Ristorante Jodok

ZERO here: Si ferma lunghe ore a riposare le ossa e le ali

Contacts

Ristorante Jodok Via Ippocrate, 45
Milano

Time

  • lunedi 12:30–14:30 , c–h
  • martedi 12:30–14:30 , 20–22:30
  • mercoledi 12:30–14:30 , 20–22:30
  • giovedi 12:30–14:30 , 20–22:30
  • venerdi 12:30–14:30 , 20–22:30
  • sabato c–h
  • domenica c–h

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Prices

Written by Simone Muzza il 20 July 2015
Aggiornato il 16 September 2016

“I matti vanno contenti/a guinzaglio della pazzia/a caccia di grilli e serpenti/tra il campo e la ferrovia”. Tra le (molte) belle canzoni di De Gregori, quella sui matti mi ha sempre fatto venire i brividi. Mi è tornata in mente l’altra sera mentre mangiavo al Jodok, il ristorante dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini. Qui la cooperativa sociale Fabbrica di Olinda si occupa da anni “di ricostruire accessi ai diritti di cittadinanza di persone con problemi di salute mentale”; detta in maniera meno istituzionale, Olinda ha aperto il Pini alla città (e viceversa) attraverso bar, ristorante, teatro, cinema, ostello, giardino degli aromi, concerti, dj set e mille altre attività, scoprendo che “da vicino nessuno è normale”. Sto divagando, ma la premessa in questo caso era necessaria. Tornando al Jodok, è un’onesta trattoria italiana dove mangiare in giardino a prezzi economici a pranzo e medi a cena. Tra i piatti che abbiamo assaggiato: testaroli al pesto, vitello tonnato, crema di ceci con pesto di noci-acciughe-capperi, bavarese alle fragole. D’obbligo fermarsi anche al Jodok Beach Bar per una birra o un cocktail. Me ne torno a casa contento, fermando il traffico con la mano. Poi attraverserò il mattino con l’aiuto di un fiasco di vino.