E se arrivassimo quando tutto è già accaduto? In prima nazionale per Romaeuropa Festival, (LA)HORDE e il Ballet national de Marseille ci portano dentro “Après moi, le déluge”, un mondo che sembra aver già superato il punto di rottura. Dodici corpi appaiono dietro un velo mentre il pubblico sta ancora entrando: sono stanchi, accasciati, come se la catastrofe fosse avvenuta prima ancora che lo spettacolo potesse cominciare.
È da questa immagine che Marine Brutti, Jonathan Debrouwer e Arthur Harel costruiscono una discesa di 75 minuti dentro l’esaurimento del presente. Il collettivo, fondato nel 2013 e alla guida del Ballet national de Marseille dal 2019, ha fatto della contaminazione tra danza, cultura digitale, rave e immaginario pop il proprio segno distintivo. Dopo “Room With A View” e “Age of Content,” stavolta sembra chiedersi cosa accada ai nostri corpi quando crisi, violenza e paura smettono di essere emergenze e diventano l’ambiente nel quale abbiamo imparato a vivere il nostro presente.
Il palcoscenico stesso finisce per cedere. Il pavimento si inclina e si apre mostrando una voragine; i danzatori scompaiono e riaffiorano, si stringono in masse, costruiscono piramidi, precipitano nuovamente nel buio. Arrivano creature ancestrali, corpi deformati, acqua, fumo, immagini quasi da horror. Non sembra esserci più un confine netto tra umano e mostruoso, cura e dominio, festa e disperazione. Il titolo attribuito a Luigi XV — “Après moi, le déluge”, dopo di me il diluvio — racchiude una forma terribile di irresponsabilità che oggi sembra riguardare sempre più persone, dentro un crescente individualismo capace di erodere, fino quasi ad annientarla, ogni idea di comunità e di bene comune.
ORARI
Giovedì 1 ore 20:00
Venerdì 2 ore 20:00
Sabato 3 ore 19:00
Domenica 4 ore 17:00
Written by Andrea Di Corrado