle sue parole in risposta ad alcune domande fatte dai suoi follower. Mason Bates ha anche un suo moniker notturno, Dj Masonic, con il quale ogni tanto si presenta nei club e in sale concerti dal piglio più notturno. Così ad esempio si è presentato in un recente evento al San Francisco Public Works dedicato alla musica di Juan Atkins, dove la musica del producer e padre della techno di Detroit si è unita agli strumenti a corda della Mercury Soul String Orchestra.

 

Proprio l’elettronica è la chiave con cui Mason ha deciso di riaprire le porte dell’American Academy, che nel 2004 lo aveva accolto come borsista. Un ritorno orchestrato anche grazie alla collaborazione con l‘Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che negli stessi giorni (dal 9 all’11 maggio, all’Auditorium Parco della Musica) ha affidato al pianista Daniil Trifonov e al direttore Jakub Hrůša la prima italiana del suo „Concerto per pianoforte“.

Venerdì 10 maggio all’American Academy Mason Bates non indosserà il frac, bensì i panni più casual del clubber, e non sarà circondato da orchestrali, ma da un quartetto di dj e musicisti elettronici che lo accompagneranno nei padiglioni del giardino esterno dell’Accademia dal tardo pomeriggio (ore 18:00) fino alla mezzanotte: Ehua, dj italo-ivoriana residente a Londra; Mary Gehnyei, dj di stanza a Roma; da Milano Palm Wine, progetto dell’artista Simone Bertuzzi, che è stato Italian Fellow nel 2018; infine Polysick, ancora da Roma. Un viaggio di sei ore filate dall’ambienta alla techno, in una cornice unica e con ingresso gratuito su registrazione (che ha fatto già registrare il sold out). Niente paura però, come in ogni club che si rispetti c’è la waiting list: e chi la dura la balla.