“Prima del temporale” si muove dentro una quiete solo apparente, come quelle giornate primaverili in cui l’aria si fa densa e tutto sembra rallentare poco prima che qualcosa si spezzi. È proprio questa sospensione a diventare materia viva dello spettacolo, un tempo fragile che si dilata, poi si comprime e avvolge ogni parola.
Umberto Orsini abita la scena con una precisione quasi fragile. Il suo è un corpo attraversato dal tempo, che trattiene e lascia filtrare crepe emotive senza mai renderle esplicite. Ogni battuta sembra arrivare da lontano, come se fosse già consumata prima ancora di essere pronunciata. Il suo non è soltanto un esercizio di memoria, di nostalgia, è più un omaggio al teatro, ai ricordi ed alle emozioni che è in grado di generare nel e nonostante il tempo.
Si ha la sensazione che tutto potrebbe cambiare da un momento all’altro, e invece resta sospeso. Ed è forse questa la scelta più radicale: non mostrare la rottura, ma restare ostinatamente prima. In quel punto instabile e umano in cui riconosciamo qualcosa di nostro, qualcosa che riguarda il tempo dell’attesa, e la difficoltà — spesso insopportabile — di attraversarlo. Perché in fondo è strano come tutto possa cambiare da un momento all’altro, e tuttavia nulla cambi davvero.
ORARI
Martedì 5 maggio 20:00
Mercoledì 6 maggio 2026 19:00
Giovedì 07 maggio 20:00
Venerdì 08 maggio 20:00
Dabato 09 maggio 19:00
Domenica 10 maggio 17:00
Written by Andrea Di Corrado