Trattoria del Nuovo Macello

ZERO here: Ordina la cotoletta alla milanese

Contacts

Trattoria del Nuovo Macello Via C. Lombroso, 20
Milano

Time

  • lunedi 12:10–14 , 20–22
  • martedi 12:10–14 , 20–22
  • mercoledi 12:10–14 , 20–22
  • giovedi 12:10–14 , 20–22
  • venerdi 12:10–14 , 20–22
  • sabato c–h
  • domenica chiuso

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Prices

Written by Arrigo Razzini il 27 May 2015
Aggiornato il 28 October 2015

La Trattoria nasce nel 1928 come punto di ristoro per gli allevatori che si recavano al vicino macello: la carne da mangiare la portavano direttamente loro. Nel ‘59 si lega alla famiglia Traversone, che negli anni e nelle generazioni (siamo alla terza) l’ha trasformata in uno dei migliori ristoranti della città per atmosfera, rapporto qualità/prezzo e ricerca nella preparazione delle ricette e nelle materie prime; il tutto senza dimenticare le radici di trattoria, con alcune proposte di menu fissi a prezzi popolari anche la sera. La cucina viaggia sicura, ha solide radici nella tradizione italiana ma non ha paura di proporre nuovi piatti o rivisitazioni di grandi classici: come la fantastica cotoletta alla milanese, ricetta storica con tanto di carne rosa all’interno, ma presentazione "artistica". Ci sono piaciuti molto anche i cannoli di paté di fegatino, il risotto coi pistilli di zafferano, i ravioli di olive verdi, broccoli piccanti e gamberi, il baccalà mantecato (“lo facciamo da prima che lo facessero tutti, e continueremo a farlo anche dopo”).

I fornitori
Giovanni e Marco fanno la spesa all’Ortomercato. Il riso proviene dall’Azienda Agricola Mario Gennari di Basiglio – sia il carnaroli che il rosso selvatico, mentre il pesce lo porta Jordan, che lavora al Mercato Ittico. La carne viene fornita da Emanuele Rissa: il vitello per la cotoletta è rigorosamente olandese (“è il migliore, tralasciando quello sanato piemontese, che comunque costa il doppio, se ne trova poco e non è indicato per questa ricetta”). Le farine, biologiche, sono del Mulino Sobrino (Piemonte), i pistilli di zafferano iraniani.

La storia
La storia narra che nonno Giovanni scelse il locale valutando attentamente l’usura della soglia d’ingresso, mentre nonna Maddalena alle 4 di mattina di ogni giorno fosse già ai fornelli a cucinare la trippa per gli affamati scaricatori dell’ortomercato. La cucina casalinga è proseguita con la gestione del figlio Pietro e della moglie Elena, ma è con l’avvento in cucina nel ’98 del nipote Giovanni – coadiuvato dall’amico di sempre Marco Tronconi, entrambi con formazione alberghiera e significative esperienze ai fornelli; l’altra nipote è Paola, che gestisce la sala col marito Claudio -, che la Trattoria fa il salto di qualità.