Torna il consueto appuntamento annuale con il miglior non-festival dell’estate romana. Quest’anno poi la creatura arroccata su un tetto privato nei vicoli di Arco di Travertino abbraccia definitivamente l’età adulta, lasciando indietro infanzia, adolescenza e giovinezza e abbracciando i meravigliosi trent’anni.
Si festeggia con quattro appuntamenti, come al solito dedicati alla migliore musica creativa e sperimentale in circolazione, da ogni parte del mondo. Domenica 5 Luglio tocca a Sandy Chamoun, Anthony Sahyoun e Jad Atou, tre dei più iconici musicisti della sempre affascinante scena sperimentale libanese. Nel progetto Ghadrغدر formano un monolite sonoro attraverso chitarre, loop e melismi arabi affascinante e suggestivo.
Domenica 12 è invece il turno con quella che forse è la punta di diamante dell’intera rassegna. Da New York arriva il progetto collaborativo tra i fratelli iraniani Mohammad e Mehdi, che insieme si fanno chiamare Saint Abdullah e il batterista Jason Nazary, vero e proprio pilastro della scena sperimentale statunitense. I tre danno vita a una musica indefinibile in cui tape recordings, improvvisazione jazz e un abile taglia e cuci di sample spostano continuamente la prospettiva d’ascolto lasciando meravigliosamente straniati.
Il 19 Luglio torniamo in Italia con il duo composto da Silvia Tarozzi e Stefano Pilia, tra i musicisti sperimentali italiani più apprezzati anche all’estero. I due presenteranno materiale presumibilmente tratto dall’ultimo album della Tarozzi, il bellissimo “Lucciole” (uscito per l’ottima etichetta americana Unseen Worlds): una raccolta di quindici perle avant-garde che attraversano folk, jazz, cantautorato e improvvisazione.
Si chiudono i battenti domenica 26 Luglio con il live di Alessandro “Asso” Stefana, con un palmares invidiabile di collaborazioni – PJ Harvey, Mike Patton “Mondocane”, Micah P Hinson, Vinicio Capossela, Guano Padano. Folk, colonne sonore e ambient si mescolano in un tappeto sonoro avvolgente e immersivo.
Written by Giulio Pecci